Decreto sicurezza, cosa cambia: i pm possono decidere il rilascio immediato dopo il fermo preventivo e arriva la stretta sui coltelli

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Decreto sicurezza, cosa cambia: i pm possono decidere il rilascio immediato dopo il fermo preventivo e arriva la stretta sui coltelli

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giovedì 5 febbraio 2026

Meloni, non misure spot ma tassello che ridà libertà e sicurezza ai cittadini

«Oggi il Consiglio dei ministri ha approvato nuovi provvedimenti in materia di sicurezza.

Non sono misure spot, ma un ulteriore tassello della strategia che questo Governo porta avanti fin dal suo insediamento». Così sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni elencando le misure approvate dal Consiglio dei ministri con cui «continuiamo ad aggiungere tasselli a un disegno preciso: uno Stato che non gira la testa dall’altra parte, che difende chi ci difende e che restituisce sicurezza e libertà ai cittadini».

Il Consiglio dei ministri approva il pacchetto sicurezza

Il Consiglio dei ministri, a quanto si apprende, ha approvato il pacchetto sicurezza: via libera al decreto legge e al disegno di legge.

Sicurezza: bozza ddl, da tutela giornalisti a sgomberi più facili, ecco le misure

Dalla tutela di specifiche categorie professionali, come i giornalisti e il personale ferroviario, a interventi di natura sociale per le famiglie e i giovani, fino a una profonda riforma organizzativa del Dipartimento della pubblica sicurezza. Sono 29 gli articoli di cui si compone il disegno di legge sulla sicurezza, che costituisce il secondo pilastro del pacchetto all’esame del Consiglio dei ministri. Tra i punti del provvedimento figurano l’istituzione di una rete territoriale educativa per il contrasto al disagio giovanile, l’inasprimento delle sanzioni per le occupazioni abusive e le aggressioni sui treni, il potenziamento dei presidi di polizia in ospedali e zone turistiche, e la creazione di nuove Direzioni centrali presso il Ministero dell’Interno per la Polizia scientifica, la formazione e i reparti speciali. Nel dettaglio, il testo rafforza la tutela penale attraverso l’introduzione di una specifica circostanza aggravante per i reati contro l’incolumità e la libertà morale commessi ai danni di giornalisti e direttori di testata a causa della loro attività. Sul fronte del contrasto all’illegalità abitativa, viene modificato il codice di procedura penale per facilitare lo sgombero d’ufficio degli immobili occupati, rimuovendo il vincolo che l’abitazione debba essere l’unica residenza effettiva del denunciante. Parallelamente, per prevenire fenomeni di emarginazione e povertà educativa, l’articolo 3 istituisce la «Rete territoriale dell’alleanza educativa per le famiglie». Tale organismo, che coinvolge scuole, centri per la famiglia e associazioni sportive, mira a sviluppare progetti di co-progettazione finanziati a partire dal 2026 per supportare i genitori nella funzione educativa. Il provvedimento autorizza l’istituzione di posti di polizia distaccati, anche temporanei, presso presidi ospedalieri, centri commerciali, zone industriali e località turistiche per migliorare il controllo del territorio. Per la vigilanza dei litorali, Polizia e Carabinieri potranno avvalersi di fino a quaranta nuovi natanti ciascuno, in affiancamento alle moto d’acqua. Inoltre, viene estesa la possibilità di utilizzare gli aeromobili a pilotaggio remoto (droni) per finalità generali di prevenzione dei reati e mantenimento dell’ordine pubblico. Una tutela specifica è dedicata alla sicurezza ferroviaria, con pene aggravate per le lesioni causate al personale di bordo e nuove procedure di accesso alle banche dati dei passeggeri per le Forze di polizia.

Sicurezza: in bozza ddl anche misure per famiglie contro disagio giovanile

Si chiama «rete territoriale dell’alleanza educativa per le famiglie». Nella bozza del ddl che fa parte del pacchetto di sicurezza all’esame del governo Meloni ci sono anche misure a sostegno delle famiglie per prevenire il disagio giovanile. Stiamo parlando in particolare di un istituto, una rete appunto, ex articolo 3, «costituita dalle famiglie del rispettivo territorio che vi aderiscono, dalle figure individuate dalle istituzioni scolastiche nell’esercizio della propria autonomia, nonché dai rappresentanti delle attività sportive praticare sul territorio medesimo».

La Russa, dl sicurezza risponde pienamente a norme costituzionali

«Riesco ancora a stupirmi di come una frase brevissima detta al ristorante del Senato, a due giornalisti, uno dei quali di antica frequentazione, possa essere radicalmente travisata e diventare persino notizia di prima pagina. Mi tocca perciò ribadire e precisare che, alla frase ‘stato di Polizia’ detta dai due giornalisti, ho risposto che ai loro occhi può sembrare tale, ma che invece il provvedimento in itinere del governo, per quanto anticipato, vuole rispondere pienamente alle norme costituzionali. Ovviamente, se ci fossero abusi denunciati dagli interessati, questi verrebbero ex post valutati per discernere il vero dalle calunnie». Lo dichiara Ignazio La Russa, presidente del Senato precisando la sua posizione rispetto al decreto sicurezza riportata da alcuni quotidiani.

Bozza dl, pm può decidere rilascio immediato dopo il fermo preventivo

«Dell’accompagnamento e dell’ora in cui è stato compiuto» il fermo preventivo “è data immediata notizia al pubblico ministero il quale, se riconosce che non ricorrono le condizioni (…) ordina il rilascio della persona accompagnata». È quanto si legge nel testo della più recente bozza del dl sicurezza, in merito al fermo preventivo di 12 ore per le persone ritenute pericolose ai cortei o con precedenti specifici. «Al pubblico ministero è data altresì immediata notizia del rilascio della persona accompagnata e dell’ora in cui è avvenuto», si legge ancora nel testo.

Sanzioni ai genitori di minori che portano coltelli vietati

Il «divieto assoluto di porto di strumenti con lama flessibile, acuminata e tagliente di lunghezza oltre i 5 centimetri, a scatto o a farfalla, di facile occultamento e di frequente utilizzo, è punito con la reclusione da 1 a 3 anni»: è la stretta introdotta dal decreto legge sulla sicurezza all’esame del Consiglio dei ministri di oggi, come si legge in una scheda di sintesi del provvedimento. Si prevede anche il «divieto di porto, se non per giustificato motivo, di strumenti dotati di lama affilata o appuntita di lunghezza superiore a 8 centimetri», in questo caso punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni. Per entrambi i reati, il prefetto può applicare sanzioni amministrative accessorie: la sospensione fino a un anno della patente di guida e della licenza di porto d’armi o il divieto di conseguirli, nonché la comunicazione all’autorità giudiziaria competente e al questore. Se i fatti sono commessi da un minorenne, è prevista una sanzione amministrativa da 200 a 1.000 euro a carico di chi ne esercita la responsabilità genitoriale.

Le manifestazioni vietate

Il divieto di partecipazione a riunioni o ad assembramenti in luogo pubblico sarà disposto dal giudice con la condanna per una serie di delitti, che vanno dall’attentato per finalità terroristiche o di eversione, a devastazione e saccheggio, passando per le lesioni contro agenti delle forze dell’ordine, sanitari o arbitri: è quanto prevede una scheda di sintesi del decreto sicurezza, il cui esame è previsto nel Consiglio dei ministri di oggi. Il questore, secondo la scheda, può prescrivere al condannato di comparire personalmente una o più volte, negli orari indicati, nell’ufficio o comando di polizia competente nel corso della giornata in cui si svolgono le manifestazioni su cui è disposto il divieto. Sono previste pene da 4 mesi a un anno per la violazione del divieto.

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«Per incrementare le tutele per i cittadini e anche per le Forze di polizia, il pubblico ministero, quando appare evidente che il fatto è stato compiuto in presenza di una causa di giustificazione (ad esempio: legittima difesa, adempimento di un dovere, uso legittimo delle armi, stato di necessità), procede all’annotazione preliminare, in separato modello – da introdursi con apposito decreto del ministro della giustizia del nome della persona cui è attribuito il fatto, disciplinando l’attività di indagine. Sono assicurate le garanzie difensive oggi conseguenti all’iscrizione nel predetto registro». È quanto prevedono gli articolo 12 e 13 della scheda di sintesi della nuova bozza del decreto sicurezza.

Ultimo aggiornamento: 20:42
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«Oggi il Consiglio dei ministri ha approvato nuovi provvedimenti in materia di sicurezza.

Non sono misure spot, ma un ulteriore tassello della strategia che questo Governo porta avanti fin dal suo insediamento». Così sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni elencando le misure approvate dal Consiglio dei ministri con cui «continuiamo ad aggiungere tasselli a un disegno preciso: uno Stato che non gira la testa dall’altra parte, che difende chi ci difende e che restituisce sicurezza e libertà ai cittadini».

Il Consiglio dei ministri approva il pacchetto sicurezza

Il Consiglio dei ministri, a quanto si apprende, ha approvato il pacchetto sicurezza: via libera al decreto legge e al disegno di legge.

Sicurezza: bozza ddl, da tutela giornalisti a sgomberi più facili, ecco le misure

Dalla tutela di specifiche categorie professionali, come i giornalisti e il personale ferroviario, a interventi di natura sociale per le famiglie e i giovani, fino a una profonda riforma organizzativa del Dipartimento della pubblica sicurezza. Sono 29 gli articoli di cui si compone il disegno di legge sulla sicurezza, che costituisce il secondo pilastro del pacchetto all’esame del Consiglio dei ministri. Tra i punti del provvedimento figurano l’istituzione di una rete territoriale educativa per il contrasto al disagio giovanile, l’inasprimento delle sanzioni per le occupazioni abusive e le aggressioni sui treni, il potenziamento dei presidi di polizia in ospedali e zone turistiche, e la creazione di nuove Direzioni centrali presso il Ministero dell’Interno per la Polizia scientifica, la formazione e i reparti speciali. Nel dettaglio, il testo rafforza la tutela penale attraverso l’introduzione di una specifica circostanza aggravante per i reati contro l’incolumità e la libertà morale commessi ai danni di giornalisti e direttori di testata a causa della loro attività. Sul fronte del contrasto all’illegalità abitativa, viene modificato il codice di procedura penale per facilitare lo sgombero d’ufficio degli immobili occupati, rimuovendo il vincolo che l’abitazione debba essere l’unica residenza effettiva del denunciante. Parallelamente, per prevenire fenomeni di emarginazione e povertà educativa, l’articolo 3 istituisce la «Rete territoriale dell’alleanza educativa per le famiglie». Tale organismo, che coinvolge scuole, centri per la famiglia e associazioni sportive, mira a sviluppare progetti di co-progettazione finanziati a partire dal 2026 per supportare i genitori nella funzione educativa. Il provvedimento autorizza l’istituzione di posti di polizia distaccati, anche temporanei, presso presidi ospedalieri, centri commerciali, zone industriali e località turistiche per migliorare il controllo del territorio. Per la vigilanza dei litorali, Polizia e Carabinieri potranno avvalersi di fino a quaranta nuovi natanti ciascuno, in affiancamento alle moto d’acqua. Inoltre, viene estesa la possibilità di utilizzare gli aeromobili a pilotaggio remoto (droni) per finalità generali di prevenzione dei reati e mantenimento dell’ordine pubblico. Una tutela specifica è dedicata alla sicurezza ferroviaria, con pene aggravate per le lesioni causate al personale di bordo e nuove procedure di accesso alle banche dati dei passeggeri per le Forze di polizia.

Sicurezza: in bozza ddl anche misure per famiglie contro disagio giovanile

Si chiama «rete territoriale dell’alleanza educativa per le famiglie». Nella bozza del ddl che fa parte del pacchetto di sicurezza all’esame del governo Meloni ci sono anche misure a sostegno delle famiglie per prevenire il disagio giovanile. Stiamo parlando in particolare di un istituto, una rete appunto, ex articolo 3, «costituita dalle famiglie del rispettivo territorio che vi aderiscono, dalle figure individuate dalle istituzioni scolastiche nell’esercizio della propria autonomia, nonché dai rappresentanti delle attività sportive praticare sul territorio medesimo».

La Russa, dl sicurezza risponde pienamente a norme costituzionali

«Riesco ancora a stupirmi di come una frase brevissima detta al ristorante del Senato, a due giornalisti, uno dei quali di antica frequentazione, possa essere radicalmente travisata e diventare persino notizia di prima pagina. Mi tocca perciò ribadire e precisare che, alla frase ‘stato di Polizia’ detta dai due giornalisti, ho risposto che ai loro occhi può sembrare tale, ma che invece il provvedimento in itinere del governo, per quanto anticipato, vuole rispondere pienamente alle norme costituzionali. Ovviamente, se ci fossero abusi denunciati dagli interessati, questi verrebbero ex post valutati per discernere il vero dalle calunnie». Lo dichiara Ignazio La Russa, presidente del Senato precisando la sua posizione rispetto al decreto sicurezza riportata da alcuni quotidiani.

Bozza dl, pm può decidere rilascio immediato dopo il fermo preventivo

«Dell’accompagnamento e dell’ora in cui è stato compiuto» il fermo preventivo “è data immediata notizia al pubblico ministero il quale, se riconosce che non ricorrono le condizioni (…) ordina il rilascio della persona accompagnata». È quanto si legge nel testo della più recente bozza del dl sicurezza, in merito al fermo preventivo di 12 ore per le persone ritenute pericolose ai cortei o con precedenti specifici. «Al pubblico ministero è data altresì immediata notizia del rilascio della persona accompagnata e dell’ora in cui è avvenuto», si legge ancora nel testo.

Sanzioni ai genitori di minori che portano coltelli vietati

Il «divieto assoluto di porto di strumenti con lama flessibile, acuminata e tagliente di lunghezza oltre i 5 centimetri, a scatto o a farfalla, di facile occultamento e di frequente utilizzo, è punito con la reclusione da 1 a 3 anni»: è la stretta introdotta dal decreto legge sulla sicurezza all’esame del Consiglio dei ministri di oggi, come si legge in una scheda di sintesi del provvedimento. Si prevede anche il «divieto di porto, se non per giustificato motivo, di strumenti dotati di lama affilata o appuntita di lunghezza superiore a 8 centimetri», in questo caso punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni. Per entrambi i reati, il prefetto può applicare sanzioni amministrative accessorie: la sospensione fino a un anno della patente di guida e della licenza di porto d’armi o il divieto di conseguirli, nonché la comunicazione all’autorità giudiziaria competente e al questore. Se i fatti sono commessi da un minorenne, è prevista una sanzione amministrativa da 200 a 1.000 euro a carico di chi ne esercita la responsabilità genitoriale.

Le manifestazioni vietate

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Ultimo aggiornamento: 20:42
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