Ha battuto oltre 2.500 cani e 200 razze, conquistando il titolo più ambito. Si chiama Penny, è un cane Doberman Pinscher di quattro anni. La sua vittoria, però, ha acceso un duro dibattito su mutilazioni estetiche e standard di razza.
La vittoria al Westminster e le prime reazioni
Martedì sera, al 150° Westminster Kennel Club Dog Show, il titolo di Best in Show è andato a Penny, una Doberman Pinscher che ha conquistato i giudici superando più di 2.500 cani in gara. Un successo storico, celebrato dagli organizzatori e dagli appassionati della razza.
Ma fin dalle prime ore dopo la proclamazione, la vittoria si è trasformata in un caso. Penny presenta orecchie mozzate e coda tagliata, pratiche estetiche diffuse negli Stati Uniti ma vietate o fortemente limitate in molti Paesi, soprattutto europei (Italia compresa). Sui social network, le immagini della vincitrice hanno scatenato un’ondata di critiche.

“Bellissimo cane, senza dubbio – ha scritto un utente su Instagram sotto il post ufficiale del Westminster – . Ma premiare un Best in Show con orecchie mozzate e coda tagliata contraddice direttamente il messaggio contro queste pratiche e, in definitiva, incoraggia esattamente ciò che si dovrebbe scoraggiare”. Un altro commento recita: “È ora di cambiare lo standard. Questo cane sarebbe cresciuto altrettanto magnifico, intelligente e affettuoso senza essere mutilato”.

Una pratica vietata in molti Paesi
Il taglio delle orecchie (ear cropping) e il taglio della coda (tail docking) sono illegali in numerose parti del mondo al di fuori degli Stati Uniti. Molte esposizioni internazionali li vietano esplicitamente. Tra queste, il Crufts Dog Show, organizzato dal Kennel Club del Regno Unito.
Sul proprio sito ufficiale, il Kennel Club britannico scrive: “Il taglio delle orecchie è una pratica barbara. Il nostro Kennel Club si è sempre opposto al taglio delle orecchie e ha vietato la partecipazione di cani con orecchie mozzate ai nostri eventi oltre 100 anni fa, quindi siamo profondamente preoccupati che questa pratica barbara stia diventando più diffusa. Continuiamo a lavorare per sostenere gli sforzi volti a ridurre l’offerta e la domanda di cani con orecchie mozzate nel Regno Unito, educare i proprietari sulle implicazioni per la salute e il benessere di questi cani e sostenere restrizioni sull’importazione di cani con orecchie mozzate”.

La posizione dell’American Kennel Club
Negli Stati Uniti, invece, orecchie mozzate e code tagliate restano standard accettati negli eventi dell’American Kennel Club (Akc). L’organizzazione difende la propria posizione sostenendo che queste procedure “preservano la capacità del cane di svolgere la sua funzione storica”, come la caccia o la conduzione del bestiame.
Secondo l’Akc, l’opposizione a queste pratiche “deriva da una incomprensione del perché e di come vengano eseguite”.
Nel caso del Doberman Pinscher, l’Akc richiede esplicitamente la coda tagliata. Nello standard ufficiale di razza si legge che la coda deve essere “tagliata approssimativamente alla seconda vertebra, apparire come una continuazione della colonna vertebrale ed essere portata solo leggermente sopra l’orizzontale quando il cane è in allerta”. Il taglio delle orecchie è invece facoltativo, anche se molti allevatori e proprietari scelgono comunque di effettuarlo.

Il parere dei veterinari
L’Akc sostiene che queste procedure non causino dolore agli animali, ma molti esperti non sono d’accordo: il taglio delle orecchie è un’amputazione, poi bisogna suturare l’intero bordo dell’orecchio finché non guarisce. Per poi far sì che le orecchie appena tagliate restino dritte, vengono inseriti degli stent all’interno e le orecchie vengono fasciate per farle “crescere dritte”. A rendere ancora più dolorosa la pratica c’è il fatto che spesso questo intervento viene fatto senza anestesia perché avviene pochi giorni dopo la nascita.

Standard estetici e nuove critiche
Secondo i critici, il riferimento alle “funzioni storiche” non trova riscontro nei fatti. Le esposizioni canine, compreso il Westminster, non prevedono prove pratiche che dimostrino tali funzioni. I criteri restano quindi puramente estetici.
Altri show nel mondo hanno già modificato i propri standard, bandendo queste pratiche. Una scelta che, secondo molti osservatori, potrebbe essere adottata anche negli Stati Uniti.
L’attacco di Peta dopo la vittoria
Alla polemica si è aggiunto il duro intervento della People for the Ethical Treatment of Animals (Peta). In un articolo pubblicato dopo il concorso, l’organizzazione animalista scrive: “Nessun cane vince davvero una mostra canina. L’unico premio che la vincitrice del ‘Best in Show’ del Westminster Kennel Club 2026, Penny, una Doberman Pinscher di 4 anni, riceve è una vita di sfruttamento”.

Secondo Peta, Penny sarebbe già stata “sottoposta a una dolorosa e inutile chirurgia di taglio delle orecchie” e ora “verrà spedita a Toronto, dove sarà trattata come una macchina da riproduzione, producendo cucciolate di cuccioli ‘di razza’”.
L’organizzazione ricorda anche la campagna condotta prima dell’evento insieme all’attore e modello Sam Asghari, proprietario di un Doberman. Asghari ha inviato una lettera al presidente del Kennel Club, Donald Sturz, chiedendo di bandire i cani con orecchie mozzate dallo show. “Porsha non è un accessorio, è famiglia,” sostiene Asghari nella campagna Peta.

Un dibattito destinato a continuare
La vittoria di Penny ha riportato al centro dell’attenzione un tema che divide da anni allevatori, veterinari e appassionati. Da un lato, tradizione e standard di razza. Dall’altro, il benessere animale e il peso di pratiche considerate da molti superate.
Il 150° anniversario del Westminster, invece di essere solo una celebrazione, si è trasformato così in un nuovo terreno di scontro su cosa significhi davvero premiare l’eccellenza nel mondo delle esposizioni canine.