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Orta di Atella, «Tangenti nell’ufficio per pratica edilizia»: assessore ai dimiciliari
Avrebbe intascato una tangente di 20mila euro per garantire il cambio di destinazione d’uso di un immobile

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Avrebbe intascato una tangente di 20mila euro per garantire il cambio di destinazione d’uso di un immobile. Con questa accusa è stato sottoposto alla misura restrittiva degli arresti domiciliari l’ex assessore all’Urbanistica e al Suap del Comune di Orta di Atella, Antonio Russo. Un blitz della Guardia di finanza di Aversa, lo scorso mercoledì, ha portato all’applicazione del provvedimento cautelare nei suoi confronti, dopo che nel suo studio professionale gli era stato consegnato il denaro da una persona che lo ha denunciato. L’ipotesi di reato che la Procura di Napoli Nord contesta all’assessore, che intanto si è dimesso dalla sua carica, è quella di concussione. A denunciare è stato un imprenditore che si era rivolto a Russo per una pratica edilizia.
Sotto i riflettori è finito un immobile venduto all’asta nella zona cosiddetta dei laghetti, un’area tristemente nota per essere stata l’emblema dello scempio urbanistico che negli anni ha trasformato Orta di Atella in un cumulo di cemento. Il centro di un sistema salito agli onori della cronaca nazionale che ha visto in prima linea gli interessi del clan Mallardo e del clan dei Casalesi. Da una prima ricostruzione, il rappresentante di una società intenzionata a realizzare 60 appartamenti per uso residenziale avrebbe riferito di essere stato costretto a rivolgersi a Russo, dopo che questi gli sarebbe stato indicato come figura chiave per risolvere i suoi problemi urbanistici.
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Un ruolo di primo piano sarebbe stato ricoperto da un intermediario del posto, risultato anch’egli destinatario di misura restrittiva. Difeso dal legale Mario Griffo, l’ex assessore sostiene, dal suo canto, che le banconote consegnate nel suo ufficio lo scorso mercoledì dal denunciante siano da intendersi come il saldo di un compenso professionale, stabilito in 30mila euro, relativo alla pratica edilizia precedentemente commissionata. I contanti seguirebbero alcuni bonifici effettuati a un tecnico che collabora con lo studio professionale di Russo.
La versione dei fatti fornita da Russo, che incanala la vicenda nell’alveo della sua professione, si scontra con l’ipotesi di reato incentrata invece sull’esercizio della funzione pubblica svolta nella sua qualità di assessore. Tutti gli elementi sono attualmente al vaglio degli inquirenti, che hanno intanto anche disposto il sequestro del telefono cellulare di Russo. Nelle prossime ore la Procura, dopo aver analizzato anche gli ulteriori sviluppi derivati dal prosieguo delle indagini, si pronuncerà sulla convalida della misura applicata. Potrebbe registrarsi, tra le varie ipotesi paventate, anche una eventuale derubricazione del reato da concussione a millantato credito.
Il contesto
Mentre si attendono le novità sotto il profilo giudiziario, prende spazio in ambito politico la riflessione sull’ennesima tegola caduta sull’attuale amministrazione di Orta di Atella. Un’indagine su questioni urbanistiche, che colpisce proprio chi avrebbe dovuto lavorare per dare delle risposte sul tema, è di certo un fatto sconfortante. «Siamo rammaricati per questa vicenda e ci auguriamo che Antonio Russo, che abbiamo sempre conosciuto come persona perbene, noi e l’intera comunità, possa dimostrare la sua estraneità ai fatti. Attendiamo con fiducia l’esito delle indagini – commenta il sindaco Antonino Santillo – confidando come sempre nel lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine che lavorano per accertare le responsabilità».
Il sindaco aveva accolto con sorpresa le dimissioni rassegnate improvvisamente via pec dall’assessore Russo. Il dubbio che potesse essere accaduto qualcosa di molto grave era stato immediato vista la modalità adottata ma su alcuni fronti neanche era stata esclusa l’ipotesi di una mera scelta politica, maturata in un clima in cui oggettivamente, in una continua evoluzione, non c’è molta chiarezza su chi sta con chi. Lo scenario, con la giunta che si è ulteriormente ridotta (a dicembre si era dimessa anche l’assessora comunale Elvira Caccavale), si è intanto aggravato. «Viviamo una condizione di forte disagio per la carenza di personale e anche chi viene chiamato a ricoprire il ruolo di assessore sa bene che bisogna avere in questa fase storica una grande tenacia per superare quegli ostacoli che impediscono di dare in tempi stretti le risposte che i cittadini attendono», si sfoga il primo cittadino.
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Russo, esponente del gruppo politico “Orta prospettiva futura“, era stato eletto con la lista “Coraggio”. L’imprenditore che lo ha denunciato è stato coinvolto, in passato, in un’inchiesta giudiziaria su clan napoletani, priva di collegamenti con il territorio ortese.
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Avrebbe intascato una tangente di 20mila euro per garantire il cambio di destinazione d’uso di un immobile

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Avrebbe intascato una tangente di 20mila euro per garantire il cambio di destinazione d’uso di un immobile. Con questa accusa è stato sottoposto alla misura restrittiva degli arresti domiciliari l’ex assessore all’Urbanistica e al Suap del Comune di Orta di Atella, Antonio Russo. Un blitz della Guardia di finanza di Aversa, lo scorso mercoledì, ha portato all’applicazione del provvedimento cautelare nei suoi confronti, dopo che nel suo studio professionale gli era stato consegnato il denaro da una persona che lo ha denunciato. L’ipotesi di reato che la Procura di Napoli Nord contesta all’assessore, che intanto si è dimesso dalla sua carica, è quella di concussione. A denunciare è stato un imprenditore che si era rivolto a Russo per una pratica edilizia.
Sotto i riflettori è finito un immobile venduto all’asta nella zona cosiddetta dei laghetti, un’area tristemente nota per essere stata l’emblema dello scempio urbanistico che negli anni ha trasformato Orta di Atella in un cumulo di cemento. Il centro di un sistema salito agli onori della cronaca nazionale che ha visto in prima linea gli interessi del clan Mallardo e del clan dei Casalesi. Da una prima ricostruzione, il rappresentante di una società intenzionata a realizzare 60 appartamenti per uso residenziale avrebbe riferito di essere stato costretto a rivolgersi a Russo, dopo che questi gli sarebbe stato indicato come figura chiave per risolvere i suoi problemi urbanistici.
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Un ruolo di primo piano sarebbe stato ricoperto da un intermediario del posto, risultato anch’egli destinatario di misura restrittiva. Difeso dal legale Mario Griffo, l’ex assessore sostiene, dal suo canto, che le banconote consegnate nel suo ufficio lo scorso mercoledì dal denunciante siano da intendersi come il saldo di un compenso professionale, stabilito in 30mila euro, relativo alla pratica edilizia precedentemente commissionata. I contanti seguirebbero alcuni bonifici effettuati a un tecnico che collabora con lo studio professionale di Russo.
La versione dei fatti fornita da Russo, che incanala la vicenda nell’alveo della sua professione, si scontra con l’ipotesi di reato incentrata invece sull’esercizio della funzione pubblica svolta nella sua qualità di assessore. Tutti gli elementi sono attualmente al vaglio degli inquirenti, che hanno intanto anche disposto il sequestro del telefono cellulare di Russo. Nelle prossime ore la Procura, dopo aver analizzato anche gli ulteriori sviluppi derivati dal prosieguo delle indagini, si pronuncerà sulla convalida della misura applicata. Potrebbe registrarsi, tra le varie ipotesi paventate, anche una eventuale derubricazione del reato da concussione a millantato credito.
Il contesto
Mentre si attendono le novità sotto il profilo giudiziario, prende spazio in ambito politico la riflessione sull’ennesima tegola caduta sull’attuale amministrazione di Orta di Atella. Un’indagine su questioni urbanistiche, che colpisce proprio chi avrebbe dovuto lavorare per dare delle risposte sul tema, è di certo un fatto sconfortante. «Siamo rammaricati per questa vicenda e ci auguriamo che Antonio Russo, che abbiamo sempre conosciuto come persona perbene, noi e l’intera comunità, possa dimostrare la sua estraneità ai fatti. Attendiamo con fiducia l’esito delle indagini – commenta il sindaco Antonino Santillo – confidando come sempre nel lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine che lavorano per accertare le responsabilità».
Il sindaco aveva accolto con sorpresa le dimissioni rassegnate improvvisamente via pec dall’assessore Russo. Il dubbio che potesse essere accaduto qualcosa di molto grave era stato immediato vista la modalità adottata ma su alcuni fronti neanche era stata esclusa l’ipotesi di una mera scelta politica, maturata in un clima in cui oggettivamente, in una continua evoluzione, non c’è molta chiarezza su chi sta con chi. Lo scenario, con la giunta che si è ulteriormente ridotta (a dicembre si era dimessa anche l’assessora comunale Elvira Caccavale), si è intanto aggravato. «Viviamo una condizione di forte disagio per la carenza di personale e anche chi viene chiamato a ricoprire il ruolo di assessore sa bene che bisogna avere in questa fase storica una grande tenacia per superare quegli ostacoli che impediscono di dare in tempi stretti le risposte che i cittadini attendono», si sfoga il primo cittadino.
Mondragone, 48enne gambizzato in centro: allarme sicurezza
Russo, esponente del gruppo politico “Orta prospettiva futura“, era stato eletto con la lista “Coraggio”. L’imprenditore che lo ha denunciato è stato coinvolto, in passato, in un’inchiesta giudiziaria su clan napoletani, priva di collegamenti con il territorio ortese.
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