Casal di Principe, per Don Peppe Diana c’è il menu «La Memoria che Vive»

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Casal di Principe, per Don Peppe Diana c’è il menu «La Memoria che Vive»

I ricordi della sorella Marisa nelle pizze di Antonio Della Volpe

I fratelli Emilio e Marisa Diana con il pizzaiolo Antonio Della Volpe
I fratelli Emilio e Marisa Diana con il pizzaiolo Antonio Della Volpe
di Emanuela Sorrentino
martedì 3 febbraio 2026, 10:09
4 Minuti di Lettura
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Il sapore del ragù della domenica è finito sul disco di pasta, gli ingredienti delle pizze sono quelli semplici, “a metro zero”, soprattutto ortaggi coltivati nei terreni di Casal di Principe e carni da allevamenti della zona. In omaggio a Don Peppe Diana, il prete anticamorra ucciso il 19 marzo del 1994 mentre si preparava a celebrare la messa, è nato un vero e proprio menu. Ci ha pensato Antonio Della Volpe, pluripremiato e anima della pizzeria La Vita è Bella di Casal di Principe assieme a Marisa, la sorella di Don Peppe che ha svelato curiosità, ricordi e abitudini con amore e tanta commozione.

L’idea

Si chiama “La Memoria che Vive” e nessun nome poteva essere più adatto.

Il ricordo dei suoi gusti, dei pranzi in famiglia della domenica, del suo «amare profondamente la natura, dono del creato, da preservare e salvaguardare – dice oggi la sorella Marisa – come sosteneva sempre mio fratello. I nostri genitori erano contadini, Peppe amava andare nell’orto di famiglia e nutrirsi di quei prodotti. Coglieva i pomodori. Questo è un ricordo per me indelebile e poi gli piacevano il ragù, le braciole, le polpette. Il baccalà con i peperoni che Antonio Della Volpe ha inserito in una pizza. La sua semplicità traspariva anche a tavola». «Ho compreso che non dovevo raccontare Don Peppe con cose grandi ma facendo rivivere la sua quotidianità – aggiunge Della Volpe -. La memoria vive così anche attorno alla tavola e rimanda a chi ogni giorno coltiva i prodotti della terra, alleva bestiame, nel rispetto delle regole per preservare il nostro amato territorio».

La famiglia

Marisa Diana è una insegnante di scuola primaria, lavora con i bambini che rappresenteranno le nuove generazioni. «La morte di mio fratello è stata un’aurora di vita in questo paese, il suo sacrificio non è stato vano perché c’è memoria. Quella memoria che vive anche in questo menu dove ci sono prodotti provenienti da terreni confiscati dove oggi lavorano cooperative resilienti», precisa Marisa che con il fratello Emilio è impegnata in tante iniziative sociali. 

Il menu

E così in menu c’è “La tavola a casa” cioè la polpetta di manzo al ragù, la pizza cotta al ruoto con pomodoro datterino liternese (si chiama Radici e identità), e ancora la pizza Restare e Resistere con pancetta di maialino casertano e patate, il padellino “Il Tempo dell’attesa” con crema di patate, baccalà e julienne di peperoni. E poi il bon bon fritto con crema pasticcera e mela annurca con cannella de “Le Ghiottonerie di Casa Lorena”, un progetto della Cooperativa E.V.A., impresa sociale attiva dal 1999 per la prevenzione ed il contrasto della violenza sulle donne e per favorire la loro inclusione. Altro dolce del ricordo per la famiglia Diana è lo spumone “Memoria viva” della maestra gelatiera di Caserta, Pina Molitierno. In abbinamento al menu consigliate le birre del birrificio Alba e i vini di Cantine Vitematta, azienda che ha l’impianto di trasformazione in un bene confiscato a Sessa Aurunca e porta avanti un progetto di agricoltura sociale che si lega perfettamente con l’iniziativa della pizzeria La Vita è Bella.  

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Casal di Principe, per Don Peppe Diana c’è il menu «La Memoria che Vive»

I ricordi della sorella Marisa nelle pizze di Antonio Della Volpe

I fratelli Emilio e Marisa Diana con il pizzaiolo Antonio Della Volpe
I fratelli Emilio e Marisa Diana con il pizzaiolo Antonio Della Volpe
di Emanuela Sorrentino
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Il sapore del ragù della domenica è finito sul disco di pasta, gli ingredienti delle pizze sono quelli semplici, “a metro zero”, soprattutto ortaggi coltivati nei terreni di Casal di Principe e carni da allevamenti della zona. In omaggio a Don Peppe Diana, il prete anticamorra ucciso il 19 marzo del 1994 mentre si preparava a celebrare la messa, è nato un vero e proprio menu. Ci ha pensato Antonio Della Volpe, pluripremiato e anima della pizzeria La Vita è Bella di Casal di Principe assieme a Marisa, la sorella di Don Peppe che ha svelato curiosità, ricordi e abitudini con amore e tanta commozione.

L’idea

Si chiama “La Memoria che Vive” e nessun nome poteva essere più adatto.

Il ricordo dei suoi gusti, dei pranzi in famiglia della domenica, del suo «amare profondamente la natura, dono del creato, da preservare e salvaguardare – dice oggi la sorella Marisa – come sosteneva sempre mio fratello. I nostri genitori erano contadini, Peppe amava andare nell’orto di famiglia e nutrirsi di quei prodotti. Coglieva i pomodori. Questo è un ricordo per me indelebile e poi gli piacevano il ragù, le braciole, le polpette. Il baccalà con i peperoni che Antonio Della Volpe ha inserito in una pizza. La sua semplicità traspariva anche a tavola». «Ho compreso che non dovevo raccontare Don Peppe con cose grandi ma facendo rivivere la sua quotidianità – aggiunge Della Volpe -. La memoria vive così anche attorno alla tavola e rimanda a chi ogni giorno coltiva i prodotti della terra, alleva bestiame, nel rispetto delle regole per preservare il nostro amato territorio».

La famiglia

Marisa Diana è una insegnante di scuola primaria, lavora con i bambini che rappresenteranno le nuove generazioni. «La morte di mio fratello è stata un’aurora di vita in questo paese, il suo sacrificio non è stato vano perché c’è memoria. Quella memoria che vive anche in questo menu dove ci sono prodotti provenienti da terreni confiscati dove oggi lavorano cooperative resilienti», precisa Marisa che con il fratello Emilio è impegnata in tante iniziative sociali. 

Il menu

E così in menu c’è “La tavola a casa” cioè la polpetta di manzo al ragù, la pizza cotta al ruoto con pomodoro datterino liternese (si chiama Radici e identità), e ancora la pizza Restare e Resistere con pancetta di maialino casertano e patate, il padellino “Il Tempo dell’attesa” con crema di patate, baccalà e julienne di peperoni. E poi il bon bon fritto con crema pasticcera e mela annurca con cannella de “Le Ghiottonerie di Casa Lorena”, un progetto della Cooperativa E.V.A., impresa sociale attiva dal 1999 per la prevenzione ed il contrasto della violenza sulle donne e per favorire la loro inclusione. Altro dolce del ricordo per la famiglia Diana è lo spumone “Memoria viva” della maestra gelatiera di Caserta, Pina Molitierno. In abbinamento al menu consigliate le birre del birrificio Alba e i vini di Cantine Vitematta, azienda che ha l’impianto di trasformazione in un bene confiscato a Sessa Aurunca e porta avanti un progetto di agricoltura sociale che si lega perfettamente con l’iniziativa della pizzeria La Vita è Bella.  

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