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Un omaggio alla bellezza e un inno alla trasformazione: ecco come sarà l’Arena olimpica delle cerimonie


“L’Arena di Verona come non l’avete mai vista”: una cornice di luce, ricreata da una miriade di riflettori posizionati dove duemila anni fa campeggiava l’antico velarium, che al tempo dei Romani proteggeva gli spettatori dal sole. Un’ampia passerella, che conduce a un suggestivo palco, dominato dalla mole imponente dei Cinque cerchi, che domina gran parte della platea. I pennoni con le bandiere-simbolo dei Giochi: la bandiera olimpica, che rappresenta l’unione dei cinque continenti; quella dell’Italia, il Paese ospitante; della Grecia, la culla delle Olimpiadi; infine quella della Francia, che ospiterà le prossime Olimpiadi invernali, in programma appunto sulle Alpi francesi nel 2030.
È come apparirà l’Arena il prossimo 22 febbraio, giorno in cui Verona sarà sotto i riflettori mondiali in occasione della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026.
Il concept principale della Cerimonia di Chiusura Olimpica è “Beauty in Action”, svela Filmmaster, società a cui la Fondazione Milano-Cortina 2026 ha affodato l’organizzazione delle cerimonie ospitate nell’anfiteatro romano – una prima assoluta, perlatro, all’interno di un monumento patrimonio mondiale dell’Unesco. “Un omaggio alla bellezza in tutte le sue forme: nello sport, nella vita, nelle relazioni umane e nei luoghi”.
Il 6 marzo, quindi, il mondo guarderà ancora a Verona in occasione della cerimonia inaugurale delle Paralimpiadi. E anche qui Filmmaster ha rilasciato una video-anteprima dell’evento in cui l’anfiteatro comparirà in tutto il suo splendore: «Life in Motion», stavolta, il concept. Perché «la vita è cambiamento. La vita è movimento. La vita è arte».
Una cerimonia di apertura «che celebra la trasformazione, l’armonia tra persona e ambiente e il potere dello sport di riscrivere ogni limite. Per celebrare lo spirito paralimpico portiamo avanti la vita. Ogni movimento comincia con un impulso, reso più forte della connessione. Lo sport è sfida, è squilibrio: così il cambiamento comincia. E insieme il movimento diventa futuro».
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