Maestro di snowboard muore travolto dalla valanga, aveva 33 anni: la fine dopo ore di agonia in ospedale

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Maestro di snowboard muore travolto dalla valanga, aveva 33 anni: la fine dopo ore di agonia in ospedale

L’uomo travolto dalla slavina sulle montagne di casa, nelle Alpi Giulie, in provincia di Udine

Simone De Cillia muore travolto dalla valanga, era maestro di snowboard. La fine dopo ore di agonia in ospedale, aveva 33 anni
Simone De Cillia muore travolto dalla valanga, era maestro di snowboard. La fine dopo ore di agonia in ospedale, aveva 33 anni
giovedì 5 febbraio 2026, 09:37 – Ultimo agg. 09:55
4 Minuti di Lettura
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Un’altra valanga, un altro intervento disperato dei soccorritori e un uomo che non ce l’ha fatta. È successo nel pomeriggio di mercoledì 4 febbraio, quando un 33enne residente a Tarvisio, il maestro di snowboard e fotografo, è stato travolto da una slavina staccatasi sulle montagne di casa, nelle Alpi Giulie, in provincia di Udine.

L’allarme è scattato poco dopo le 16.30, a seguito della segnalazione di un evento valanghivo avvenuto sui versanti boschivi compresi tra il Monte Prasnig e il Monte Lussari, nel territorio comunale di Tarvisio, a una quota di circa 1.600 metri. Simone De Cillia, 33 anni, era molto conosciuto e stimato nel Tarvisiano e non solo.

Maestro di sci, appassionato di snowboard nonché di molte altre discipline outdoor come il parapendio, l’arrampicata, la bicicletta e il downhill, gestiva a Tarvisio il noleggio di sci e biciclette “Rent a ski&bike” di via Priesnig, affiancato allo storico Hotel Ristorante Valleverde, gestito dalla famiglia.

LA DINAMICA

Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo stava scendendo con la tavola da snowboard. A travolgerlo è stata una massa di neve improvvisamente staccatasi dal versante. Le persone che si trovavano con lui hanno immediatamente dato l’allarme e iniziato le prime manovre di soccorso. I primi operatori giunti sul posto hanno avviato subito le manovre di rianimazione, proseguite senza sosta fino all’arrivo dei sanitari.

La Sores ha attivato le squadre della stazione di Cave del Predil del Soccorso alpino, la Guardia di Finanza e il personale sanitario. Le condizioni meteorologiche avverse hanno però impedito il decollo dell’elicottero del pronto intervento medico: i soccorritori sono quindi saliti in quota via terra, utilizzando gli impianti di risalita del comprensorio sciistico. Una volta stabilizzato, il 33enne è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Udine, dove purtroppo è mancato in tarda serata.

SETTIMANA NERA

Quella di Tarvisio è infatti la quarta valanga in poco più di una settimana sulle nevi del Friuli Venezia Giulia. Quattro eventi distinti, verificatisi tutti in aree esterne agli impianti di risalita, che hanno provocato la morte di una persona e il coinvolgimento di altri escursionisti, rimasti sepolti dalla neve ma riusciti, in alcuni casi miracolosamente, a salvarsi. Il primo distacco si era verificato il 27 gennaio sotto il Bila Pec, sempre sulle Alpi Giulie, nel comprensorio di Sella Nevea, lungo l’area che sale verso Sella Ursic.

Il secondo il 1° febbraio, sempre nella stessa zona, a circa 2.000 metri di quota, lungo l’itinerario di scialpinismo che conduce dalla Sella Ursic alla Conca Prevala. Poi la tragedia di Casera Razzo, nell’area del Monte Tiarfin, non lontano dal Col Merende e da Forcella Tragonia, dove domenica ha perso la vita il 29enne vigile del fuoco Carlo Notari. Proprio nel pomeriggio di ieri, il bollettino per il Friuli Venezia Giulia relativo alle montagne, aveva ribadito che il pericolo valanghe resta di livello 4 Forte su gran parte delle aree alpine regionali, in particolare oltre il limite del bosco. Le abbondanti nevicate dei giorni scorsi e quella ultima di ieri, unite all’azione del vento, hanno reso il manto nevoso instabile a livello generale, con la presenza diffusa di accumuli di neve ventata e di strati deboli persistenti, soprattutto sui pendii ombreggiati.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Maestro di snowboard muore travolto dalla valanga, aveva 33 anni: la fine dopo ore di agonia in ospedale

L’uomo travolto dalla slavina sulle montagne di casa, nelle Alpi Giulie, in provincia di Udine

Simone De Cillia muore travolto dalla valanga, era maestro di snowboard. La fine dopo ore di agonia in ospedale, aveva 33 anni
Simone De Cillia muore travolto dalla valanga, era maestro di snowboard. La fine dopo ore di agonia in ospedale, aveva 33 anni
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L’allarme è scattato poco dopo le 16.30, a seguito della segnalazione di un evento valanghivo avvenuto sui versanti boschivi compresi tra il Monte Prasnig e il Monte Lussari, nel territorio comunale di Tarvisio, a una quota di circa 1.600 metri. Simone De Cillia, 33 anni, era molto conosciuto e stimato nel Tarvisiano e non solo.

Maestro di sci, appassionato di snowboard nonché di molte altre discipline outdoor come il parapendio, l’arrampicata, la bicicletta e il downhill, gestiva a Tarvisio il noleggio di sci e biciclette “Rent a ski&bike” di via Priesnig, affiancato allo storico Hotel Ristorante Valleverde, gestito dalla famiglia.

LA DINAMICA

Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo stava scendendo con la tavola da snowboard. A travolgerlo è stata una massa di neve improvvisamente staccatasi dal versante. Le persone che si trovavano con lui hanno immediatamente dato l’allarme e iniziato le prime manovre di soccorso. I primi operatori giunti sul posto hanno avviato subito le manovre di rianimazione, proseguite senza sosta fino all’arrivo dei sanitari.

La Sores ha attivato le squadre della stazione di Cave del Predil del Soccorso alpino, la Guardia di Finanza e il personale sanitario. Le condizioni meteorologiche avverse hanno però impedito il decollo dell’elicottero del pronto intervento medico: i soccorritori sono quindi saliti in quota via terra, utilizzando gli impianti di risalita del comprensorio sciistico. Una volta stabilizzato, il 33enne è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Udine, dove purtroppo è mancato in tarda serata.

SETTIMANA NERA

Quella di Tarvisio è infatti la quarta valanga in poco più di una settimana sulle nevi del Friuli Venezia Giulia. Quattro eventi distinti, verificatisi tutti in aree esterne agli impianti di risalita, che hanno provocato la morte di una persona e il coinvolgimento di altri escursionisti, rimasti sepolti dalla neve ma riusciti, in alcuni casi miracolosamente, a salvarsi. Il primo distacco si era verificato il 27 gennaio sotto il Bila Pec, sempre sulle Alpi Giulie, nel comprensorio di Sella Nevea, lungo l’area che sale verso Sella Ursic.

Il secondo il 1° febbraio, sempre nella stessa zona, a circa 2.000 metri di quota, lungo l’itinerario di scialpinismo che conduce dalla Sella Ursic alla Conca Prevala. Poi la tragedia di Casera Razzo, nell’area del Monte Tiarfin, non lontano dal Col Merende e da Forcella Tragonia, dove domenica ha perso la vita il 29enne vigile del fuoco Carlo Notari. Proprio nel pomeriggio di ieri, il bollettino per il Friuli Venezia Giulia relativo alle montagne, aveva ribadito che il pericolo valanghe resta di livello 4 Forte su gran parte delle aree alpine regionali, in particolare oltre il limite del bosco. Le abbondanti nevicate dei giorni scorsi e quella ultima di ieri, unite all’azione del vento, hanno reso il manto nevoso instabile a livello generale, con la presenza diffusa di accumuli di neve ventata e di strati deboli persistenti, soprattutto sui pendii ombreggiati.

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