Lassativi erboristici e farmaci vengono usati molto spesso quando l’intestino non lavora bene. Tuttavia questi prodotti possono causare irritazione nel lungo periodo e a volte danno anche assuefazione. C’è un alimento però, del tutto naturale, che se mangiato regolarmente può aumetare la frequenza delle evacuazioni e, in alcuni casi, migliora anche la consistenza delle feci, senza effetti avversi rilevanti: stiamo parlando del kiwi verde. Il riconoscimento europeo Con il regolamento Ue 2025/1560, la Commissione Europea ha autorizzato un’indicazione sulla salute per il kiwi verde (Actinidia deliciosa) legata alla funzione intestinale: «Il consumo di kiwi verde contribuisce alla normale funzione intestinale aumentando la frequenza delle evacuazioni». Tuttavia, l’indicazione è utilizzabile solo per il prodotto fresco. Le uniche eccezioni si possono fare per i kiwi verdi pelati e/o tagliati a condizione che la porzione fornisca almeno 200 g di polpa. Sottolineare la quantità è condizione necessaria, perchè da regolamento è obbligatorio informare il consumatore che l’effetto benefico si ottiene con un’assunzione giornaliera di quella precisa grammatura (circa due frutti di media pezzatura). I valori nutrizionali e la funzione delle fibre Secondo la banca dati del Dipartimento dell’agricoltura statunitense, 100 grammi di polpa cruda di kiwi verde apportano 61 kcal (255 kJ), 1,14 g di proteine, 14,7 g di carboidrati (di cui 9,0 g zuccheri), 0,52 g di grassi e 3,0 g di fibre. Raddoppiando la porzione, portandola a quanto viene suggerito dal regolamento Ue, si arriva a circa 6 g di fibre, circa il 20-25% del fabbisogno giornaliero. Ogni kiwi contiene quindi circa il 3% di fibre totali, di cui un terzo solubili (prevalentemente pectine) e due terzi insolubili (soprattutto cellulosa ed emicellulose). Le fibre insolubili non vengono scomposte dal microbiota (l’insieme di microrganismi che vivono all’interno del corpo umano), trattengono acqua e aumentano la massa fecale. Le fibre solubili invece fermentano grazie al lavoro dei batteri intestinali, stimolando la crescita microbica e contribuendo anch’esse alla massa fecale. È noto che una maggiore massa fecale migliori la peristalsi (movimento involontario di contrazione e rilassamento dei muscoli del tubo digerente) perché aumenta il diametro della cavità interna del colon, agevolando il flusso delle feci: in pratica induce l’intestino a lavorare meglio, senza alcun aiuto di tipo farmacologico. Non solo fibre Abbiamo parlato dell’azione essenziale delle fibre contenute nei kiwi, ma ci sono tanti altri elementi utili al nostro intestino che fanno parte dei piccoli frutti pelosi. In primis l’actinidina, un enzima proteolitico (cioè aiuta a scomporre le proteine) che grazie alla sua azione facilita la digestione delle proteine nello stomaco e nell’intestino; regolarizza i tempi di svuotamento gastrico, e come le fibre stimola il transito intestinale, rendendo più efficaci i movimenti peristaltici.  Poi ci sono da considerare i fenoli, che con la loro azione antiossidante e antinfiammatoria, proteggono le cellule intestinali; i raphides, microcristalli naturali (di ossalato di calcio) che stimolano meccanicamente la mucosa favorendo la secrezione di muco protettivo; il peptide kissiper, che contribuisce alla regolazione della barriera intestinale e migliora la funzione delle “giunzioni strette” tra le cellule intestinali. Infine, per quanto riguarda la defecazione, grazie all’assunzione regolare di kiwi, le fibre in essi contenuti assorbono acqua, aumentando il volume e la morbidezza delle feci, facilitando la loro evacuazione riducendo gli sforzi addominali.