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Pirelli, il cda boccia a maggioranza la proposta di spezzatino di Cnrc

Si riaccende la conflittualità fra i soci di Pirelli, dopo il tentativo di trovare un compromesso in ambito procedura Golden Power con l’ipotesi del blind trust sulla quota cinese però tramontata. Il cda della Bicocca ieri ha respinto l’affondo di Sinochem di separare chirurgicamente le attività del Cyber Tyre: secondo i cinesi, lo spin off avrebbe consentito di adeguarsi alla norma Usa sul Connect vehicle in vigore da metà marzo. La proposta, si apprende da una nota Pirelli, è stata bocciata a maggioranza (9 a 5), con il voto contrario dei consiglieri espressione di Sinochem, azionista con il 34% di Pirelli, davanti alla Camfin di Marco Tronchetti Provera che detiene il 25,3%.
Il board, si legge nella nota, ha condiviso le valutazioni dell’ad, Andrea Casaluci, relativamente alle attività Cyber Tyre che «devono continuare a essere esercitate e sviluppate in modo pienamente integrato, anche sul piano funzionale e organizzativo, con tutte le altre attività del Gruppo». Nel corso del cda, il management di Pirelli ha evidenziato che l’eventuale frammentazione di Pirelli e la segregazione del business Cyber Tyre non avrebbe alcuna possibilità di realizzazione in quanto “minerebbe in modo irreversibile il modello integrato di business distruggendo competitività e valore a causa della perdita di sinergie, dell’incremento dei costi e della riduzione della solidità finanziaria”.
La attività Cyber Tyre, secondo le valutazioni di Casaluci condivise dal board, devono «essere gestite in piena coerenza e nel rispetto dell’impostazione strategica e industriale illustrata dall’a.d., con espressa esclusione di qualunque progetto o iniziativa che possa condurre a forme di compartimentazione, separazione e/o segregazione anche solo parziale e di qualunque natura».
I voti contrari alle considerazioni del management sono stati espressi dai consiglieri nominati da Cnrc, la controllata di Sinochem. Si tratta di Chen Aihua, Zhang Haitao, Chen Qian, Fan Xiaohua e Tang Grace. Lo spezzatino del business, inoltre, “non consentirebbe di superare le limitazioni imposte dalla normativa Usa”, viene sottolineato nella nota. E poi, «conferirebbe all’interno di Pirelli Cyber Tyre i relativi brevetti il cui libero utilizzo sarebbe quindi inibito a Pirelli, privandola del know-how strategico in piena contraddizione con i principi alla base dello statuto della società; si tradurrebbe in minori sinergie e in maggiori costi per duplicare strutture operative».
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