Gianni Oliva in redazione: «Nelle foibe cittadini italiani che hanno pagato il prezzo della guerra»

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Giorno del Ricordo

Gianni Oliva in redazione: «Nelle foibe cittadini italiani che hanno pagato il prezzo della guerra»

Maria Vittoria Adami
Intervista al saggista ed editorialista del nostro giornale
Gianni Oliva nella redazione de L'Arena (foto Marchiori)
Gianni Oliva nella redazione de L’Arena (foto Marchiori)
Foibe, intervista a Gianni Oliva (Marchiori)
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Infoibati, esuli, profughi, comunque italiani. «Né di destra, né di sinistra, non più di quanto lo erano gli italiani di Torino, Verona o altro, ma cittadini italiani che hanno pagato il prezzo della guerra e della sconfitta dell’Italia nella seconda guerra mondiale, con la differenza che la guerra l’hanno fatta tutti gli italiani, ma il prezzo della sconfitta lo hanno pagato coloro che stavano a Nord Est, perché si trovavano nel posto sbagliato, nel momento sbagliato, salvo che quel posto era casa loro».

Con la semplicità didascalica con la quale sa raccontare la complessità del Novecento, il saggista piemontese Gianni Oliva, insegnante di lungo corso ed editorialista de L’Arena oltreché de La Stampa, oggi interverrà in Consiglio comunale a Verona per un’orazione sul 10 febbraio, il giorno del ricordo delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata, accompagnato dal professore Davide Rossi, dell’Associazione nazionale Venezia Giulia Dalmazia di Verona.

Prima Oliva ha fatto tappa alla nostra redazione, accolto dal direttore Massimo Mamoli, e su L’Arena di domani 6 febbraio ci sarà una lunga intervista nella quale approfondirà la storia del confine orientale, ma anche le più attuali questioni che riguardano la politica italiana e la crisi geopolitica che sta attraversando il mondo. “Il 10 febbraio è il giorno in cui nel 1947 – spiega – è stato firmato il trattato di pace che ha assegnato in modo definitivo, alla Jugoslavia, l’Istria, la Dalmazia, gli arcipelaghi adriatici settentrionali.

Gianni Oliva (a destra) con il direttore Massimo Mamoli (foto Marchiori)
Gianni Oliva (a destra) con il direttore Massimo Mamoli (foto Marchiori)

Nel 2004 è stato stabilito in Parlamento quasi con voto unanime che il 10 febbraio doveva essere dedicato alla memoria delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata e da allora un argomento che era stato espunto dal dibattito politico, dai manuali scolastici e dai ricordi istituzionali si è trasformato in un’occasione di riflessione. Per quegli italiani a Nord Est che pagarono per tutti: «Nel 1945 essere italiano del Nord Est era diverso dall’essere italiano in tutto il resto del Paese». 

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