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Nel Rondò le gang stanno tenendo sotto scacco il quartiere con. cani di grande taglia. aizzati contro i residenti
Dopo 213 giorni dalla richiesta dell’opposizione, l’altra sera in commissione si è discusso a 360 gradi di sicurezza. Una discussione che arriva dopo l’ennesima situazione calda al Rondò con le gang che stanno tenendo sotto scacco il quartiere con tanto di cani di grande taglia, senza guinzaglio e aizzati contro i residenti. Un’escalation che da ormai 5 anni vede latinos duellare a colpi di machete, accoltellamenti, spaccio, risse, oltre al degrado. Insomma, la rimozione delle panchine in piazza Trento e Trieste non ha sortito l’effetto sperato. Ma neanche le ultime ordinanze. “Microcriminalità e illegalità sono fenomeni endemici, che non si risolvono con ricette locali. Per il Prefetto non c’è fondatezza per un provvedimento che si estende su tutto il territorio: abbiamo quindi individuato delle zone omogenee per adottarle – l’assessore alla Sicurezza Luca Nisco -. Abbiamo incrementato controlli e, per la prima volta, anche l’organico della polizia locale, salito di una unità. Da quest’anno potremo investire sistematicamente verso il traguardo tanto discusso di un agente ogni mille abitanti”. Quindi, ancora sotto quel tetto dei 100 ghisa rincorso fin dai tempi di Filippo Penati. Oggi il comando conta 75 operatori, inclusi i 3 distaccati in Procura a Monza, che lavorano 18 ore e mezza al giorno su 3 turni. Nel 2025 sono state 11.650 le richieste alla centrale con un’evasione dell’86%, 128mila i chilometri percorsi, 815 controlli nei giardini (con 84 sanzioni), per un totale di 15mila interventi complessivi e 4mila 400 nelle fasce serali e notturne dopo le 19. Pratiche e controlli su esposti sono stati quasi 11mila, 9mila 400 persone identificate, 115 daspo, 309 controlli di alloggi comunali e Aler, 34 pusher colti in flagranza, 72 segnalazioni di assuntori e 5 misure cautelari con altre forze dell’ordine. “Rafforzeremo dotazioni e competenze in relazione ai nuovi bisogni della comunità. Avremo i droni per alcuni servizi – annuncia Nisco -. Stiamo lavorando per incrementare le ore del presidio locale decentrato e per efficientare i servizi di prossimità, anche appiedati nei quartieri”. Serve altro, accusa l’opposizione. “Abbiamo ascoltato dichiarazioni di resa dopo ben due campagne elettorali sulla sicurezza e una situazione collassata – denunciano Ernesto Guido Gatti (Pd) e Michele Foggetta (Avs) -. Per anni si sono negate le problematiche, si è parlato di Sesto come di modello, anche se gli episodi ci dicono il contrario. Anche l’urbanistica ha mostrato limiti su questi aspetti”. Sugli spalti presenti molti cittadini e residenti del Rondò.
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