Carlo Notari morto a 29 anni travolto da una valanga, il cordoglio dei colleghi vigili del fuoco: «Un ragazzo d’oro, sognava un futuro…

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lunedì 2 febbraio 2026

La notizia della scomparsa di Carlo Notari morto a 29 anni travolto dalla valanga sul Monte Tiarfin è giunta al comando dei vigili del fuoco di Trieste come un fulmine a ciel sereno, portando un profondo senso di tristezza e sconforto.

Particolarmente provati i colleghi del suo turno, che hanno affrontato un servizio notturno psicologicamente difficile dopo aver appreso della perdita del collega e amico.

Il cordoglio

Il capo turno presso la sede centrale del comando ha voluto ricordare Carlo con queste parole: «Carlo era un ragazzo in gamba e volenteroso. Sarebbe diventato un ottimo vigile del fuoco, aveva legato subito con tutti i colleghi del turno».
Alessandro, uno dei vigili che fin da subito aveva stretto amicizia con lui, racconta: «Carlo era un ragazzo d’oro, affettuoso, un alpinista espertissimo. Voleva crescere come vigile del fuoco ed era particolarmente interessato al settore Saf (Speleo Alpino Fluviale). Non era uno che stava ad aspettare la chiamata per uscire: chiedeva, voleva imparare, crescere professionalmente. Avrebbe avuto un futuro brillante e una carriera piena di soddisfazioni».
Così i vigili del fuoco di Trieste vogliono ricordare Carlo: un amico, un fratello, un figlio.

Ultimo aggiornamento: 19:02
© RIPRODUZIONE RISERVATA

lunedì 2 febbraio 2026

La notizia della scomparsa di Carlo Notari morto a 29 anni travolto dalla valanga sul Monte Tiarfin è giunta al comando dei vigili del fuoco di Trieste come un fulmine a ciel sereno, portando un profondo senso di tristezza e sconforto.

Particolarmente provati i colleghi del suo turno, che hanno affrontato un servizio notturno psicologicamente difficile dopo aver appreso della perdita del collega e amico.

Il cordoglio

Il capo turno presso la sede centrale del comando ha voluto ricordare Carlo con queste parole: «Carlo era un ragazzo in gamba e volenteroso. Sarebbe diventato un ottimo vigile del fuoco, aveva legato subito con tutti i colleghi del turno».
Alessandro, uno dei vigili che fin da subito aveva stretto amicizia con lui, racconta: «Carlo era un ragazzo d’oro, affettuoso, un alpinista espertissimo. Voleva crescere come vigile del fuoco ed era particolarmente interessato al settore Saf (Speleo Alpino Fluviale). Non era uno che stava ad aspettare la chiamata per uscire: chiedeva, voleva imparare, crescere professionalmente. Avrebbe avuto un futuro brillante e una carriera piena di soddisfazioni».
Così i vigili del fuoco di Trieste vogliono ricordare Carlo: un amico, un fratello, un figlio.

Ultimo aggiornamento: 19:02
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