Omicidio del panettiere Gaetano Russo, la nipote: «Era un punto di riferimento per noi, ora è finito tutto»

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Omicidio del panettiere Gaetano Russo, la nipote: «Era un punto di riferimento per noi, ora è finito tutto»

L’uomo avrebbe confessato il gesto e, secondo una prima ricostruzione, potrebbe aver agito con l’intento di rubare l’incasso della giornata

Imma, la nipote di Gaetano Russo
Imma, la nipote di Gaetano Russo
di Attilio Iannuzzo
giovedì 5 febbraio 2026, 18:32
3 Minuti di Lettura
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Proseguono le indagini sull’omicidio di Gaetano Russo, il panettiere sessantenne ucciso con oltre dieci coltellate nella notte tra il 2 e il 3 febbraio nel suo negozio di alimentari a Sarno. Nella giornata di oggi gli inquirenti hanno effettuato nuovi sopralluoghi nel locale teatro del delitto, mentre Andrea Sirica, 35 anni, resta in carcere con l’accusa di omicidio volontario.

L’uomo avrebbe confessato il gesto e, secondo una prima ricostruzione, potrebbe aver agito con l’intento di rubare l’incasso della giornata.

Gaetano Russo è stato brutalmente assassinato intorno alle 00.40, intervenendo per difendere la figlia di 19 anni dall’aggressione dell’uomo. La moglie e i tre figli sono ancora sotto shock, così come l’intera comunità cittadina, profondamente colpita da una tragedia che ha spezzato una famiglia molto conosciuta e stimata.

Il racconto

A raccontare il dolore è Imma, la nipote della vittima, ai microfoni di «La Vita In Diretta»: «Mio zio era la persona più buona del mondo, il punto di riferimento di tutti. Ha distrutto una famiglia, è finito tutto. Era una famiglia solida e vi ripeto: lui ha saputo dare solo e soltanto amore». Secondo quanto emerso dalle testimonianze, Sirica sarebbe entrato nel negozio chiedendo di staccare le telecamere. In un primo momento la giovane avrebbe pensato a uno scherzo, ma poco dopo l’uomo avrebbe iniziato a inveire contro di lei. Gaetano Russo, che si trovava all’interno, è intervenuto immediatamente per difendere la figlia. A quel punto l’aggressore avrebbe impugnato un coltello, colpendolo ripetutamente fino a ucciderlo. Dopo l’aggressione, il 35enne si è barricato nel negozio fino all’arrivo delle forze dell’ordine, che lo hanno arrestato.

Le testimonianze

Questa mattina gli investigatori hanno ascoltato nuovamente la figlia della vittima, ancora profondamente provata, nel tentativo di chiarire cosa abbia spinto Sirica a compiere un gesto così violento. Un aspetto che rende la vicenda ancora più drammatica è il rapporto che legava la vittima al suo assassino. Sirica, noto in zona per problemi di tossicodipendenza, era stato più volte aiutato da Gaetano Russo, che gli offriva denaro e cibo. «Gli dava un panino per farlo mangiare», raccontano familiari e conoscenti. Nel tardo pomeriggio di lunedì, poche ore prima dell’omicidio, Sirica era entrato nella chiesa della zona Orlando, da cui era stato allontanato dal parroco. Poco dopo avrebbe colpito a morte l’uomo che in più occasioni gli aveva teso una mano. Davanti al negozio di Gaetano Russo si continua a sostare in silenzio. Amici, parenti e cittadini si stringono attorno alla famiglia, devastata dal dolore. «Una persona che ha sempre e solo lavorato – conclude Imma – che si è dedicata alla sua famiglia con anima e cuore».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Omicidio del panettiere Gaetano Russo, la nipote: «Era un punto di riferimento per noi, ora è finito tutto»

L’uomo avrebbe confessato il gesto e, secondo una prima ricostruzione, potrebbe aver agito con l’intento di rubare l’incasso della giornata

Imma, la nipote di Gaetano Russo
Imma, la nipote di Gaetano Russo
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Proseguono le indagini sull’omicidio di Gaetano Russo, il panettiere sessantenne ucciso con oltre dieci coltellate nella notte tra il 2 e il 3 febbraio nel suo negozio di alimentari a Sarno. Nella giornata di oggi gli inquirenti hanno effettuato nuovi sopralluoghi nel locale teatro del delitto, mentre Andrea Sirica, 35 anni, resta in carcere con l’accusa di omicidio volontario.

L’uomo avrebbe confessato il gesto e, secondo una prima ricostruzione, potrebbe aver agito con l’intento di rubare l’incasso della giornata.

Gaetano Russo è stato brutalmente assassinato intorno alle 00.40, intervenendo per difendere la figlia di 19 anni dall’aggressione dell’uomo. La moglie e i tre figli sono ancora sotto shock, così come l’intera comunità cittadina, profondamente colpita da una tragedia che ha spezzato una famiglia molto conosciuta e stimata.

Il racconto

A raccontare il dolore è Imma, la nipote della vittima, ai microfoni di «La Vita In Diretta»: «Mio zio era la persona più buona del mondo, il punto di riferimento di tutti. Ha distrutto una famiglia, è finito tutto. Era una famiglia solida e vi ripeto: lui ha saputo dare solo e soltanto amore». Secondo quanto emerso dalle testimonianze, Sirica sarebbe entrato nel negozio chiedendo di staccare le telecamere. In un primo momento la giovane avrebbe pensato a uno scherzo, ma poco dopo l’uomo avrebbe iniziato a inveire contro di lei. Gaetano Russo, che si trovava all’interno, è intervenuto immediatamente per difendere la figlia. A quel punto l’aggressore avrebbe impugnato un coltello, colpendolo ripetutamente fino a ucciderlo. Dopo l’aggressione, il 35enne si è barricato nel negozio fino all’arrivo delle forze dell’ordine, che lo hanno arrestato.

Le testimonianze

Questa mattina gli investigatori hanno ascoltato nuovamente la figlia della vittima, ancora profondamente provata, nel tentativo di chiarire cosa abbia spinto Sirica a compiere un gesto così violento. Un aspetto che rende la vicenda ancora più drammatica è il rapporto che legava la vittima al suo assassino. Sirica, noto in zona per problemi di tossicodipendenza, era stato più volte aiutato da Gaetano Russo, che gli offriva denaro e cibo. «Gli dava un panino per farlo mangiare», raccontano familiari e conoscenti. Nel tardo pomeriggio di lunedì, poche ore prima dell’omicidio, Sirica era entrato nella chiesa della zona Orlando, da cui era stato allontanato dal parroco. Poco dopo avrebbe colpito a morte l’uomo che in più occasioni gli aveva teso una mano. Davanti al negozio di Gaetano Russo si continua a sostare in silenzio. Amici, parenti e cittadini si stringono attorno alla famiglia, devastata dal dolore. «Una persona che ha sempre e solo lavorato – conclude Imma – che si è dedicata alla sua famiglia con anima e cuore».

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