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Mercosur, un’opportunità per le aziende salernitane: «Forti in diversi settori»
Stefania Rinaldi, vice di Confindustria provinciale teme però dei rallentamenti: «Il rinvio alla Corte di Giustizia può creare danni per 14 miliardi di euro»

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L’accordo di libero scambio tra Unione europea e Mercosur rappresenta una partita rilevante anche per l’economia salernitana e campana, ma il percorso verso la sua piena operatività appare oggi più incerto del previsto. È quanto rileva la vicepresidente di Confindustria Salerno con delega a Internazionalizzazione e Made in Italy, Stefania Rinaldi, sottolineando, «con rammarico» che, «nonostante la firma dell’accordo commerciale avvenuta il 17 gennaio in Paraguay al termine di oltre 25 anni di negoziati, l’iter di attuazione sia stato di fatto sospeso in attesa del pronunciamento della Corte di Giustizia dell’Unione europea».
«Questo passaggio determina un rallentamento – spiega – che, per Confindustria, rappresenta un segnale negativo, soprattutto in un contesto geopolitico particolarmente complesso, caratterizzato da crescenti tensioni commerciali e dall’imposizione di dazi da parte degli Stati Uniti e di altri Paesi».
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Rinaldi rammenta che le relazioni commerciali tra l’Unione europea e il Mercosur collegano oltre 700 milioni di consumatori in Europa e in America del Sud. Da qui, rimarca che «il Mercosur costituisce una grossa opportunità per le imprese italiane ed europee». E, perciò, sostiene che «il rinvio alla Corte di Giustizia, i cui tempi di valutazione potrebbero oscillare tra i 18 e i 24 mesi, rischia di tradursi in un danno, in particolare per l’Italia, stimato in circa 14 miliardi di euro di mancate esportazioni». Quanto alle opportunità per le imprese salernitane che potrebbe aprire l’accordo, Rinaldi evidenzia che queste «sono numerose». «I settori che registrano i maggiori volumi di esportazione – osserva – sono in particolare il farmaceutico e l’agroalimentare, comparti strategici per l’economia campana. Un rallentamento dell’accordo rischierebbe, quindi, di compromettere il posizionamento competitivo di queste imprese. Va ricordato che gli scambi tra il Mercosur e il mercato unico europeo sono già in corso, ma attualmente soggetti all’applicazione di dazi.
L’entrata in vigore dell’accordo favorirebbe il libero scambio, determinando una significativa riduzione delle barriere tariffarie, con una diminuzione dei dazi differenziata a seconda del settore merceologico». Intanto, il comparto agricolo aveva espresso timori temendo una concorrenza al ribasso. «Il dibattito – precisa Rinaldi – si concentra in larga parte sulla qualità delle importazioni e sul rischio che prodotti non conformi agli standard europei e italiani possano entrare nel mercato unico. Però, Confindustria ritiene che le necessarie tutele a salvaguardia degli agricoltori siano state adeguatamente previste».
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La vicepresidente di Confindustria Salerno con delega all’Internazionalizzazione, guardando alle Pmi salernitane, ritiene che queste, «sulle esportazioni, siano molto forti. E lo sono in diversi settori, prevalentemente nell’agroalimentare e nel farmaceutico. Quindi, in linea generale, non rischiano di restare indietro perché sulla competitività non ho dubbi: può reggere. Poi, chiaramente, dipenderà dai singoli accordi. Per quanto si possa essere ottimisti, il mercato globale è molto complesso e difficile da approcciare». Inoltre, «il porto commerciale di Salerno si è sempre dimostrato all’altezza delle nuove sfide. Quindi, sicuramente potrà andare incontro alle esigenze di nuovi accordi di libero scambio». Rinaldi, infine, tiene a ribadire come la chiusura del negoziato Ue-India del 28 gennaio scorso sia un segnale estremamente positivo: «Questo è un esempio della strategia che la Ue sta implementando per creare nuove opportunità di mercato, alternative a quelle fino a oggi in vigore». «Il mercato di libero scambio, segnato sicuramente dalle misure protezionistiche statunitensi, si deve implementare con questi nuovi accordi, che possono dare nuova linfa alle imprese italiane ed europee».
Mercosur, un’opportunità per le aziende salernitane: «Forti in diversi settori»
Stefania Rinaldi, vice di Confindustria provinciale teme però dei rallentamenti: «Il rinvio alla Corte di Giustizia può creare danni per 14 miliardi di euro»

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L’accordo di libero scambio tra Unione europea e Mercosur rappresenta una partita rilevante anche per l’economia salernitana e campana, ma il percorso verso la sua piena operatività appare oggi più incerto del previsto. È quanto rileva la vicepresidente di Confindustria Salerno con delega a Internazionalizzazione e Made in Italy, Stefania Rinaldi, sottolineando, «con rammarico» che, «nonostante la firma dell’accordo commerciale avvenuta il 17 gennaio in Paraguay al termine di oltre 25 anni di negoziati, l’iter di attuazione sia stato di fatto sospeso in attesa del pronunciamento della Corte di Giustizia dell’Unione europea».
«Questo passaggio determina un rallentamento – spiega – che, per Confindustria, rappresenta un segnale negativo, soprattutto in un contesto geopolitico particolarmente complesso, caratterizzato da crescenti tensioni commerciali e dall’imposizione di dazi da parte degli Stati Uniti e di altri Paesi».
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Rinaldi rammenta che le relazioni commerciali tra l’Unione europea e il Mercosur collegano oltre 700 milioni di consumatori in Europa e in America del Sud. Da qui, rimarca che «il Mercosur costituisce una grossa opportunità per le imprese italiane ed europee». E, perciò, sostiene che «il rinvio alla Corte di Giustizia, i cui tempi di valutazione potrebbero oscillare tra i 18 e i 24 mesi, rischia di tradursi in un danno, in particolare per l’Italia, stimato in circa 14 miliardi di euro di mancate esportazioni». Quanto alle opportunità per le imprese salernitane che potrebbe aprire l’accordo, Rinaldi evidenzia che queste «sono numerose». «I settori che registrano i maggiori volumi di esportazione – osserva – sono in particolare il farmaceutico e l’agroalimentare, comparti strategici per l’economia campana. Un rallentamento dell’accordo rischierebbe, quindi, di compromettere il posizionamento competitivo di queste imprese. Va ricordato che gli scambi tra il Mercosur e il mercato unico europeo sono già in corso, ma attualmente soggetti all’applicazione di dazi.
L’entrata in vigore dell’accordo favorirebbe il libero scambio, determinando una significativa riduzione delle barriere tariffarie, con una diminuzione dei dazi differenziata a seconda del settore merceologico». Intanto, il comparto agricolo aveva espresso timori temendo una concorrenza al ribasso. «Il dibattito – precisa Rinaldi – si concentra in larga parte sulla qualità delle importazioni e sul rischio che prodotti non conformi agli standard europei e italiani possano entrare nel mercato unico. Però, Confindustria ritiene che le necessarie tutele a salvaguardia degli agricoltori siano state adeguatamente previste».
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La vicepresidente di Confindustria Salerno con delega all’Internazionalizzazione, guardando alle Pmi salernitane, ritiene che queste, «sulle esportazioni, siano molto forti. E lo sono in diversi settori, prevalentemente nell’agroalimentare e nel farmaceutico. Quindi, in linea generale, non rischiano di restare indietro perché sulla competitività non ho dubbi: può reggere. Poi, chiaramente, dipenderà dai singoli accordi. Per quanto si possa essere ottimisti, il mercato globale è molto complesso e difficile da approcciare». Inoltre, «il porto commerciale di Salerno si è sempre dimostrato all’altezza delle nuove sfide. Quindi, sicuramente potrà andare incontro alle esigenze di nuovi accordi di libero scambio». Rinaldi, infine, tiene a ribadire come la chiusura del negoziato Ue-India del 28 gennaio scorso sia un segnale estremamente positivo: «Questo è un esempio della strategia che la Ue sta implementando per creare nuove opportunità di mercato, alternative a quelle fino a oggi in vigore». «Il mercato di libero scambio, segnato sicuramente dalle misure protezionistiche statunitensi, si deve implementare con questi nuovi accordi, che possono dare nuova linfa alle imprese italiane ed europee».
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