[analyse_image type=”featured” src=”https://www.ilgiorno.it/image-service/view/acePublic/alias/contentid/M2ZkNDc2N2YtYjNkYS00/0/agguato-nel-parcheggio-laggressione-alla-ex-confermata-la-condanna.jpg?f=16:9&w=1200&h=675″]
Il 27enne Said Cherrah è residente a Broni, nel Pavese. A destra i rilievi dei militari
Condanna confermata, anche se limata di 8 mesi, per il tentato omicidio della ex nel parcheggio del centro commerciale a Giussano. L’ha deciso ieri la Corte di Appello di Milano, che ha inflitto la pena di 9 anni e 4 mesi di reclusione a Said Cherrah, 27enne di origini marocchine residente a Broni nel Pavese, che nel dicembre 2024 ha costretto una 24enne di Erba, anche lei di origine marocchina, a salire sulla sua auto nel parcheggio del centro commerciale in via Prealpi a Giussano, l’ha colpita ripetutamente al volto, ha tentato di strangolarla con un cavo usb e poi l’ha colpita con una coltellata alla schiena, tra la gente indifferente alle sue urla. A salvarla un angelo custode, un automobilista che finalmente si è fermato, l’ha fatta salire e l’ha portata lontano dalla morte. Nel processo con il rito abbreviato la gup del Tribunale di Monza lo aveva condannato a 10 anni di reclusione, che si sommano agli anni (scesi a loro volta da 11 anni a 9 anni e 9 mesi in Appello lo scorso ottobre) già inflitti dal Tribunale di Como per avere gettato acido in faccia alla ex, a cui in aula aveva giurato la morte, minacciando anche la legale della giovane. In appello per Cherrah sono stati anche confermati i risarcimenti dei danni alla ragazza, che si è costituita parte civile rappresentata dall’avvocata Daniela Danieli. Il difensore del 27enne, l’avvocato Roberto Grittini, aveva chiesto la nullità della sentenza monzese sostenendo che la giudice nelle motivazioni ha fatto un cenno anticipatorio sull’esito dell’Appello della sentenza comasca. Un’istanza che non è stata presa in considerazione dalla corte. “Io so sempre dove sei”, erano le parole che la 24enne si era sentita dire dall’ex quando arrivata davanti al centro commerciale, dove doveva incontrare un’amica per andare a mangiare il sushi, ha visto un’auto lampeggiare con al volante l’ex fidanzato. Said quel giorno aveva avuto un permesso per lasciare gli arresti domiciliari che gli erano stati imposti proprio per i ripetuti episodi persecutori a carico della 24enne. “Mi ha obbligata a salire sull’auto e prima mi ha chiesto 300 euro per andarsene, poi mi ha picchiata, lasciandomi il volto tumefatto e quindi ha cercato di strangolarmi con un cavetto – ha raccontato la ragazza – Io urlavo, ma nessuno si è avvicinato per aiutarmi. Quando sono stata accoltellata alla schiena, mi sono messa a correre e ho raggiunto un uomo fermo su un’auto bussandogli al finestrino, ma mi ha risposto che stava parlando al telefono con il suo capo e non poteva darmi retta”. La giovane si è quindi tolta da sola la lama dalla schiena cadendo a terra, finché non è arrivato un automobilista ad aiutarla a raggiungere i vigilanti. Poi l’intervento dei soccorsi e il trasporto all’ospedale San Gerardo di Monza con il ricovero e una prognosi di 21 giorni. Dopo il tentato omicidio il 26enne era tornato verso casa e si era costituito ai carabinieri. La difesa puntava all’accusa meno grave di lesioni. “Quella tra i due era una relazione tossica e patologica, ci sono i tabulati telefonici a confermarlo e in carcere lei gli faceva avere soldi e regali”, ha sostenuto l’avvocato Grittini.
[analyse_source url=”https://www.ilgiorno.it/monza-brianza/cronaca/agguato-nel-parcheggio-laggressione-alla-e9e1ab43″]