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Famiglia nel bosco, la sorella di Catherine è arrivata in Italia: «Momento difficile». Il consulente: rischi per i bimbi
Si valuta anche un eventuale rientro della famiglia in Australia

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5 febbraio, 10:21
I parenti della madre della cosiddetta famiglia del bosco sono arrivati in Italia: la sorella di Catherine, psicologa, ha rilasciato alcune dichiarazioni all’aeroporto di Roma alla trasmissione televisiva Dentro la notizia di Canale 5. La donna ha spiegato di essere giunta in Italia per stare vicino alla sorella in un momento che ha definito «difficile» e ha espresso l’auspicio che la situazione possa evolvere in modo positivo per il nucleo familiare. «Siamo molto felici di essere qui – ha detto – e siamo entusiasti di rivedere mia sorella». Ha inoltre manifestato apprezzamento per l’accoglienza ricevuta in Italia. Riguardo a possibili sviluppi futuri della vicenda – tra le quali anche un eventuale rientro della famiglia in Australia – la donna si augura una soluzione positiva, considerando tutte le opzioni possibili.
Famiglia unita
«Alla luce del documento del garante nazionale per l’Infanzia e della relazione del Servizio di Neuropsichiatria della Asl Lanciano Vasto Chieti la permanenza dei bimbi in uno stato di deprivazione genitoriale è altamente rischiosa e i danni già riscontrati dagli specialisti possono essere mitigati solo con la riunificazione della famiglia. In questo momento il superiore interesse dei bimbi, di soli 6 e 8 anni, è il loro benessere minato dalla deprivazione genitoriale. Rimango perplesso che questo sfugga al servizio sociale, come sembrerebbe dalla recente relazione, e ritengo che tutti, ma proprio tutti, in questo momento dovrebbero lavorare per accompagnare la famiglia verso una riunificazione virtuosa». Lo dice all’Adnkronos lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente della difesa dei coniugi anglo-australiani Catherine Birmingham e Nathan Trevallion ai quali il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha tolto i figli dal mese di novembre scorso.
Le esigenze dei bambini
A proposito della valutazione effettuata dal Servizio di Neuropsichiatria Infantile della Asl Lanciano Vasto Chieti, il responsabile Riccardo Alessandrelli ritiene opportuno fare chiarezza su alcuni passaggi che potrebbero prestarsi a interpretazioni difformi rispetto alle considerazioni espresse. «Nel documento rimesso all’Ente d’ambito sociale che ha richiesto una nostra perizia – spiega lo specialista – abbiamo indicato un percorso complessivo da intraprendere, sicuramente in seno alla famiglia, ma che sia rispettoso dello sviluppo e delle esigenze dei bambini. Che tenga quindi conto: del desiderio di socialità degli stessi e relazione con i pari, ampiamente manifestati; della necessità di seguire un programma di istruzione e formazione nei luoghi preposti e organizzato secondo i principi dell’istituzione scolastica; dell’obbligo di essere inseriti nel Servizio Sanitario Nazionale seguiti da un pediatra che ne verifichi condizioni di salute, crescita, sviluppo e in regola con le vaccinazioni obbligatorie previste per la popolazione da zero a 16 anni. In definitiva la nostra valutazione definisce un percorso fatto di principi e comportamenti che regolano il nostro Paese, e garantiscono ai bambini condizioni di vita che ne assicurano una crescita sana sotto il profilo psichico e fisico. Ovviamente i genitori, che rappresentano un punto di riferimento importante, non possono che avere un ruolo attivo in tutto questo processo di inserimento dentro un sistema che non è una sovrastruttura, né una gabbia. E’ una cornice che definisce il vivere sociale, di bambini e adulti».
Famiglia nel bosco, la sorella di Catherine è arrivata in Italia: «Momento difficile». Il consulente: rischi per i bimbi
Si valuta anche un eventuale rientro della famiglia in Australia

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5 febbraio, 10:21
I parenti della madre della cosiddetta famiglia del bosco sono arrivati in Italia: la sorella di Catherine, psicologa, ha rilasciato alcune dichiarazioni all’aeroporto di Roma alla trasmissione televisiva Dentro la notizia di Canale 5. La donna ha spiegato di essere giunta in Italia per stare vicino alla sorella in un momento che ha definito «difficile» e ha espresso l’auspicio che la situazione possa evolvere in modo positivo per il nucleo familiare. «Siamo molto felici di essere qui – ha detto – e siamo entusiasti di rivedere mia sorella». Ha inoltre manifestato apprezzamento per l’accoglienza ricevuta in Italia. Riguardo a possibili sviluppi futuri della vicenda – tra le quali anche un eventuale rientro della famiglia in Australia – la donna si augura una soluzione positiva, considerando tutte le opzioni possibili.
Famiglia unita
«Alla luce del documento del garante nazionale per l’Infanzia e della relazione del Servizio di Neuropsichiatria della Asl Lanciano Vasto Chieti la permanenza dei bimbi in uno stato di deprivazione genitoriale è altamente rischiosa e i danni già riscontrati dagli specialisti possono essere mitigati solo con la riunificazione della famiglia. In questo momento il superiore interesse dei bimbi, di soli 6 e 8 anni, è il loro benessere minato dalla deprivazione genitoriale. Rimango perplesso che questo sfugga al servizio sociale, come sembrerebbe dalla recente relazione, e ritengo che tutti, ma proprio tutti, in questo momento dovrebbero lavorare per accompagnare la famiglia verso una riunificazione virtuosa». Lo dice all’Adnkronos lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente della difesa dei coniugi anglo-australiani Catherine Birmingham e Nathan Trevallion ai quali il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha tolto i figli dal mese di novembre scorso.
Le esigenze dei bambini
A proposito della valutazione effettuata dal Servizio di Neuropsichiatria Infantile della Asl Lanciano Vasto Chieti, il responsabile Riccardo Alessandrelli ritiene opportuno fare chiarezza su alcuni passaggi che potrebbero prestarsi a interpretazioni difformi rispetto alle considerazioni espresse. «Nel documento rimesso all’Ente d’ambito sociale che ha richiesto una nostra perizia – spiega lo specialista – abbiamo indicato un percorso complessivo da intraprendere, sicuramente in seno alla famiglia, ma che sia rispettoso dello sviluppo e delle esigenze dei bambini. Che tenga quindi conto: del desiderio di socialità degli stessi e relazione con i pari, ampiamente manifestati; della necessità di seguire un programma di istruzione e formazione nei luoghi preposti e organizzato secondo i principi dell’istituzione scolastica; dell’obbligo di essere inseriti nel Servizio Sanitario Nazionale seguiti da un pediatra che ne verifichi condizioni di salute, crescita, sviluppo e in regola con le vaccinazioni obbligatorie previste per la popolazione da zero a 16 anni. In definitiva la nostra valutazione definisce un percorso fatto di principi e comportamenti che regolano il nostro Paese, e garantiscono ai bambini condizioni di vita che ne assicurano una crescita sana sotto il profilo psichico e fisico. Ovviamente i genitori, che rappresentano un punto di riferimento importante, non possono che avere un ruolo attivo in tutto questo processo di inserimento dentro un sistema che non è una sovrastruttura, né una gabbia. E’ una cornice che definisce il vivere sociale, di bambini e adulti».
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