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PORTO SANT’ELPIDIO – È arrivato il report sulla Fim: l’Università di Bologna ha consegnato il documento sulla Cattedrale e la conclusione è netta: l’edificio non può essere bonificato e, di conseguenza, per eliminare il rischio ambientale, sarà necessario valutarne l’abbattimento.
Il report
Lo scorso aprile la conferenza dei servizi aveva approvato la proposta del Comune di incaricare l’ateneo bolognese di individuare eventuali tecniche in grado di garantire la messa in sicurezza della Cattedrale, tutelando ambiente, salute e vincoli. In 30 pagine di relazione, i professori di Bologna: Maria Chiara Bignozzi, Alessandra Bonoli, Giovanni Castellazzi, Elisa Franzoni e Andrea Ugolini, analizzano l’immobile, lo stato di inquinamento e le tecniche di bonifica esistenti. Si conferma che la Cattedrale è una «fonte attiva di inquinamento: la lisciviazione dei metalli pesanti può contaminare le matrici ambientali circostanti. La stabilità dell’edificio risulta interamente affidata alle strutture metalliche provvisionali che ne impediscono il collasso.
Le analisi
Le analisi più recenti offrono un campionamento ritenuto rappresentativo: 59 campioni su 78 sono risultati inquinati, con superamenti in molte zone superiori di oltre due ordini di grandezza ai limiti».
Il report valuta diverse tecniche di bonifica ma nessuna garantisce efficacia. L’incapsulamento non sarebbe una soluzione duratura, il risanamento delle murature ha efficacia limitata e non esistono casi analoghi di rimozione di metalli pesanti come quelli della Fim, l’elettromigrazione è difficilmente applicabile perché la contaminazione interessa entrambi i lati delle murature ed è una tecnica finora utilizzata solo su terreni. Le soluzioni risultano non definitive e sperimentali: non esiste evidenza tecnico-scientifica della loro efficacia né della compatibilità con i substrati. Si conclude che non sono disponibili tecnologie di bonifica per murature contaminate da metalli pesanti ed eventuali interventi sarebbero assimilabili a ricerca sperimentale.
«Ringrazio i professionisti dell’Università di Bologna per l’attento lavoro di approfondimento – dice il sindaco Massimiliano Ciarpella –. Abbiamo affidato l’incarico a un ente terzo e autorevole per trovare una soluzione praticabile circa la definitiva messa in sicurezza dell’edificio. Il responso è che, allo stato attuale, non esiste una tecnica provata e sicura che garantisca la bonifica di murature contaminate come quelle della Cattedrale. Ci confronteremo in Conferenza dei servizi per ragionare sui prossimi passi».
Le reazioni
«Leggendo la relazione si percepisce che mantenere la Cattedrale esporrebbe la città a un rischio ambientale e ci consegnerebbe decenni di incertezza. La tutela è un valore, ma non può trasformarsi in accanimento conservativo a carico della collettività. Non esistendo alternative praticabili, credo sia arrivato il tempo di ragionare e decidere senza preconcetti sul futuro dell’area, se vogliamo che un futuro esista». Il 10 marzo il passaggio decisivo, alle 9.30 nella sala consiliare di Villa Murri, con la Conferenza dei Servizi.
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