[analyse_image type=”featured” src=”https://www.repstatic.it/content/contenthub/img/2026/02/04/073313753-1d15da1c-ad45-4560-b8af-49997b2bcca2.jpg”]
La morte di Orelha sulla spiaggia di Florianópolis
La Polizia Civile di Santa Catarina ha chiesto l’internamento provvisorio di un adolescente sospettato di aver aggredito mortalmente il cane comunitario Orelha, ucciso per maltrattamenti all’inizio di gennaio sulla Praia Brava, quartiere turistico nel nord dell’isola di Florianópolis.
Il giovane risponderà per un atto infrattivo analogo al reato di maltrattamento di animali. Trattandosi di un minorenne, la procedura segue quanto previsto dallo Statuto del Bambino e dell’Adolescente (Eca), che impone il segreto sugli atti e vieta la divulgazione di nomi, età e dati che possano identificarlo.
Chi era Orelha
Orelha era un cane comunitario conosciuto e amato sulla Praia Brava. Viveva libero da quasi 10 anni tra la spiaggia e le strade del quartiere, accompagnava i pescatori, partecipava alla vita quotidiana della zona ed era diventato una presenza familiare per residenti e turisti.
È stato aggredito il 4 gennaio, intorno alle 5.30 del mattino. Il giorno successivo alcuni residenti lo hanno trovato agonizzante sotto un’auto, con lesioni alla testa e all’occhio sinistro. È stato portato in una clinica veterinaria, dove però è morto a causa delle lesioni riportate.La sua morte ha suscitato forte commozione e indignazione, portando all’apertura di una delle indagini più complesse mai condotte nella regione per un caso di maltrattamento animale.
La richiesta di internamento e l’inchiesta
La richiesta di internamento provvisorio è collegata alla conclusione dell’inchiesta sulla morte del cane. Secondo la Polizia Civile, la misura è stata sollecitata per la gravità dei fatti e per gli elementi raccolti nel corso delle indagini.
Il delegato Renan Balbino ha spiegato che, per i minorenni, l’internamento provvisorio equivale alla custodia cautelare prevista per gli adulti. In base all’Eca, può durare fino a 45 giorni prima della sentenza.
Cosa prevede la legge per i minorenni
Lo Statuto del Bambino e dell’Adolescente definisce “atto infrattivo” una condotta che sarebbe considerata reato se commessa da un adulto. I minori di 18 anni non possono essere condannati secondo il Codice Penale, ma possono essere sottoposti a misure socio-educative.
Tra queste rientrano l’ammonizione, l’obbligo di risarcire il danno, i servizi alla comunità, la libertà assistita, la semilibertà e l’internamento in una struttura educativa. Quest’ultimo priva il minore della libertà e può essere applicato solo in casi specifici, come l’uso di grave violenza, la reiterazione di infrazioni gravi o il mancato rispetto di altre misure già imposte. La durata massima è di tre anni.
Durante l’internamento, anche provvisorio, sono obbligatorie attività pedagogiche e il minore ha una serie di diritti, tra cui l’assistenza legale, le visite, la scolarizzazione e il contatto con la famiglia.
Le conclusioni della Polizia Civile
Secondo i referti della Polizia Scientifica, Orelha ha subito “un colpo contundente alla testa”, che potrebbe essere stato provocato “da un calcio o da un oggetto rigido, come un pezzo di legno o una bottiglia”.
Il delegato Renan Balbino ha riferito che l’adolescente indicato come aggressore si sarebbe contraddetto durante l’interrogatorio: “In diversi momenti si è contraddetto e ha omesso fatti importanti per l’indagine”, ha affermato.
Ricostruendo la cronologia dei fatti, Balbino ha dichiarato: “Lo svolgimento dei fatti è iniziato alle 5.25 del mattino, quando l’adolescente è uscito dal condominio sulla Praia Brava. Alle 5.58 è rientrato nel condominio con un’amica. Questo è stato uno dei punti di contraddizione nella sua deposizione. L’adolescente non sapeva che la Polizia disponeva delle immagini che lo riprendevano mentre usciva dal luogo e ha detto di essere rimasto all’interno del condominio, in piscina. Oltre alle immagini, testimonianze e altre prove hanno dimostrato che si trovava fuori dal condominio”. E ha aggiunto:“Le immagini, gli indumenti e le testimonianze confermano che si trovava sulla spiaggia”.
Per arrivare all’autore dell’aggressione, la Polizia Civile ha messo in campo una task force che ha analizzato oltre mille ore di registrazioni provenienti da 14 telecamere installate nella zona. Sono state ascoltate 24 testimonianze e indagati otto adolescenti.
È stato utilizzato anche un software francese che ha consentito di analizzare la localizzazione del sospettato nel momento dell’attacco mortale al cane.
Il viaggio all’estero e i sospetti di ostruzione
Secondo la Polizia Civile, l’adolescente ha viaggiato negli Stati Uniti lo stesso giorno in cui gli investigatori hanno identificato i sospetti del caso ed è rimasto all’estero fino al 29 gennaio. Al suo rientro in Brasile è stato intercettato in aeroporto.
Durante l’operazione, un familiare avrebbe tentato di nascondere un cappellino rosa e una felpa in possesso del ragazzo, indumenti ritenuti rilevanti per l’indagine. Il familiare avrebbe cercato di giustificare l’acquisto della felpa durante il viaggio, ma lo stesso adolescente ha ammesso di possederla già e di averla utilizzata il giorno del fatto.
La polizia ha riferito di aver cercato di evitare fughe di notizie per non compromettere le indagini, dato che il sospettato si trovava fuori dal Paese e avrebbe potuto fuggire o disfarsi di elementi di prova, come il cellulare.
Il caso Caramelo e gli altri indagati
Parallelamente al caso Orelha, la Polizia Civile ha concluso anche le indagini su maltrattamenti contro un altro cane, Caramelo, che viveva nella stessa zona. In questo episodio, quattro adolescenti sono stati ritenuti responsabili di una tentata aggressione: secondo la polizia, il cane sarebbe stato portato verso il mare con l’intento di affogarlo, ma è riuscito a scappare ed è stato salvato.
Nel procedimento legato alla morte di Orelha, tre adulti sono stati inoltre incriminati per coazione di testimone.
La posizione della difesa
La difesa dell’adolescente ha diffuso una nota in cui contesta le conclusioni dell’inchiesta. Gli avvocati affermano che “le informazioni rese pubbliche riguardano elementi meramente circostanziali, che non costituiscono prova e non autorizzano conclusioni definitive”.
I legali dichiarano che la difesa “agisce in modo tecnico e responsabile, orientata alla ricerca della verità reale e alla dimostrazione dell’innocenza” e protestano contro il fatto di non aver ancora avuto accesso completo agli atti dell’inchiesta.
Nella nota si legge inoltre che “la politicizzazione del caso e la necessità di indicare un colpevole a qualsiasi prezzo infiammano l’opinione pubblica a partire da indagini fragili e inconsistenti che danneggiano la verità, violano gravemente i riti legali e colpiscono in modo violento e irreparabile persone innocenti”.
[analyse_source url=”https://www.lastampa.it/la-zampa/2026/02/04/news/cane_orelha_ucciso_brasile_arresto_adolescente-425137367/”]