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Castel Volturno, sos dei balneari: «In crisi per erosione e degrado»
Lo sfogo e le parole

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«Subiamo da sempre problemi di tipo sociale legati al degrado di un territorio che le istituzioni, nonostante gli annunci, non riescono a governare. La nostra quotidianità – spiega Marcello Giocondo, componente del Sindacato italiano balneari – è segnata da difficoltà che altrove sarebbero considerate emergenze straordinarie e che qui, invece, sono diventate normalità. A questi si aggiungono disagi ambientali pesantissimi: l’inquinamento del mare provocato da una depurazione inefficace e da scarichi incontrollati, e soprattutto l’erosione costiera che, anno dopo anno, fa sparire metri di profondità di spiaggia cancellando investimenti e prospettive. Le mareggiate cominciate all’inizio dell’anno ci hanno messo definitivamente in ginocchio. Ma non abbiamo più neppure la forza di chiedere interventi alle istituzioni, perché è venuta meno anche la fiducia in chi dovrebbe tutelarci». È lo sfogo amaro Giocondo che è anche gestore di un lido nella località di Bagnara, l’area più esposta alle molteplici fragilità della costa domiziana.
«Per la mia concessione racconta pago oltre 50mila euro l’anno, mentre colleghi di Viareggio o Sorrento versano meno di 20mila. Loro possono contare su promozione turistica, mare pulito, collegamenti e servizi pubblici; noi, a Castel Volturno e soprattutto a Bagnara, subiamo invece attacchi di ogni genere senza alcuna difesa da parte della politica e dello Stato. Da oltre vent’anni – ricorda il gestore del lido – vengono annunciate scogliere per contrastare l’erosione e una rimodulazione dei canoni in base alla reale condizione del territorio, ma alle promesse non è mai seguito nulla di concreto. Riceviamo solo bugie. Siamo stanchi, anzi esausti: molti colleghi per resistere hanno acceso debiti, alcuni hanno pignoramenti in corso e chi non riesce a pagare le tasse nei tempi stabiliti si vede revocare la concessione».
Orta di Atella, l’assessore Russo torna in libertà: «Mancanza di gravi indizi»
Una situazione che scoraggia qualunque tentativo di rilancio e che trasforma gli imprenditori balneari in sopravvissuti più che in operatori turistici. Le sue parole arrivano all’indomani dell’ennesima mareggiata che ha danneggiato le poche dune rimaste e creato danni a numerosi stabilimenti, in particolare nella zona dove sorge lo storico lido Kristal. «Quando furono costruiti i nostri lidi ricorda Giocondo si trovavano su spiagge profonde oltre cento metri, con le strutture lontanissime dall’acqua; oggi, a causa di un’erosione nei mesi invernali il mare entra direttamente nei locali e siamo costretti a continui lavori di ripristino solo per non scomparire».
Sul fronte delle concessioni il paradosso assume contorni ancora più evidenti. Castel Volturno è inserita nella fascia demaniale più alta, la stessa delle località turistiche di pregio, in base a parametri che tengono conto del numero di camere d’albergo presenti sul territorio. Peccato che gran parte di quelle strutture non accolga turismo tradizionale ma clientela occasionale, mentre i tre alberghi principali l’ex Holiday Inn, La Perla e il Venus sono chiusi da anni. Il Comune ha avviato un confronto con l’ufficio demanio della Regione per eliminare questa distorsione, ma la pratica si è conclusa con un nulla di fatto: la normativa, è stato risposto, non può essere modificata. Così i gestori dei lidi di Castel Volturno continuano a pagare canoni come se operassero in un salotto turistico internazionale, ma senza ricevere in cambio servizi, tutela ambientale o sicurezza.
Castel Volturno, sos dei balneari: «In crisi per erosione e degrado»
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«Subiamo da sempre problemi di tipo sociale legati al degrado di un territorio che le istituzioni, nonostante gli annunci, non riescono a governare. La nostra quotidianità – spiega Marcello Giocondo, componente del Sindacato italiano balneari – è segnata da difficoltà che altrove sarebbero considerate emergenze straordinarie e che qui, invece, sono diventate normalità. A questi si aggiungono disagi ambientali pesantissimi: l’inquinamento del mare provocato da una depurazione inefficace e da scarichi incontrollati, e soprattutto l’erosione costiera che, anno dopo anno, fa sparire metri di profondità di spiaggia cancellando investimenti e prospettive. Le mareggiate cominciate all’inizio dell’anno ci hanno messo definitivamente in ginocchio. Ma non abbiamo più neppure la forza di chiedere interventi alle istituzioni, perché è venuta meno anche la fiducia in chi dovrebbe tutelarci». È lo sfogo amaro Giocondo che è anche gestore di un lido nella località di Bagnara, l’area più esposta alle molteplici fragilità della costa domiziana.
«Per la mia concessione racconta pago oltre 50mila euro l’anno, mentre colleghi di Viareggio o Sorrento versano meno di 20mila. Loro possono contare su promozione turistica, mare pulito, collegamenti e servizi pubblici; noi, a Castel Volturno e soprattutto a Bagnara, subiamo invece attacchi di ogni genere senza alcuna difesa da parte della politica e dello Stato. Da oltre vent’anni – ricorda il gestore del lido – vengono annunciate scogliere per contrastare l’erosione e una rimodulazione dei canoni in base alla reale condizione del territorio, ma alle promesse non è mai seguito nulla di concreto. Riceviamo solo bugie. Siamo stanchi, anzi esausti: molti colleghi per resistere hanno acceso debiti, alcuni hanno pignoramenti in corso e chi non riesce a pagare le tasse nei tempi stabiliti si vede revocare la concessione».
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Una situazione che scoraggia qualunque tentativo di rilancio e che trasforma gli imprenditori balneari in sopravvissuti più che in operatori turistici. Le sue parole arrivano all’indomani dell’ennesima mareggiata che ha danneggiato le poche dune rimaste e creato danni a numerosi stabilimenti, in particolare nella zona dove sorge lo storico lido Kristal. «Quando furono costruiti i nostri lidi ricorda Giocondo si trovavano su spiagge profonde oltre cento metri, con le strutture lontanissime dall’acqua; oggi, a causa di un’erosione nei mesi invernali il mare entra direttamente nei locali e siamo costretti a continui lavori di ripristino solo per non scomparire».
Sul fronte delle concessioni il paradosso assume contorni ancora più evidenti. Castel Volturno è inserita nella fascia demaniale più alta, la stessa delle località turistiche di pregio, in base a parametri che tengono conto del numero di camere d’albergo presenti sul territorio. Peccato che gran parte di quelle strutture non accolga turismo tradizionale ma clientela occasionale, mentre i tre alberghi principali l’ex Holiday Inn, La Perla e il Venus sono chiusi da anni. Il Comune ha avviato un confronto con l’ufficio demanio della Regione per eliminare questa distorsione, ma la pratica si è conclusa con un nulla di fatto: la normativa, è stato risposto, non può essere modificata. Così i gestori dei lidi di Castel Volturno continuano a pagare canoni come se operassero in un salotto turistico internazionale, ma senza ricevere in cambio servizi, tutela ambientale o sicurezza.
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