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Il risultato è stato trainato dalla crescita delle unità di pubblicità digitale e cloud computing, a conferma del fatto che il dominio di Google su internet sta reggendo allo scossone dell’intelligenza artificiale, che anzi si sta trasformando in un altro potenziale vantaggio per Mountain View. Per il terzo trimestre consecutivo l’azienda ha aumentato la crescita della pubblicità digitale di oltre il 10% rispetto all’anno precedente, registrando anche un aumento delle vendite superiore al 30% nella divisione che alimenta i data center per i servizi di IA.
“La ricerca ha registrato un utilizzo come mai prima, con l’IA che continua a guidare una fase di espansione”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Alphabet, Sundar Pichai. Nel comunicato ufficiale si legge poi che Google Cloud ha segnato “un aumento continuo della domanda dei clienti” e che i ricavi sono cresciuti del 48% fino a 17,7 miliardi di dollari, spinti dalla crescita di Google Cloud Platform, in particolare su infrastruttura IA enterprise e soluzioni IA enterprise.
Non stupisce, quindi, che l’azienda preveda un forte aumento della spesa in conto capitale per continuare a costruire infrastruttura per l’IA: fino a 185 miliardi di dollari nel 2026, segnale di una strategia aggressiva su capacità di calcolo e data center.
Apple ritiene così avanzata l’IA di Google che ha recentemente siglato un accordo per usare la tecnologia Gemini di Google in un aggiornamento, a lungo rimandato, del suo assistente virtuale Siri. Google sta anche integrando sempre più Gemini nella ricerca, in Gmail e nel browser Chrome, nel tentativo di recuperare il terreno occupato al momento da aziende emergenti come OpenAI, Anthropic e Perplexity. E gli sforzi pagano, almeno stando ai numeri: oggi l’app Gemini ha oltre 750 milioni di utenti attivi mensili, come ha detto Pichai nelle note alla trimestrale.
I numeri della trimestrale ha contribuito a far salire il prezzo del titolo Alphabet di quasi il 60% negli ultimi cinque mesi, portando l’azienda a una capitalizzazione di mercato di 4.000 miliardi di dollari. Anche così, però, alcuni investitori restano scettici sul fatto che Google riuscirà a mantenere una crescita tale da giustificare gli oltre 300 miliardi di dollari spesi dal 2024 fino alla fine di quest’anno per espandere la capacità di calcolo necessaria alle funzioni di IA. Queste preoccupazioni hanno fatto oscillare le azioni Alphabet tra lievi rialzi e lievi ribassi nelle contrattazioni after hours dopo la pubblicazione dei dati finanziari.
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