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Zannini, difesa in due ore e memoria di 150 pagine: «Gita in yacht? Ho pagato»
Davanti al giudice, Zannini è apparso sereno e composto

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Si è presentato ieri, poco prima dello scoccare delle 11 – davanti al cancello di Palazzo San Carlo, sede dell’ufficio gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – Giovanni Zannini, consigliere regionale di Forza Italia, sul cui capo pende una richiesta di arresto in carcere firmata dai pm Giacomo Urbano e Gerardina Cozzolino il primo agosto dello scorso anno.
Davanti alla gip Daniela Vecchiarelli, “mister 32mila voti” (tante sono state le preferenze ottenute alle ultime elezioni regionali dello scorso novembre), si è sottoposto all’interrogatorio di garanzia preventivo nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura e condotta dai carabinieri, di cui è comandante provinciale Manuel Scarso, per corruzione, concussione, falso e truffa ai danni dello Stato in relazione a vicende avvenute nella passata consiliatura regionale, quando Zannini sedeva tra i banchi della maggioranza che sosteneva l’allora governatore Vincenzo De Luca e presiedeva la strategica commissione regionale per l’Ambiente.
Caserta, Giovanni Zannini è stato ascoltato dal gip: respinge ogni accusa a suo carico
Davanti al giudice, Zannini è apparso sereno e composto. L’esponente politico di Mondragone ha reso dichiarazioni spontanee per quasi due ore, soffermandosi sui singoli episodi contestati, illustrando punto per punto il contenuto delle intercettazioni confluite nel fascicolo e rifacendosi alle memorie difensive che ha depositato, due per ciascun episodio. Il consigliere regionale accompagnato dall’avvocato Angelo Raucci e da un ulteriore difensore, l’avvocato e docente universitario Vincenzo Maiello nominato da pochi giorni – davanti al gip e alla presenza del pm Urbano, ha respinto ogni addebito, dichiarandosi innocente. In particolare, ha rigettato l’accusa di corruzione relativa al presunto accordo con i due imprenditori Luigi e Paolo Griffo, padre e figlio, anche loro indagati e presenti davanti al gip, assistiti dagli avvocati Giuseppe Stellato e Mario Griffo.
LE CONTESTAZIONI
Secondo la Procura guidata da Pierpaolo Bruni, Zannini avrebbe favorito i Griffo nella documentazione ambientale regionale necessaria per aprire un caseificio, documentazione ritenuta falsa e utile a ottenere un finanziamento pubblico di oltre 3 milioni di euro, integrando il reato di truffa ai danni dello Stato. Zannini ha chiarito di non aver preso alcun accordo con i Griffo e di aver pagato personalmente la gita sullo yacht lussuoso contestata come “prezzo” della corruzione: «Non si trattava di alcuna controprestazione», ha sottolineato, spiegando che il pagamento di 7mila euro era previsto fin dall’inizio e non dettato dalla consapevolezza dell’indagine.
Accuse rigettate anche sull’episodio di concussione, relativo alle presunte pressioni esercitate nel 2023 sull’allora direttore sanitario dell’Asl di Caserta, Vincenzo Iodice, affinché nominasse persone a lui vicine. Zannini ha negato di aver mai fatto pressioni su Iodice o di aver discusso della vicenda con il dirigente della sanità regionale Antonio Postiglione anch’egli indagato smentendo completamente l’ipotesi di interferenza nelle dinamiche amministrative dell’Asl. In sostanza, Zannini durante le due ore di dichiarazioni spontanee si è riportato alla corposa memoria difensiva da oltre 150 pagine al vaglio del gip per decidere o meno se applicare la misura cautelare chiesta dalla Procura, respingerla o riformularla.
In base alla legge Nordio, non ci sono termini per il deposito del provvedimento ma, secondo “radio tribunale”, potrebbe avvenire entro due settimane. Si tratta di una sorta di limbo giudiziario, un’attesa senza scadenze precise.
LA LINEA
Stessa scelta di Zannini è stata compiuta dai due imprenditori Luigi e Paolo Griffo, che hanno presentato memorie scritte e reso dichiarazioni spontanee, proclamando la propria estraneità ai fatti contestati. C’è però un altro indagato a cui la Procura aveva chiesto una misura interdittiva, ovvero il dirigente della sanità regionale Antonio Postiglione, ma al momento la richiesta è ancora sotto valutazione del gip che potrebbe fissare un ulteriore interrogatorio o nel caso non dare seguito.
Intanto, domani Zannini dovrebbe presentarsi davanti ai pm sammaritani per l’invito a comparire relativo a un filone su corruzione elettorale insieme al coindagato Biagio Esposito, ex assesore del Comune di Caserta.
Zannini, difesa in due ore e memoria di 150 pagine: «Gita in yacht? Ho pagato»
Davanti al giudice, Zannini è apparso sereno e composto

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Si è presentato ieri, poco prima dello scoccare delle 11 – davanti al cancello di Palazzo San Carlo, sede dell’ufficio gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – Giovanni Zannini, consigliere regionale di Forza Italia, sul cui capo pende una richiesta di arresto in carcere firmata dai pm Giacomo Urbano e Gerardina Cozzolino il primo agosto dello scorso anno.
Davanti alla gip Daniela Vecchiarelli, “mister 32mila voti” (tante sono state le preferenze ottenute alle ultime elezioni regionali dello scorso novembre), si è sottoposto all’interrogatorio di garanzia preventivo nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura e condotta dai carabinieri, di cui è comandante provinciale Manuel Scarso, per corruzione, concussione, falso e truffa ai danni dello Stato in relazione a vicende avvenute nella passata consiliatura regionale, quando Zannini sedeva tra i banchi della maggioranza che sosteneva l’allora governatore Vincenzo De Luca e presiedeva la strategica commissione regionale per l’Ambiente.
Caserta, Giovanni Zannini è stato ascoltato dal gip: respinge ogni accusa a suo carico
Davanti al giudice, Zannini è apparso sereno e composto. L’esponente politico di Mondragone ha reso dichiarazioni spontanee per quasi due ore, soffermandosi sui singoli episodi contestati, illustrando punto per punto il contenuto delle intercettazioni confluite nel fascicolo e rifacendosi alle memorie difensive che ha depositato, due per ciascun episodio. Il consigliere regionale accompagnato dall’avvocato Angelo Raucci e da un ulteriore difensore, l’avvocato e docente universitario Vincenzo Maiello nominato da pochi giorni – davanti al gip e alla presenza del pm Urbano, ha respinto ogni addebito, dichiarandosi innocente. In particolare, ha rigettato l’accusa di corruzione relativa al presunto accordo con i due imprenditori Luigi e Paolo Griffo, padre e figlio, anche loro indagati e presenti davanti al gip, assistiti dagli avvocati Giuseppe Stellato e Mario Griffo.
LE CONTESTAZIONI
Secondo la Procura guidata da Pierpaolo Bruni, Zannini avrebbe favorito i Griffo nella documentazione ambientale regionale necessaria per aprire un caseificio, documentazione ritenuta falsa e utile a ottenere un finanziamento pubblico di oltre 3 milioni di euro, integrando il reato di truffa ai danni dello Stato. Zannini ha chiarito di non aver preso alcun accordo con i Griffo e di aver pagato personalmente la gita sullo yacht lussuoso contestata come “prezzo” della corruzione: «Non si trattava di alcuna controprestazione», ha sottolineato, spiegando che il pagamento di 7mila euro era previsto fin dall’inizio e non dettato dalla consapevolezza dell’indagine.
Accuse rigettate anche sull’episodio di concussione, relativo alle presunte pressioni esercitate nel 2023 sull’allora direttore sanitario dell’Asl di Caserta, Vincenzo Iodice, affinché nominasse persone a lui vicine. Zannini ha negato di aver mai fatto pressioni su Iodice o di aver discusso della vicenda con il dirigente della sanità regionale Antonio Postiglione anch’egli indagato smentendo completamente l’ipotesi di interferenza nelle dinamiche amministrative dell’Asl. In sostanza, Zannini durante le due ore di dichiarazioni spontanee si è riportato alla corposa memoria difensiva da oltre 150 pagine al vaglio del gip per decidere o meno se applicare la misura cautelare chiesta dalla Procura, respingerla o riformularla.
In base alla legge Nordio, non ci sono termini per il deposito del provvedimento ma, secondo “radio tribunale”, potrebbe avvenire entro due settimane. Si tratta di una sorta di limbo giudiziario, un’attesa senza scadenze precise.
LA LINEA
Stessa scelta di Zannini è stata compiuta dai due imprenditori Luigi e Paolo Griffo, che hanno presentato memorie scritte e reso dichiarazioni spontanee, proclamando la propria estraneità ai fatti contestati. C’è però un altro indagato a cui la Procura aveva chiesto una misura interdittiva, ovvero il dirigente della sanità regionale Antonio Postiglione, ma al momento la richiesta è ancora sotto valutazione del gip che potrebbe fissare un ulteriore interrogatorio o nel caso non dare seguito.
Intanto, domani Zannini dovrebbe presentarsi davanti ai pm sammaritani per l’invito a comparire relativo a un filone su corruzione elettorale insieme al coindagato Biagio Esposito, ex assesore del Comune di Caserta.
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