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A Carnevale il cibo è simbolo di sospensione delle regole: abbondanza e dolci fritti come licenza temporanea, rovesciamento dell’ordine, strappo alla regola, festa prima del digiuno quaresimale. Le castagnole sono un piatto popolare, un impasto fritto e zuccherato, e Artusi ne dava la ricetta, che è molto più antica del gastronomo, avvertendo: piatto particolare, a dir vero di genere non troppo fine, ma può piacere. Piatto che piace non solo a chi le assaggia ma anche a chi le prepara, perché con la ricetta infallibile della pasticcera Loretta Fanella le castagnole sono un successo assicurato.
Gli ingredienti
Per circa 8 persone serviranno: 200 gr di farina, 100 gr di uova intere, 50 gr di burro, 50 gr di zucchero semolato, 8 gr di lievito in polvere per dolci, 2 gr di vaniglia, 2 gr di sale e la scorza grattugiata di un limone e olio di semi di girasole per la frittura.
L’impasto
In una bacinella unite farina, zucchero e aromi, poi aggiungete le uova e comincia a mescolare. Versate quindi il burro fuso e lavorate l’impasto quanto basta per renderlo uniforme: deve risultare omogeneo e morbido, non liquido, e senza grumi di farina. A questo punto coprite la ciotola con pellicola e mettete in frigorifero per tre ore: il riposo serve a far diventare l’impasto più compatto e a lavorarlo meglio per formare le palline.
Le palline e la frittura
Trascorso il tempo, riprendete l’impasto e dividete in porzioni uguali, formando tante palline della stessa dimensione. Scalda quindi l’olio in un tegame dai bordi alti e portalo a 170 °C: la temperatura è importante, perché se è più bassa le palline assorbono olio e vengono pesanti, se è troppo alta scuriscono fuori e restano crude dentro. Friggete poche palline per volta, così l’olio non si raffredda, e giratele delicatamente durante la cottura finché risultano ben dorate in modo uniforme.
Il passaggio finale nello zucchero
Quando sono cotte, scolatele con una schiumarola e fatele sgocciolare brevemente su carta assorbente. Passatele subito nello zucchero semolato mentre sono ancora calde: il calore fa aderire lo zucchero molto meglio. Si possono anche arrossire con un po’ di alchermes.
Il consiglio in più
“Quando lavoravo Verona – racconta Fanella – la mamma dello chef Fabio Tacchella faceva le castagnole con dentro un petalo di rosa. Metteva un petalo fresco in ognuna, oppure aggiungeva un po’ di marmellata di rose, per dare un tocco profumato”. Importante usare un petalo edibile: deve essere una rosa non trattata, senza concimi o additivi. “In alternativa, si può mettere anche una fogliolina di menta all’interno, oppure, dopo la frittura, se la misura lo permette, si può inserire un po’ di crema all’interno”.
E se avanzano?
“La castagnola è più buona se la mangi calda, per il giorno dopo un suggerimento è di scaldarla un pochino con la friggitrice ad aria. Ma di solito non avanzano…”
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