«No, non mi dimetto da europarlamentare». Alla richiesta di dimissioni da Bruxelles espressa soprattutto dalla Lega, a cominciare da Matteo Salvini, Roberto Vannacci neo fondatore di Futuro nazionale ha ribadito il suo rifiuto. «I voti sono miei!», si dice infatti convinto sui social, «e chissà perché questa zelante richiesta nei miei confronti non è stata fatta nei confronti dei parlamentari Minardo, Bellomo, Pierro e Bergamini che, solo negli ultimi 12 mesi, hanno lasciato la Lega approdando in altri partiti? L’ho detto da subito, è una questione di valori, principi, ideali e, soprattutto, di coerenza».  Intanto, in tanti nella Lega festeggiano l’addio del generale. «Vado in giro con bottiglie di ribolla gialla spumantizzata» per festeggiare l’uscita di Vannacci dalla Lega, un evento per il quale «mi sento più a mio agio. Non è una liberazione ma certe posizioni non le condividevo e non le condivido e quindi sto meglio», ha detto per esempio il presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga rispondendo ironicamente a una domanda intervenendo alla trasmissione radiofonica di Radio 1 «Un giorno da pecora».