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Bpm, l’utile batte le stime: «Siamo sempre indipendenti»
Bpm, l’utile batte le stime «Siamo Il risultato sale a 2,08 miliardi (+ 8,4%) e per il 2026 dividendo atteso di un euro. Castagna: la rappresentanza francese in consiglio sarà come oggi e serve l’ok Bceempre indipendenti»

Bpm meglio del consenso specie nell’ultimo periodo 2025, chiudendo il bilancio con un utile netto di 2,08 miliardi, in crescita dell’8,4% rispetto al 2024. Nel solo quarto trimestre, il risultato ha superato l’attese degli analisti con un aumento dell’86% su base annua a 417 milioni. I profitti a perimetro costante – senza considerare il consolidamento di Anima a partire dal secondo trimestre -, sono calati del 7,8% a 1,8 miliardi. Il risultato del 2025 è «superiore alla guidance» e «già vicino al target di piano al 2027», pari a 2,15 miliardi. Ai soci 1,5 miliardi che raddoppiano nel biennio.
«Non possiamo avere nel board membri di nostri concorrenti», è stata la posizione secca dell’ad Giuseppe Castagna, in conference call con gli analisti, a proposito dell’eventuale presenza di rappresentanti di Credit Agricole, primo socio con il 20,1% con possibilità a salire al 24,9%, in occasione del rinnovo ad aprile del cda, alla luce delle modifiche statutarie proposte dal cda al voto dei soci il 23 febbraio.
Castagna ha ricordato che l’eventuale lista del cda dovrà essere depositata 40 giorni prima dell’assemblea, cioè il 7 marzo, mentre quelle dei soci dovranno arrivare entro il 22 marzo. Ieri l’ad francese Olivier Gavalda ha rivendicato una rappresentanza nel nuovo board proporzionale alla quota del 20%, aggiungendo: non c’è fretta sulla lista.
«I requisiti sono i soliti», ha detto Castagna, ricordando «il fit and proper della Bce, criteri di indipendenza, equilibrio di genere» come pure quelli relativi alla concorrenza, che potrebbero influire per i candidati del socio di Parigi.
Comunque Castagna, non si attende «niente di diverso da adesso» con l’ingresso in cda dei rappresentanti francesi indipendenti. «La banca resta una public company», ha proseguito il banchiere napoletano. «Siamo riusciti a guidarla in modo indipendente fino ad adesso», ha proseguito Castagna, sicuramente confermato per altri tre anni, sottolineando «l’indipendenza di pensiero» nelle decisioni sulle fabbriche prodotto, e «non mi aspetto implicazioni» dall’ingresso dell’Agricole a cui si applicheranno le «regole relative al conflitto di interesse» da parte della Bce. Secondo Castagna, Agricole «avrà bisogno dell’approvazione della Bce» per avere una rappresentanza nel board.
«Noi abbiamo semplicemente apportato alcune modifiche al nostro statuto per venire incontro non solo a Credit Agricole, ma anche alle minoranze. Quindi, stiamo andando avanti. Naturalmente, per modificare lo statuto, abbiamo bisogno dell’approvazione della Bce». Secondo il nuovo statuto alle minoranze spetteranno in tutto sei posti in consiglio.
Tornando ai conti, i proventi operativi sono saliti del 4,4% a 5,96 miliardi, con margine di interesse a 3,1 miliardi (-9,1%) e commissioni nette a 2,5 miliardi (+21,4%). Il coefficiente Cet 1 pro forma è al 13,76%. Il cda proporrà la distribuzione di un saldo del dividendo da 0,54 euro per azione, pari a 818 milioni e di 1 euro nel 2026.
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