Chiuso per Olimpiadi. È in sintesi quello che accade in questi giorni a molti esercizi di Milano, in particolare del centro e delle zone interessate da cerimonie e ricevimenti. Anche se Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio, ha precisato che tutti i provvedimenti sono legittimi vista l’eccezionalità della situazione, un po’ di problemi ci sono, per utenti (specialmente i turisti, comprensibilmente disorientati) ed esercenti. Tra spostamenti dei percorsi dei mezzi di superficie, chiusura di alcune stazioni della metropolitana, divieti di transito e aree interamente “off”, i protagonisti di ristorazione e accoglienza, pur felici dell’incremento delle presenze e del lauto giro d’affari previsto, fanno i conti con l’impossibilità di lavorare in alcune fasce orarie o anche per intere giornate. Partendo dal cuore della città, piazza del Duomo, già da mesi occupata da una mastodontica struttura con il logo 2026, che non faciliterà i turisti nel fotografare la Cattedrale.

Qui nei giorni scorsi ad alcuni ristoranti e bar è stato comunicato che dovranno chiudere in determinati giorni, per non aggravare i compiti di chi deve garantire la sicurezza: sono interessati tutti i locali dotati di terrazze che danno sulla piazza, da Giacomo Arengario a Terrazza 21m e a Desco (che ha esposto un laconico cartello: “Siamo chiusi, riapriamo venerdì”) e tutti i negozi e uffici con finestre sul Duomo. Nessuna richiesta per chi è in Galleria, da Cracco a Marchesi 1824, ma per loro, come per i moltissimi locali pubblici in piazza e nelle vie adiacenti, compreso McDonald’s (che è proprio di fronte al Duomo), il problema è comunque che la chiusura della metrò nelle stazioni di Duomo e San Babila e il divieto di accesso al traffico pubblico e privato renderà arduo ai potenziali clienti avvicinarsi a bar e ristoranti.

Piazza Duomo dunque blindata il 5 febbraio a partire dalle 17, in previsione del passaggio della torcia olimpica, che dovrebbe transitare in zona dopo quell’ora. E venerdì a partire dalle 14, dato che nel pomeriggio è in programma il ricevimento per i capi di Stato presieduto da Sergio Mattarella, proprio nelle sale di Palazzo Reale: che è attaccato all’Arengario, per cui si capisce il divieto per chiunque di accedere alla terrazza. Insomma, nessuna chance di poter consumare uno spuntino, un aperitivo o un pasto davanti alle guglie, che si tratti della cucina di Nicolas Baglione, pupillo di Roberto Conti, o di un Big Mac coi bambini, di un aperitivo a Terrazza Aperol o di una cena nel locale della premiata azienda avviata oltre cinquant’anni fa dal fondatore Giacomo Bulleri. Ma anche nei dintorni ristoranti e hotel (tutti lussuosi, dal Park Hyatt agli indirizzi in via Pellico) sono in sofferenza. Resteranno aperti, dicono tutti, compreso Sophia Loren Restaurant, che ha anche messo in carta una pizza olimpica, o A’ Riccione Terrazza 12, che è più defilato rispetto al Duomo ma è comunque in San Babila. Ma l’incognita è: con tram e autobus fermi, stazioni della metrò chiuse e traffico privato proibito, chi verrà?

E non è solo questione di centro storico. Anche in zona Procaccini i disagi si annunciano, soprattutto il 5 febbraio, quando l’area attorno alla Fabbrica del Vapore, sede della cena dei capi di Statio ospiti del CIO, avrà le stesse restrizioni, dalle 13 a mezzanotte divieto di transito nella zona gialla, allargata a tutta Chinatown e oltre, anche pedonale nella zona rossa (intorno alla Fabbrica). Le chiusure pesano sull’attività di locali come Ceresio 7 (“Non so neanche come farò io a venire al lavoro”, scherza, ma non troppo, lo chef Elio Sironi), A’ Riccione Bistrot (che è esattamente in via Procaccini e ha deciso di chiudere), o il locale di Giancarlo Morelli dentro l’hotel Viu, al margine della zona proibita. Problematica sarà anche la situazione intorno all’Arco della Pace, una delle zone più scatenate della movida milanese, per l’accensione del Braciere Olimpico, e ancora di più nel quartiere dello stadio di San Siro, dove venerdì si terrà il grande spettacolo della cerimonia di apertura dei Giochi: risultato, chiusura di una vasta area dalle 21 di giovedì 5 alle 2 di sabato 7. E in più, la situazione è fluida, perché restrizioni e chiusure sono in continuo aggiornamento.