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Ogni anno, durante l’intera giornata i social media si riempiono di contenuti e la parola Nutella viene menzionata una volta ogni 0,5 secondi. Niente male per la crema nata una piovosa mattina del 20 aprile 1964, quando dalla fabbrica Ferrero di Alba usciva il primo vasetto di Nutella. In etichetta, una grande fetta di pane, due nocciole e un nome morbido, intrigante, positivo. A idearla fu Michele Ferrero, che a 39 anni tirò fuori dal cilindro quel marchio in grado di aprire la strada alle vendite internazionali, fino a farla diventare un vero e proprio caso commerciale e sociale.
Il successo del World Nutella Day è stato, fin dall’inizio, un fenomeno spontaneo, gioioso e autentico, che l’azienda ha scelto di accompagnare e valorizzare nel tempo, riconoscendone un’occasione unica per celebrare una passione collettiva. «Il World Nutella Day è la prova tangibile della forza duratura del nostro brand e della passione ineguagliabile dei nostri fan, che hanno elevato Nutella a icona culturale, celebrata persino nei libri e nelle mostre, oltre che sulle tavole di milioni di persone – dice il presidente globale di Nutella, Thomas Chatenier – Nutella è da sempre sinonimo di gioia e positività e oggi la sua famiglia di prodotti è più ricca che mai: dai biscotti agli snack, dal gelato ai prodotti da forno surgelati, fino alla nuova proposta plant-based. In Ferrero continuiamo a innovare per rispondere alle esigenze in evoluzione dei consumatori e offrire esperienze di consumo uniche e coinvolgenti». La conferma arriva dall’ultima novità appena avvistata: la Nutella Peanut, ovvero la versione della celebre crema Ferrero con burro di arachidi che, dopo il debutto sul mercato americano, ha iniziato a comparire anche su alcuni e selezionati scaffali italiani (in particolare in Piemonte e Lombardia), generando non poca curiosità ed entusiasmo.
Nel tempo, il World Nutella Day è diventato lo spazio naturale in cui valorizzare non solo la storia del prodotto e la sua costante capacità di innovare, ma anche il suo impatto culturale e il ruolo che continua a ricoprire nella memoria collettiva, come ha confermato la mostra “joyn! Un viaggio nel mondo Nutella per i suoi 60 anni”, ospitata nel 2024 al Maxxi di Roma. In questa visione, si inseriscono le celebrazioni del 2026, che prevedono anche una pubblicazione speciale realizzata in collaborazione con una casa editrice parigina di grande prestigio.
Oggi Nutella è un simbolo culturale capace di accompagnare la vita delle persone in oltre 170 Paesi. È prodotta in undici stabilimenti nel mondo, per un totale di circa 500.000 tonnellate annue. Basti pensare che, se si mettessero in fila tutti i vasetti prodotti in un anno, si raggiungerebbe una lunghezza pari a due volte la circonferenza terrestre. Negli ultimi anni, Nutella ha confermato il proprio spirito di innovazione, evolvendosi da love brand a vero e proprio powerbrand globale, grazie all’ampliamento costante della gamma in grado di interpretare nuovi momenti di consumo e di rispondere, talvolta anticipandoli, ai trend emergenti. È successo nel 2024 con il lancio della Nutella plant-based, con ingredienti tutti di origine vegetale, vedremo se saprà fare altrettanto con la versione Peanut.
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