Storace stronca Vannacci: “Traditore? No, disertore: l’ho votato, è stato cinico. E sul fascismo è una macchietta”

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Francesco Storace e Roberto Vannacci

Francesco Storace e Roberto Vannacci

Roma – Io non nascondomai quello che penso. L’ho votato e l’ho fatto votare. Ma di Roberto Vannacci ora penso tutto il male possibile”. Effettivamente Francesco Storace, esponente storico della destra italiana, non nasconde mai quello che pensa. Soprattutto non lo fa ora che la delusione per la mossa del generale è forte. “Ma non è un tradimento. Quella è persino una categoria nobile. Visto il suo mestiere precedente, è più una diserzione”.

Storace, c’è rimasto male per l’addio di Vannacci alla Lega?

“Sa che cosa penso di Vannacci? Tutto il male possibile. L’ho votato, l’ho fatto votare. Ma poi mi sono chiesto, già nel 2024: che tipo è uno che ti ringrazia il giorno prima delle Europee ma sparisce il giorno dopo? Allora vuol dire che c’è solo un po’ di cinismo, e me lo spiego con la sua carriera precedente. Non ha mai fatto politica e quindi non sa cosa sono le relazioni”.

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Tra gli oltre 500mila elettori, lei incluso, che l’hanno votato ci sarà qualcuno che si sarà sentito tradito o almeno spiazzato da questa decisione?

“Il tradimento è una categoria nobile”.

Ma è una categoria politica…

“Più morale che politica. Però, visto il mondo da cui proviene, parlerei più di diserzione”.

Addirittura? Comunque nella Lega l’hanno paragonato al precedente di Gianfranco Fini quando uscì dal Pdl per fondare Futuro e Libertà.

“Ma che c’entra la Lega con Fini? Io Salvini non l’ho sentito in questi giorni, ma questa roba non fa bene a nessuno. Fini l’ho contrastato, ho fatto un partito contro di lui. Ma, santo cielo, lui lottava contro il Berlusconi del 40%, stiamo parlando di un gigante. Anche se ha sbagliato e lo ha ammesso. Stiamo mettendo insieme il sacro e il profano. Comunque parliamo di storia”.

Gianfranco Fini e Francesco Storace

Gianfranco Fini e Francesco Storace

Invece questa scissione non passerà alla storia?

“Sono passato anche io per una scissione, non sono pentito perché dal punto di vista comunitario è stata un’esperienza fantastica. Non è andata bene, ma non pensavo di fare la storia”.

C’è una differenza tra chi esce da un partito perché ha idee diverse e chi ne crea uno puramente personale?

“Certo. Infatti non si capisce: va via da un partito per fondarne un altro, ma dice le stesse cose di prima. E per di più lo fa da vicesegretario del partito che abbandona. Io fondai La Destra perché ero all’opposizione interna di Alleanza Nazionale”.

Che tipo è uno che ti ringrazia il giorno prima delle Europee ma sparisce il giorno dopo?

Vannacci ha approfittato della candidatura, dell’elezione e del ruolo dentro la Lega?

“Fino alla scelta di Salvini non lo conosceva nessuno, magari qualcuno l’avrà votato per il suo libro, i suoi slogan. Cerca notorietà e farà danni alla Lega. Non lo voglio offendere, ma anche quando parla di fascismo è una caricatura: io dentro il Msi o An non l’ho mai visto”.

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Beh, però insiste che la “destra vera” è lui…

“Sì, e io sono un po’ comunista. È evidente che la destra vera oggi, può piacere o no, è Giorgia Meloni. La postura dell’Italia nel mondo è un fatto acquisito. Anche quando feci io la scissione, la destra vera era Berlusconi”.

E Salvini? Che succederà alla Lega?

“Quello che stanno facendo a Salvini quelli dell’io l’avevo detto non mi piacciono affatto. Mettono in difficoltà il loro capo. Ma non voglio commettere l’errore dei presuntuosi che parlano ai giornali per spiegare la politica…”.

Ma la domanda era appunto al politico, non al giornalista…

“No no, a un certo punto la politica è prescritta! (ride)”.

 

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