Incubo durante le lezioni di musica. Abusi sessuali su sette bambine. Maestro condannato a 11 anni

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L’insegnante 45enne inchiodato dalle microcamere e dalle testimonianze rese dalle vittime "Minacciava di bocciarci se ci fossimo ribellate". Pena più alta rispetto alla richiesta della Procura.

L’insegnante 45enne inchiodato dalle microcamere e dalle testimonianze rese dalle vittime “Minacciava di bocciarci se ci fossimo ribellate”. Pena più alta rispetto alla richiesta della Procura.

Per l’imputato la Procura aveva chiesto la condanna a 10 anni di carcere, ma il giudice è andato oltre stabilendo una pena più alta in un processo con al centro abusi sessuali svelati dalla microcamere e poi confermati dalle vittime in audizione protetta.

È stato condannato a 11 anni di reclusione un maestro di musica, che insegnava fino al febbraio dello scorso anno in una scuola primaria a Milano, imputato per violenza sessuale aggravata e anche per un episodio di adescamento ai danni di sette alunne di meno di 10 anni. Lo ha deciso il giudice per l’udienza preliminare Domenico Santoro, nel processo abbreviato, con sconto di un terzo sulla pena e a porte chiuse, scaturito dalle indagini della pm Alessia Menegazzo. L’uomo, 45 anni, era stato arrestato in flagranza il 10 febbraio del 2025 dopo essere stato sorpreso nel corso degli abusi dalle microcamere posizionate nella scuola dal Nucleo tutela donne e minori della Polizia locale, che ha condotto le indagini. Poi, la giudice Alessandra Di Fazio aveva convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere. Il 45enne è tuttora detenuto.

Le indagini coordinate dal pool della Procura di Milano specializzato nella tutela delle “fasce deboli“, donne vittime di violenza e minorenni, erano proseguite con l’ascolto, in audizioni protette, di altre presunte vittime, dopo le prime individuate, e anche attraverso incidenti probatori per “cristallizzare“ gli elementi raccolti, ossia le dichiarazioni delle bambine, in vista del processo. Dagli atti risulta che l’uomo avrebbe anche minacciato le alunne dicendo loro che le avrebbe “bocciate” se si fossero ribellate. Avrebbe commesso le violenze anche in aule vuote dell’istituto o in “un ripostiglio”, oltre che alla presenza, a volte, di altri alunni in classe. L’inchiesta era scaturita da una segnalazione alla Procura del 10 gennaio dello scorso anno da parte della dirigente scolastica, che non appena è venuta a conoscenza degli epispodi si è rivolta ai magistrati, facendo scattare le indagini. Per l’imputato la Procura aveva chiesto 10 anni e il giudice ha comminato una pena anche più alta, con motivazioni della sentenza che verranno depositate nelle prossime settimane. Una volta lette, la difesa potrà presentare ricorso davanti alla Corte d’Appello.

Re.Mil.

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