Una base del Politecnico a Bruxelles: “L’Europa è il nostro orizzonte: supportare la ricerca è la priorità”

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La rettrice Donatella Sciuto con la delegazione del Politecnico al Parlamento Europeo per presentare il Bruxelles Liaison Office

La rettrice Donatella Sciuto con la delegazione del Politecnico al Parlamento Europeo per presentare il Bruxelles Liaison Office

“L’Europa è il nostro orizzonte. La domanda che ci siamo posti prima di aprire la sede a Bruxelles non è “Cosa possiamo ottenere?“ ma “Cosa possiamo portare al tavolo dei decisori?“”. Così la rettrice del Politecnico di Milano, Donatella Sciuto, spiega il senso del Bruxelles Liaison Office, in Place du Champ de Mars, nel palazzo che già ospita Regione Lombardia.

Una “casa“ vicino al Parlamento Europeo, con vista post-Pnrr: quando avete preso questa scelta e perché?

“Anche prima del Pnrr il Programma Horizon è stato molto importante per mantenere costante il finanziamento della ricerca: ad oggi abbiamo più di 380 progetti attivi, ne abbiamo avuti 430 col programma precedente, Horizon 2020. Per noi è importante mantenere quella componente: non si è modificata la strategia verso l’Europa, ma abbiamo deciso di aprire un ufficio a Bruxelles perché l’Europa è il nostro orizzonte, vista la forte dimensione internazionale. Vogliamo partecipare in modo più incisivo alle priorità del prossimo programma quadro”.

L’obiettivo?

“Far sì che sia la ricerca di base sia la ricerca collaborativa restino la priorità, “alzando il tiro“, supportando start-up e nuove imprenditorialità, per non restare indietro rispetto a Cina e Stati Uniti. Queste priorità devono rimanere alte nell’interesse dell’Europa. E noi possiamo portare la nostra esperienza”.

Come?

“Lavorando nei tavoli di policy e partenariato, in modo tale da riuscire a fare gioco di squadra anche con le imprese, sia italiane che estere. Non mostriamo solo il ruolo tecnico degli atenei, ma supportiamo politiche istituzionali”.

Quali i primi temi all’ordine del giorno?

“Penso all’ambito dei progetti sulla casa, che sono già stati messi sul tavolo della Commissione europea, ai nuovi materiali. Stiamo già lavorando sui temi del digitale e dell’energia, come pure nell’ambito della diplomazia scientifica. Penso per esempio al Piano Africa, insieme al Ministero dell’Università e della Ricerca, e al dialogo tra Unione Europea e Unione Africana su scienze, tecnologia e innovazione. Siamo già operativi su diversi fronti”.

Quali le prospettive che può garantire la nuova “base“ a livello di ricerca?

“Oggi il Politecnico di Milano è primo in Italia per numero di progetti europei, quinto nell’ambito delle università europee: è nostro interesse mantenere questa posizione, perché consente ai nostri docenti di sviluppare la ricerca: questo ufficio è anche per loro. Si possono aprire nuove collaborazioni, sia con le grandi imprese che con le istituzioni. Ora abbiamo un ponte per portare i nostri contenuti sui tavoli europei: avere una persona già competente sul posto è prezioso. E abbiamo una bella rete di alumni qui, che abbiamo già incontrato e che ci aiuterà ad allargare la rete di relazioni”.

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