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A indagare il ruolo di queste specie è un nuovo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Ibis e condotto dal Bird Lab Torino (Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi, Università di Torino) in collaborazione con il National Biodiversity Future Center (NBFC). La ricerca ha analizzato il loro inserimento nelle comunità di uccelli urbani e il possibile livello di competizione con le specie locali.
Tra la primavera 2023 e l’inverno 2023–2024 i ricercatori hanno effettuato 220 punti di ascolto nelle città di Torino, Milano, Firenze, Roma, Napoli e Campobasso, censendo diverse tipologie di ambienti urbani. Oltre al numero di specie presenti, lo studio ha considerato caratteristiche ecologiche come alimentazione, nidificazione e comportamento migratorio, per ricostruire il ruolo ecologico degli uccelli in città.
I risultati mostrano che nelle città dove i parrocchetti sono ormai ben presenti, come Milano, Firenze, Roma e Napoli, queste specie occupano una porzione della nicchia ecologica urbana poco sfruttata dagli uccelli autoctoni. Più che sostituire altre specie, i parrocchetti sembrano quindi sfruttare risorse tipiche delle città, come piante ornamentali, microclimi miti e strutture artificiali.
Il fenomeno è evidente sia in primavera sia in inverno, quando la scarsità di risorse accentua le differenze tra le specie. Al contrario, nelle città dove i parrocchetti non sono ancora presenti, come Torino e Campobasso, le comunità di uccelli risultano più uniformi e maggiormente condizionate dalle variabili ambientali.
Lo studio non esclude possibili effetti delle specie alloctone sulle comunità locali, ma si concentra sui meccanismi che ne favoriscono l’insediamento urbano. I risultati suggeriscono che ambienti cittadini poveri di diversità ecologica possano essere più facilmente colonizzati e che migliorare la qualità ecologica delle città potrebbe ridurre il rischio di future invasioni biologiche.
A Torino, il parrocchetto dal collare potrebbe essere nelle prime fasi di insediamento: nel 2025 è stata osservata una coppia nei pressi dell’Allianz Stadium, mentre individui isolati vengono segnalati con regolarità nelle aree collinari. La ricerca è frutto della collaborazione tra l’Università di Torino, l’Università di Lisbona, l’Università degli Studi di Milano e l’Università di Porto, ed è stata realizzata con il supporto del PNRR e di fondi nazionali ed europei per la ricerca.
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