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Orta di Atella, l’assessore Russo torna in libertà: «Mancanza di gravi indizi»
L’assessore, che giovedì si è dimesso, ha spiegato la sua versione dei fatti

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L’assessore all’Urbanistica e al Suap del Comune di Orta di Atella, Antonio Russo, sottoposto agli arresti domiciliari con l’accusa di concussione nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Napoli nord, è tornato in libertà. Con lui, anche Biagio Tessitore, la seconda persona coinvolta nella vicenda scaturita dalla denuncia dell’imprenditore Massimo Landolfo. La misura restrittiva applicata dalla Guardia di finanza di Aversa non è stata convalidata dal Gip. Sono stati ritenuti insussistenti i gravi indizi di colpevolezza. Russo, difeso dal legale Mario Griffo, era stato arrestato con l’accusa di aver preso da Landolfo una tangente di 20mila euro per l’ottenimento di un cambio di destinazione d’uso relativo agli appartamenti che il denunciante stava realizzando in un complesso immobiliare acquistato all’asta nella zona “Laghetti”.
L’assessore, che giovedì si è dimesso, ha spiegato la sua versione dei fatti: quel compenso sarebbe da inquadrarsi nell’ambito dell’attività professionale svolta dai collaboratori del suo studio tecnico. La tesi difensiva accolta dal Gip rappresenta una svolta significativa che arriva dopo i fatti delle scorse ore, quando l’inchiesta aveva provocato un forte scossone con inevitabili ripercussioni sul quadro politico. Nonostante la revoca della misura restrittiva, l’attenzione resta alta, sia per gli eventuali sviluppi dell’inchiesta, sia per le conseguenze che la vicenda ha già innescato al Comune. Tra le reazioni, arrivate prima che si conoscesse il provvedimento del Gip, Tiziana Dirasco, consigliera d’opposizione del gruppo “Rinnoviamo Orta”, ha espresso una posizione improntata alla prudenza: «Vogliamo esprimere il nostro sostegno al nostro amico senza giudicare, poiché crediamo nel valore della giustizia e nella presunzione d’innocenza. Attendiamo con fiducia gli sviluppi, convinti che la verità emergerà». Toni più duri, invece, da parte della consigliera comunale del gruppo “Orta al Centro” Mena Capasso, che ha attaccato duramente l’amministrazione guidata dal sindaco Antonino Santillo: «Il sindaco dovrebbe fare un bagno di umiltà e dimettersi, prima che la situazione possa peggiorare. Siamo davanti a un momento critico della gestione amministrativa e serve intervenire, non restare immobili».
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Capasso ha ricordato che, prima di Russo, si era già dimessa l’assessora Elvira Caccavale. «Ci auguriamo che intervenga la Prefettura perché abbiamo un esecutivo incompleto e a essere penalizzati sono sempre i cittadini».
Sulla vicenda è intervenuto anche il Collettivo “Città visibile”: «Confidiamo nel lavoro della magistratura e auspichiamo che l’assessore Russo possa chiarire ogni addebito a suo carico. Tuttavia resta un nodo politico rilevante. Il sindaco e l’intera amministrazione comunale devono dare spiegazioni chiare ai cittadini, perché non può essere ridotto tutto alla responsabilità personale di un singolo».
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L’assessore, che giovedì si è dimesso, ha spiegato la sua versione dei fatti

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L’assessore all’Urbanistica e al Suap del Comune di Orta di Atella, Antonio Russo, sottoposto agli arresti domiciliari con l’accusa di concussione nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Napoli nord, è tornato in libertà. Con lui, anche Biagio Tessitore, la seconda persona coinvolta nella vicenda scaturita dalla denuncia dell’imprenditore Massimo Landolfo. La misura restrittiva applicata dalla Guardia di finanza di Aversa non è stata convalidata dal Gip. Sono stati ritenuti insussistenti i gravi indizi di colpevolezza. Russo, difeso dal legale Mario Griffo, era stato arrestato con l’accusa di aver preso da Landolfo una tangente di 20mila euro per l’ottenimento di un cambio di destinazione d’uso relativo agli appartamenti che il denunciante stava realizzando in un complesso immobiliare acquistato all’asta nella zona “Laghetti”.
L’assessore, che giovedì si è dimesso, ha spiegato la sua versione dei fatti: quel compenso sarebbe da inquadrarsi nell’ambito dell’attività professionale svolta dai collaboratori del suo studio tecnico. La tesi difensiva accolta dal Gip rappresenta una svolta significativa che arriva dopo i fatti delle scorse ore, quando l’inchiesta aveva provocato un forte scossone con inevitabili ripercussioni sul quadro politico. Nonostante la revoca della misura restrittiva, l’attenzione resta alta, sia per gli eventuali sviluppi dell’inchiesta, sia per le conseguenze che la vicenda ha già innescato al Comune. Tra le reazioni, arrivate prima che si conoscesse il provvedimento del Gip, Tiziana Dirasco, consigliera d’opposizione del gruppo “Rinnoviamo Orta”, ha espresso una posizione improntata alla prudenza: «Vogliamo esprimere il nostro sostegno al nostro amico senza giudicare, poiché crediamo nel valore della giustizia e nella presunzione d’innocenza. Attendiamo con fiducia gli sviluppi, convinti che la verità emergerà». Toni più duri, invece, da parte della consigliera comunale del gruppo “Orta al Centro” Mena Capasso, che ha attaccato duramente l’amministrazione guidata dal sindaco Antonino Santillo: «Il sindaco dovrebbe fare un bagno di umiltà e dimettersi, prima che la situazione possa peggiorare. Siamo davanti a un momento critico della gestione amministrativa e serve intervenire, non restare immobili».
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Capasso ha ricordato che, prima di Russo, si era già dimessa l’assessora Elvira Caccavale. «Ci auguriamo che intervenga la Prefettura perché abbiamo un esecutivo incompleto e a essere penalizzati sono sempre i cittadini».
Sulla vicenda è intervenuto anche il Collettivo “Città visibile”: «Confidiamo nel lavoro della magistratura e auspichiamo che l’assessore Russo possa chiarire ogni addebito a suo carico. Tuttavia resta un nodo politico rilevante. Il sindaco e l’intera amministrazione comunale devono dare spiegazioni chiare ai cittadini, perché non può essere ridotto tutto alla responsabilità personale di un singolo».
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