A volte ritornano. È il caso del video che nella serata del 1 febbraio Marco Pierre White – il primo chef britannico a raggiungere il traguardo delle Tre Stelle Michelin – ha ripubblicato su Instagram: nella clip social è intento a mangiare un panino di McDonald’s, con abbondante ketchup in accompagnamento. La didascalia, sintetica, recita solo “The Big Marco” in un evidente gioco di parole. Il filmato era apparso per la prima volta nel 2021, all’interno di una serie di brevi video quasi del tutto muti e volutamente ironici che lo chef pubblicava in quel periodo, accomunati dall’ambientazione del video. Più che una novità, quindi, una sorta di auto-citazione, un ritorno su un gesto che aveva già invaso internet (in inglese sarebbe “break the internet”) dopo la sua prima pubblicazione.

La nuova clip ha riattivato immediatamente i commenti, come se fosse del tutto nuova. D’altronde Internet avrà anche una memoria eterna, ma gli esseri umani no. Lui stesso commenta dicendo che aver avuto un like da McDonald’s “mi piace di più che aver preso le tre Stelle Michelin”. C’è chi ironizza chiedendogli di “battere le palpebre se è in pericolo”, altri paragonano il video a un scena di tortura. Nei fatti l’espressione dello chef sembra tutt’altro che sofferente. E il cheeseburger (che sembra essere, a uno sguardo attento, il panino che realmente esce dal sacchetto) viene finito con grande gusto.
Tantissimi follower di Pierre White hanno apprezzato quella che hanno letto come una provocazione e tra chi ha amato la clip, qualcuno vi ha letto qualche rimando cinematografico. Arrivando anche a citare l’estetica di Wes Anderson (pluripremiato regista di film come Grand Budapest Hotel, I Tenenbaum, Asteroid City e molti altri). Il riferimento più palese è alla Pop Art. In molto infatti hanno richiamato e apprezzato la similitudine con il celebre filmato del 1981 in cui Andy Warhol mangia un hamburger davanti alla macchina da presa. Il grande artista lo incluse nel documentario 66 Scenes from America rendendolo un’opera d’arte.
Oggi possiamo dire che la clip di Pierre White si candida con naturalezza a diventare un meme o un video virale (28.723 like quando scriviamo, e sono in crescita). In entrambi i casi una provocazione e insieme una rappresentazione di un momento tanto quotidiano da diventare simbolo.
Il background di questo video promette di essere però ancora più vecchio della sua prima pubblicazione. La passione di White per il Mc Donald’s (più nello specifico per il Big Mac), del resto, non è una novità. Nel 2007, in un’intervista al Telegraph dal titolo eloquente Star chef backs the Big Mac, lo chef esprimeva pubblicamente apprezzamento per il panino simbolo di McDonald’s. All’epoca l’intervista rispondeva alla richiesta dell’allora Principe Carlo (oggi Re Carlo III) di vietarne la vendita nel Regno Unito. “È sciocco – rispondeva Pierre White a Richard Alleyne e Jeremy Skidmore del quotidiano britannico – e penso non abbia mai mangiato un Big Mac. Io, e come me molti altri cuochi, mangio regolarmente panini del Mc Donald’s. Le loro uova sono di galline allevate all’aperto e la carne di manzo proviene dall’Irlanda, ma non se ne sente mai parlare. Bisogna vedere se i ristoranti offrono un buon rapporto qualità-prezzo, e loro offrono un ottimo rapporto qualità-prezzo. In alcuni ristoranti dove ho pagato un piatto 15 sterline mi hanno fatto desiderare di essere al Mc Donald’s”. Non una provocazione estemporanea quindi, ma una posizione di vicinanza al cibo più pop – e democratico – protratta nel tempo.

Questo episodio si inserisce in una storia molto più ampia che mostra come White non abbia mai disdegnato il cibo legato al consumo di massa. Non solo perché tra i format ristorativi legati al suo gruppo compaiono anche fish and chips, quindi un cibo popolare per definizione, ma per una serie di eventi e rapporti professionali protratti nel tempo.
Era il 7 giugno 2025 quando Marco Pierre White è stato intervistato dal popolare programma mattutino australiano Sunrise; ha dichiarato con grande tranquillità di amare gli hamburger di Hungry Jack’s, la catena locale affiliata a Burger King. “Cosa ne avete fatto del vero Pierre White?”, tuonavano i commentatori social anche in quella occasione, ma prove alla mano sembrano i fan molto più puristi del personaggio stesso. E forse anche con la memoria corta.
La collaborazione tra Pierre White e la Knorr, infatti, è storia. Iniziata a metà anni Duemila e proseguita con spot, dimostrazioni e attività promozionali dedicate a dadi (“li uso da più di trent’anni” ha dichiarato più volte) e brodi pronti, è entrata talmente tanto nell’immaginario comune che la frase “It’s all about stock pot” è ufficialmente nello slang inglese. Una scelta e una collaborazione che il cuoco-imprenditore ha difeso e continua a difendere, nonostante la polarizzazione che creò nel pubblico: da un lato chi apprezzava l’opera di legittimazione gastronomica, dall’altro chi denunciava un eccessivo compromesso commerciale. Una “svendita”.

Nel corso degli anni il suo nome è stato associato anche a linee di prodotti destinati alla grande distribuzione ben lontani dal fine dining. Il caso più discusso resta quello del 2010 con Bernard Matthews, azienda britannica specializzata in prodotti a base di tacchino. White promosse, all’epoca, anche i Turkey Twizzlers, già al centro di forti polemiche per il loro valore nutrizionale. Jamie Oliver li aveva definiti: “Tutto ciò che c’è di sbagliato nell’alimentazione per l’infanzia”.
“The Big Marco”, allora, non è una deviazione né una sorpresa. È piuttosto l’ennesimo capitolo di una relazione di lungo corso con il cibo popolare, che continua a generare ironie, discussioni e di mostrare quanto sottile — a volte quasi invisibile — sia il confine tra alta cucina e abitudini di tutti i giorni.