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Operazioni di soccorso in un cantiere dopo un drammatico infortunio sul lavoro
di Andrea GianniMILANOLa tragedia a Cambiago è l’ultima di una triste serie. Infortuni e malattie professionali sono in aumento, in Lombardia, con una crescita che colpisce in particolare le donne e gli studenti. Una fotografia scattata dagli ultimi dati dell’Inail, relativi ai 12 mesi dell’anno scorso, analizzati dalla Uil. “In una regione che dall’inizio dell’anno conta già 6 morti sul lavoro siamo di fronte a dinamiche che continuano a ripetersi con inquietante regolarità e per le stesse modalità: schiacciamenti, cadute dall’alto, mancato o scorretto utilizzo dei Dispositivi di protezione individuale, procedure non adeguate”, spiega il sindacato esprimendo cordoglio per il decesso dell’ingegnere 57enne Dinu Florian Craiu, schiacciato da una lastra a Cambiago. Analizzando i dati, l’anno scorso si sono registrate in Lombardia 110.873 denunce di infortunio, tra cui 164 con esito mortale. Aumentano del 17% le malattie professionali, tra cui anche quelle legate allo stress lavoro-correlato. E continua a crescere il fenomeno degli infortuni degli studenti, in alcuni casi durante percorsi di alternanza scuola-lavoro: 18.986 denunce (+5,94%), pari al 23,48% del totale nazionale. “Non c’è nulla di “fisiologico“ in questi numeri: oltre 110 mila denunce in un anno e 164 morti significano che il lavoro continua a produrre un costo umano enorme”, spiega Eloisa Dacquino, segretaria confederale Uil Lombardia.
Nel 2025 l’aumento delle denunce in Lombardia riguarda le donne (+2,15%), mentre per gli uomini il dato è sostanzialmente fermo. Stesso trend, ma ancora più spiccato, per le malattie professionali, che tra le lavoratrici crescono del 25,8% mentre tra gli uomini del 13,6%, “Si stanno sottovalutando rischi e in luoghi di lavoro dove la presenza femminile è forte – prosegue – spesso nei servizi, nel commercio e nella sanità-assistenza, dove ritmi, turni, movimentazione, carichi spesso “invisibili“ e pressione organizzativa incidono”. Una denuncia che non risparmia anche i lavori legati alle opere per le Olimpiadi invernali ai nastri di partenza.
“Non siamo assolutamente a conoscenza di quale sia il numero preciso degli infortuni che si sono registrati e ci auguriamo di non doverne riscontrare anche durante l’evento – attacca il segretario generale della Uil Lombardia Enrico Vizza –. I nostri Rls non riescono ad accedere al portale degli appalti e ci domandiamo se, nonostante i protocolli, le condizioni di lavoro rispettino contratti e standard stabiliti. A migliaia di volontari hanno fatto una polizza assicurativa, ma non sappiamo se poi faranno attività che dovrebbero essere eseguite da un lavoratore in regola. Tanto gli hanno dato le tute griffate”. Giochi accompagnati anche da una serie di proteste sindacali: oggi Cub e Cobas si riuniranno in presidio in piazzale Loreto, con lavoratori degli hotel che “sono il settore lavorativo più precario, fatto di appalti al ribasso, precarietà asfissiante, salari poverissimi, lavoro a cottimo integrale”. Scioperano per otto ore, in coincidenza con la giornata inaugurale dei Giochi, anche gli operatori dell’unità produttiva milanese di Autostrade.
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