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ANCONA – Il lungomare Nord si può fare. L’ha stabilito il Ministero dell’Ambiente, che nelle scorse ore ha dato ufficialità al parere che la Commissione tecnica di Valutazione dell’Impatto Ambientale aveva già reso nello scorso mese di settembre. Il documento, vidimato anche dal Ministero della Cultura per quanto riguarda gli aspetti paesaggistici, non rappresenta soltanto la conclusione del travagliato iter burocratico in seno ai dicasteri romani, partito nell’ormai lontano 2019 e funestato, nel 2020, dal decadimento della prima commissione giudicatrice.

La gioia
È qualcosa di più. Spiega l’assessore regionale alle Infrastrutture Francesco Baldelli: «Era il passaggio più atteso, la garanzia che il Lungomare Nord si farà». Il compiacimento è anche per il ruolo che ha avuto la Regione Marche nel rimettere in moto le procedure, dando certezze ad un’opera che Ancona attende da 40 anni. «Passo dopo passo – prosegue Baldelli – siamo riusciti a sbloccare un’impasse che andava avanti da quasi un decennio». Un’infrastruttura che collegherà «meglio Ancona alle Marche e le Marche al Centro Italia». Per capire perché questo è vero, bisogna però scendere nelle maglie del progetto, le cui basi furono gettate con l’accordo quadro siglato nel 2017 tra Rete Ferroviaria Italiana, il Comune di Ancona e l’Autorità portuale. Accordo rivisto poi nel 2024.
Il costo
Il costo dell’infrastruttura è significativo, visto che parliamo di circa 52,8 milioni di euro. Il contributo maggiore è quello di Rfi, che mette sul piatto quasi 40 milioni. Segue l’Autorità portuale con 10 milioni e, infine, la Regione con 3,5 milioni. Per fare cosa? Tre i punti chiave. Il primo: la realizzazione di una nuova scogliera protettiva lungo via Flaminia, tra il porto e Torrette. Passo propedeutico alla fase due, quella della rettifica dei binari della linea Adriatica, con un percorso meno frastagliato e che permetterà la velocizzazione dei convogli fino a 200 chilometri all’ora. Infine, il riempimento con sedimenti marini dello spazio che si verrà a creare tra la nuova linea ferroviaria e la scogliera, di fatto creando un nuovo pezzo di città. A margine, il Comune dovrebbe realizzare a sue spese un parco urbano. L’aspetto più interessante, però, è quello che lega il lungomare Nord all’Ultimo miglio, il collegamento tra il porto di Ancona e la Statale 16. Questo cantiere è già partito ma il progetto originario prevede la realizzazione di una via Flaminia-bis, a due corsie, da destinare al traffico pesante, così da sottrarre i Tir alla circolazione urbana. Per realizzare questa Flaminia-bis, però, è necessario proprio il lungomare Nord, visto che la sede della nuova strada sarebbe quella oggi occupata dai binari.
I rilievi
Ed infatti, tra le 28 osservazioni che il Ministero dell’Ambiente ha fatto al progetto, c’è proprio quella di prevedere la rimozione dei binari attuali. Ad oggi, senza Lungomare, l’Ultimo miglio si innesterebbe su via Flaminia tramite una rotatoria all’altezza della Vecchia Pesca. Ma si perderebbero gran parte dei benefici dell’opera nel suo complesso. Parlando di tempi, serviranno almeno 3 anni per il lungomare Nord. Tre anni da quando partirà il cantiere, di certo non domani. Prima, infatti, servirà la conferenza dei servizi per l’ok al progetto, poi la gara per l’appalto. E nel frattempo, bisognerà adeguare il progetto alle 28 prescrizioni.
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