Vannacci: «Salvini è il traditore, dalle armi a Kiev alla legge Fornero. Il 4% per qualcosa che non esiste è una bella rampa di lancio»

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Vannacci: «Salvini è il traditore, dalle armi a Kiev alla legge Fornero. Il 4% per qualcosa che non esiste è una bella rampa di lancio»

Lo “sfogo” dell’ex generale al primo appuntamento del suo nuovo partito, Futuro Nazionale, all’indomani dell’addio alla Lega

Vannacci: «Salvini è il traditore, dalle armi a Kiev alla legge Fornero. Il 4% per qualcosa che non esiste è una bella rampa di lancio»
mercoledì 4 febbraio 2026, 19:40 – Ultimo agg.
5 febbraio, 10:59
4 Minuti di Lettura
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Il vero traditore? Matteo Salvini. A cominciare dalle armi a Kiev fino alla legge Fornero. Parola di Roberto Vannacci, fresco di addio alla Lega – di cui era vicesegratario – che mette i puntini sulle “i” in un colloquio con Repubblica.

Vannacci: «Il traditore è Salvini»

«Io sleale? – dice l’ex generale – È stato Matteo Salvini, o meglio il suo partito, nel quale ero che continua a promuovere determinate idee e concetti e poi allo stato dei fatti quando si tratta di votarli va in un’altra direzione. Non solo sulle armi all’Ucraina, ma anche sui princìpi di famiglia, e sulla legge Fornero. Salvini è quello che per anni ha detto che andava demolita invece poi china il capo, si mette in posizione prona in una coalizione che invece la promuove e la conferma». Insomma, «è Salvini che ha tradito le promesse in qualche modo», aggiunge.

Il “valore” di Vannacci

Intanto secondo un nuovo sondaggio di Youtrend per Skytg24 il nuovo partito di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, vale il 4,2% delle intenzioni di voto.

Secondo Youtrend, si legge sui social, «l’impatto si concentra tutto nel centrodestra: FdI -1,1%, Lega -0,9%, FI -0,2%. Nessun effetto su centrosinistra e centro. Da dove arrivano questi voti? Il 41% degli elettori di Futuro Nazionale proviene da FdI e Lega. Nel dettaglio: 22,9% a FdI, 18,3% da Lega, 13,5% astenuti+indecisi, 8% DSP, 4,8% FI, 32,5% da altri partiti».

E parlando a Modena, in quello che è diventato il primo appuntamento ufficiale del “viaggio” in solitaria di Vannacci, l’ex generale dice: «Non faccio analisi elettorale. Stamattina un sondaggio presentava qualcosa che ancora non esiste al 4,2%, mica male come rampa di lancio. Significa che c’è qualcuno che apprezza i valori del mio partito che ho specificato nel mio manifesto». 

 

Vannacci e il centrodestra

Nei confronti del centrodestra Roberto Vannacci col suo nuovo partito vuole fungere «da sveglia, adunata del mattino». Lo ha detto il generale, a margine dell’evento sulla remigrazione a Modena, rispondendo ad una domanda del giornalista. Forse con gli squilli di tromba «qualcuno si sveglia e dice ‘abbiamo preso una direzione sbagliata meglio tornare sui passi che avevamo promesso agli elettori», ha aggiunto.

L’ex generale e la Lega

«Lealtà non vuol dire obbedienza cieca e assoluta, onore non vuol dire immobilismo, disciplina non significa rifiutarsi di pensare. Io sono rimasto fedele: sono stato eletto non perché ero un politico, ma perché avevo scritto un libro» su certi valori, ha quindi sottolineato Vannacci. Nella Lega «non mi è stata data la possibilità di essere incisivo dal punto di vista politico. Tutti voi siete testimoni degli attacchi giornalieri nei miei confronti». Poi, «mi sono reso conto di dover fondare un soggetto politico che rispondesse ai miei valori». 

Il pensiero su Putin

«Il Cremlino a lungo è stato giudicato intoccabile, impossibile parlarne. Negli ultimi giorni, prima Meloni, poi Merz, poi Macron, per ultimo il russofobo Stoltenberg, hanno detto che è il caso di parlare con Putin. Credo sia il caso: una nazione che si rispetti non smette mai di dialogare anche con i nemici. Anche nei periodi bellici più conflittuali i canali diplomatici non vengon mai chiusi, cosa che è accaduta con questa guerra con l’Ucraina», ha quindi sottolineato rispondendo ad una domanda sui rapporti con la Russia. «Putin – ha aggiunto – è stato condannato per crimini di guerra, Macron nelle chat segrete con Trump aveva proposto di invitarlo all’Eliseo. Chi lo avrebbe aspettato allo Charles de Gaulle’, la gendarmerie?».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Vannacci: «Salvini è il traditore, dalle armi a Kiev alla legge Fornero. Il 4% per qualcosa che non esiste è una bella rampa di lancio»

Lo “sfogo” dell’ex generale al primo appuntamento del suo nuovo partito, Futuro Nazionale, all’indomani dell’addio alla Lega

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Il vero traditore? Matteo Salvini. A cominciare dalle armi a Kiev fino alla legge Fornero. Parola di Roberto Vannacci, fresco di addio alla Lega – di cui era vicesegratario – che mette i puntini sulle “i” in un colloquio con Repubblica.

Vannacci: «Il traditore è Salvini»

«Io sleale? – dice l’ex generale – È stato Matteo Salvini, o meglio il suo partito, nel quale ero che continua a promuovere determinate idee e concetti e poi allo stato dei fatti quando si tratta di votarli va in un’altra direzione. Non solo sulle armi all’Ucraina, ma anche sui princìpi di famiglia, e sulla legge Fornero. Salvini è quello che per anni ha detto che andava demolita invece poi china il capo, si mette in posizione prona in una coalizione che invece la promuove e la conferma». Insomma, «è Salvini che ha tradito le promesse in qualche modo», aggiunge.

Il “valore” di Vannacci

Intanto secondo un nuovo sondaggio di Youtrend per Skytg24 il nuovo partito di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, vale il 4,2% delle intenzioni di voto.

Secondo Youtrend, si legge sui social, «l’impatto si concentra tutto nel centrodestra: FdI -1,1%, Lega -0,9%, FI -0,2%. Nessun effetto su centrosinistra e centro. Da dove arrivano questi voti? Il 41% degli elettori di Futuro Nazionale proviene da FdI e Lega. Nel dettaglio: 22,9% a FdI, 18,3% da Lega, 13,5% astenuti+indecisi, 8% DSP, 4,8% FI, 32,5% da altri partiti».

E parlando a Modena, in quello che è diventato il primo appuntamento ufficiale del “viaggio” in solitaria di Vannacci, l’ex generale dice: «Non faccio analisi elettorale. Stamattina un sondaggio presentava qualcosa che ancora non esiste al 4,2%, mica male come rampa di lancio. Significa che c’è qualcuno che apprezza i valori del mio partito che ho specificato nel mio manifesto». 

 

Vannacci e il centrodestra

Nei confronti del centrodestra Roberto Vannacci col suo nuovo partito vuole fungere «da sveglia, adunata del mattino». Lo ha detto il generale, a margine dell’evento sulla remigrazione a Modena, rispondendo ad una domanda del giornalista. Forse con gli squilli di tromba «qualcuno si sveglia e dice ‘abbiamo preso una direzione sbagliata meglio tornare sui passi che avevamo promesso agli elettori», ha aggiunto.

L’ex generale e la Lega

«Lealtà non vuol dire obbedienza cieca e assoluta, onore non vuol dire immobilismo, disciplina non significa rifiutarsi di pensare. Io sono rimasto fedele: sono stato eletto non perché ero un politico, ma perché avevo scritto un libro» su certi valori, ha quindi sottolineato Vannacci. Nella Lega «non mi è stata data la possibilità di essere incisivo dal punto di vista politico. Tutti voi siete testimoni degli attacchi giornalieri nei miei confronti». Poi, «mi sono reso conto di dover fondare un soggetto politico che rispondesse ai miei valori». 

Il pensiero su Putin

«Il Cremlino a lungo è stato giudicato intoccabile, impossibile parlarne. Negli ultimi giorni, prima Meloni, poi Merz, poi Macron, per ultimo il russofobo Stoltenberg, hanno detto che è il caso di parlare con Putin. Credo sia il caso: una nazione che si rispetti non smette mai di dialogare anche con i nemici. Anche nei periodi bellici più conflittuali i canali diplomatici non vengon mai chiusi, cosa che è accaduta con questa guerra con l’Ucraina», ha quindi sottolineato rispondendo ad una domanda sui rapporti con la Russia. «Putin – ha aggiunto – è stato condannato per crimini di guerra, Macron nelle chat segrete con Trump aveva proposto di invitarlo all’Eliseo. Chi lo avrebbe aspettato allo Charles de Gaulle’, la gendarmerie?».

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