[analyse_image type=”featured” src=”https://gfx.larena.it/image/contentid/policy:1.12919143:1770291226/image.jpeg?f=16×9&h=450&w=800&$p$f$h$w=e1eae93″]
La terza Olimpiade del dottor Micheloni: «Ma questa sarà speciale»


A 40 anni ha all’attivo già tre Olimpiadi e ha contribuito alla conquista di quattro medaglie. Il veronese (di Castagnè, frazione di Mezzane) Gian Mario Micheloni è il medico della squadra italiana di pattinaggio di velocità: si darà il cambio con un altro veronese, il medico dello sport 33enne Michele Braggio. Specialista ortopedico, Micheloni da sette anni lavora con il professor Giuseppe Porcellini all’ospedale di Sassuolo, oltre a collaborare con il gruppo Gvm in una clinica di Faenza. Ha vissuto le olimpiadi di Pyeongchang 2018 e quelle di Pechino 2022.
Nelle prime arrivò il bronzo di Nicola Tumulero nei 10.000, nelle seconde la stessa medaglia sulla stessa distanza per Davide Ghiotto, oltre all’argento e bronzo di Francesca Lollobrigida fra 3.000 e mass start. «C’è grossa aspettativa», commenta Micheloni, «sarà diverso rispetto a quelle asiatiche. Avere le Olimpiadi in casa con i propri tifosi è una bella emozione. L’idea di viverle mi ha spinto ad arrivare fino qui. Sono cose che ti capitano una volta in una vita».
Fra gli obiettivi dei suoi Giochi, contribuire a creare con i colleghi delle altre discipline un database degli infortuni («per lavorare sulla prevenzione», spiega). Le gare si disputeranno a Rho, in un impianto allestito ad hoc. Oltre a Ghiotto e Lollobrigida, nutre chance di alloro anche Andrea Giovannini. Per tutti e tre sarà probabilmente l’ultima Olimpiade: «Spero venga premiato il lavoro di questi anni. Sono ragazzi che meritano, in Italia è dura perché non ci sono impianti coperti, sei sempre via di casa», conclude Micheloni, «che non guadagna i milioni come i calciatori, sarebbe il coronamento dei loro sforzi».
Gli altri dottori

Anche i medici hanno i loro allenatori. Per quelli che seguono il pattinaggio di velocità e il fondo c’è il dottor Filippo Balestreri. Dal 2003 collabora con Fisi (la federazione della neve) e Fisg (ghiaccio) e negli anni ha costruito un team sanitario di collaboratori da Verona: oltre a Micheloni e Braggio nel ghiaccio (vedi articolo a fianco), per il fondo c’è un altro veronese, Francesco Perusi, che nel 2018 ha seguito dall’Italia agli atleti, mentre nel 2022 ha partecipato alla spedizione in Cina. Balestreri, specializzato in Medicina dello Sport, ha collaborato con gli ospedali di Trento e di Negrar, e negli anni ha seguito la Scaligera Basket, la federnuoto e anche l’Hellas.
«Ho cercato di creare uno staff con competenze diverse, infermieristiche, di analisi, nutrizionali, ortopediche con particolare attenzione alla traumatologia. La collaborazione che abbiamo costruito negli anni ci consente di saper affrontare ogni trauma», le parole di Balestreri. Fra i medici veronesi impegnati in queste Olimpiadi anche Carlo Segattini nel biathlon e Francesco Zamboni.
L’Arena è su Whatsapp. Clicca qui per iscriverti al nostro canale e rimanere aggiornato in tempo reale.
[analyse_source url=”https://www.larena.it/argomenti/sport/altri-sport/gian-mario-micheloni-olimpiadi-milano-cortina-medico-1.12919142″]