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Mondragone, 48enne gambizzato in centro: allarme sicurezza
Si torna a sparare nelle strade di Mondragone

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1 febbraio, 09:42
Si torna a sparare nelle strade di Mondragone. È accaduto nella notte tra giovedì e venerdì e sono stati momenti di tensione e di paura per i cittadini. L’episodio è accaduto in via Gorizia, nel pieno del centro storico della città. La vittima dell’agguato è un uomo di 48 anni del luogo, Giuseppe Caracciolo. Secondo le prime ricostruzioni, mentre stava camminando in via Gorizia, sarebbe stato affiancato da uno scooter da cui sono stati esplosi cinque colpi di pistola, sembra calibro 7.65. Subito dopo, il conducente del mezzo si sarebbe dato alla fuga.
Tre colpi sarebbero andati a vuoto mentre due hanno raggiunto Caracciolo agli arti inferiori. Il quarantottenne è stato immediatamente soccorso e trasportato d’urgenza alla clinica Pineta Grande di Castel Volturno, dove è stato sottoposto a intervento chirurgico. Le sue condizioni sono stabili, i sanitari lo tengono sotto osservazione ma non correrebbe pericolo di vita. Sul luogo della sparatoria sono intervenuti i carabinieri del reparto territoriale di Mondragone, guidati dal tenente colonnello Antonio Bandelli, che hanno subito avviato le indagini del caso. I militari sono al lavoro per ricostruire con esattezza l’accaduto e i dettagli dell’agguato e sono stati anche eseguiti i rilievi scientifici. Gli investigatori sono al lavoro per individuare il movente dell’agguato e identificarne gli autori.
Reggia di Caserta: iniziano i lavori Pnrr all’Acquedotto Carolino e Sorgenti Fizzo
Lo scenario, al momento, appare nebuloso ed è oggetto di attente verifiche e riscontri. Si sta indagando in tutte le direzioni, senza tralasciare alcuna pista. I carabinieri si stanno concentrando in particolare sulla figura della vittima, un passato da barbiere e cuoco, così come sulle sue frequentazioni. Non si esclude l’ipotesi di un diverbio o rancori personali. Al vaglio degli inquirenti ci sarebbe anche la possibilità di uno scambio di persona, addirittura che possa essere stato scambiato per un ladro, così come non è esclusa neppure la pista sentimentale.
Gli investigatori stanno anche ascoltando i testimoni dell’accaduto. Indicazioni utili per indirizzare le indagini potrebbero arrivare inoltre dalla visione delle immagini delle telecamere degli impianti di videosorveglianza delle abitazioni e degli esercizi commerciali della zona e di quelle dell’impianto comunale che potrebbero aver registrato la scena.
Gestiva casa di appuntamenti ad Aversa, arrestata una donna ricercata
L’episodio ha amplificato l’allarme per la situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica in città. «Mondragone è allo sbando – afferma il capogruppo consiliare di Movimento Mondragone Attiva, Carlo Federico -. Assistiamo in questi mesi a un’escalation di furti, rapine, danneggiamenti a negozi, abitazioni, cantieri. Si respira un clima di paura e rassegnazione, nell’assenza totale di controlli visibili», continua il consigliere comunale del Movimento Mondragone Attiva, il quale invoca l’attivazione della Consulta urbana per la sicurezza, per studiare delle possibili proposte di intervento: «Quanto sta accadendo di certo è dovuto, soprattutto, all’inadeguatezza dell’amministrazione, la cui inerzia rischia di spingere i cittadini verso forme pericolose di autodifesa».
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Si torna a sparare nelle strade di Mondragone. È accaduto nella notte tra giovedì e venerdì e sono stati momenti di tensione e di paura per i cittadini. L’episodio è accaduto in via Gorizia, nel pieno del centro storico della città. La vittima dell’agguato è un uomo di 48 anni del luogo, Giuseppe Caracciolo. Secondo le prime ricostruzioni, mentre stava camminando in via Gorizia, sarebbe stato affiancato da uno scooter da cui sono stati esplosi cinque colpi di pistola, sembra calibro 7.65. Subito dopo, il conducente del mezzo si sarebbe dato alla fuga.
Tre colpi sarebbero andati a vuoto mentre due hanno raggiunto Caracciolo agli arti inferiori. Il quarantottenne è stato immediatamente soccorso e trasportato d’urgenza alla clinica Pineta Grande di Castel Volturno, dove è stato sottoposto a intervento chirurgico. Le sue condizioni sono stabili, i sanitari lo tengono sotto osservazione ma non correrebbe pericolo di vita. Sul luogo della sparatoria sono intervenuti i carabinieri del reparto territoriale di Mondragone, guidati dal tenente colonnello Antonio Bandelli, che hanno subito avviato le indagini del caso. I militari sono al lavoro per ricostruire con esattezza l’accaduto e i dettagli dell’agguato e sono stati anche eseguiti i rilievi scientifici. Gli investigatori sono al lavoro per individuare il movente dell’agguato e identificarne gli autori.
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Lo scenario, al momento, appare nebuloso ed è oggetto di attente verifiche e riscontri. Si sta indagando in tutte le direzioni, senza tralasciare alcuna pista. I carabinieri si stanno concentrando in particolare sulla figura della vittima, un passato da barbiere e cuoco, così come sulle sue frequentazioni. Non si esclude l’ipotesi di un diverbio o rancori personali. Al vaglio degli inquirenti ci sarebbe anche la possibilità di uno scambio di persona, addirittura che possa essere stato scambiato per un ladro, così come non è esclusa neppure la pista sentimentale.
Gli investigatori stanno anche ascoltando i testimoni dell’accaduto. Indicazioni utili per indirizzare le indagini potrebbero arrivare inoltre dalla visione delle immagini delle telecamere degli impianti di videosorveglianza delle abitazioni e degli esercizi commerciali della zona e di quelle dell’impianto comunale che potrebbero aver registrato la scena.
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L’episodio ha amplificato l’allarme per la situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica in città. «Mondragone è allo sbando – afferma il capogruppo consiliare di Movimento Mondragone Attiva, Carlo Federico -. Assistiamo in questi mesi a un’escalation di furti, rapine, danneggiamenti a negozi, abitazioni, cantieri. Si respira un clima di paura e rassegnazione, nell’assenza totale di controlli visibili», continua il consigliere comunale del Movimento Mondragone Attiva, il quale invoca l’attivazione della Consulta urbana per la sicurezza, per studiare delle possibili proposte di intervento: «Quanto sta accadendo di certo è dovuto, soprattutto, all’inadeguatezza dell’amministrazione, la cui inerzia rischia di spingere i cittadini verso forme pericolose di autodifesa».
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