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Specialisti ambulatoriali: «L’Asl applichi l’accordo regionale»
Il segretario Ferrara «L’unica in regione a non averlo fatto ci consentirebbe di lavorare meglio per l’assistenza»

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Sono medici, biologi, veterinari, psicologi, in altre parole gli specialisti ambulatoriali che tengono in piedi l’attività degli ambulatori pubblici e dell’assistenza domiciliare. Il Sumai, il sindacato che li rappresenta, denuncia la mancata applicazione dell’accordo integrativo regionale firmato nel dicembre 2024, che come sottolineato dal segretario provinciale del Sumai, Ferdinando Ferrara, «consentirebbe un miglioramento delle performance» e quindi la possibilità di offrire più prestazioni agli ammalati. «La Asl di Salerno è l’unica in tutta la regione a non aver applicato tale accordo – spiega Ferrara – Consentirebbe a noi di lavorare meglio, aumentando la produttività e rendendo più attrattivi gli ambulatori della Asl.
Rimangono invece al palo una serie di attività che facevano parte di progetti specifici, come quello che ha per scopo l’abbattimento delle liste di attesa e quello che prevede un aumento delle prestazioni e soprattutto delle visite. Non è solo un problema economico, sia ben chiaro, ma soprattutto di organizzazione del lavoro e di equità di trattamento. Invece qui ci troviamo di fronte ad una evidente disparità rispetto a colleghi che lavorano in altre aziende sanitarie compreso il Ruggi, che beneficiano di tale accordo».
Tutto ruota intorno all’articolo 7 dell’accordo integrativo, come sottolinea l’avvocato Corrado Riggio: «È vero che tutta questa situazione è nata perché l’articolo 7 non era stato scritto in maniera chiarissima, ma la Regione e le sigle sindacali si sono riunite nel marzo 2025, lo hanno modificato migliorandolo ed hanno inviato una informativa ai direttori generali. A questo punto tutti si sono adeguati con l’unica eccezione dell’Asl di Salerno che continua a dichiarare anche in tribunale a coloro che si costituiscono in giudizio, che la Regione non ha erogato in fondi necessari. Questo non è vero, altrimenti le altre aziende non avrebbero potuto applicare correttamente l’articolo 7». Duecento specialisti si sono rivolti ai giudici. «In svariate cause sia a Salerno che a Nocera- prosegue Riggio – giudici diversi ci hanno dato ragione, addirittura abbiamo sentenze favorevoli ancora prima della modifica dell’articolo 7.
In un altro ricorso ho deciso di chiamare in causa la Regione e quando questa si è costituita in giudizio ha chiaramente detto che l’articolo 7 deve essere applicato da tutte le aziende campane chiedendo che il nostro ricorso fosse accolto». C’è un altro punto che il legale del Sumai ha voluto evidenziare. «L’Asl viene condannata a pagare spese legali ed interessi – prosegue Riggio – Sono soldi pubblici che potrebbero essere utilizzati in modo migliore, alcuni medici hanno deciso di depositare un particolareggiato esposto alla Corte dei Conti nel quale abbiamo specificato questo e chiesto di indagare perché a nostro avviso c’è uno sperpero di denaro».
Specialisti ambulatoriali: «L’Asl applichi l’accordo regionale»
Il segretario Ferrara «L’unica in regione a non averlo fatto ci consentirebbe di lavorare meglio per l’assistenza»

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Sono medici, biologi, veterinari, psicologi, in altre parole gli specialisti ambulatoriali che tengono in piedi l’attività degli ambulatori pubblici e dell’assistenza domiciliare. Il Sumai, il sindacato che li rappresenta, denuncia la mancata applicazione dell’accordo integrativo regionale firmato nel dicembre 2024, che come sottolineato dal segretario provinciale del Sumai, Ferdinando Ferrara, «consentirebbe un miglioramento delle performance» e quindi la possibilità di offrire più prestazioni agli ammalati. «La Asl di Salerno è l’unica in tutta la regione a non aver applicato tale accordo – spiega Ferrara – Consentirebbe a noi di lavorare meglio, aumentando la produttività e rendendo più attrattivi gli ambulatori della Asl.
Rimangono invece al palo una serie di attività che facevano parte di progetti specifici, come quello che ha per scopo l’abbattimento delle liste di attesa e quello che prevede un aumento delle prestazioni e soprattutto delle visite. Non è solo un problema economico, sia ben chiaro, ma soprattutto di organizzazione del lavoro e di equità di trattamento. Invece qui ci troviamo di fronte ad una evidente disparità rispetto a colleghi che lavorano in altre aziende sanitarie compreso il Ruggi, che beneficiano di tale accordo».
Tutto ruota intorno all’articolo 7 dell’accordo integrativo, come sottolinea l’avvocato Corrado Riggio: «È vero che tutta questa situazione è nata perché l’articolo 7 non era stato scritto in maniera chiarissima, ma la Regione e le sigle sindacali si sono riunite nel marzo 2025, lo hanno modificato migliorandolo ed hanno inviato una informativa ai direttori generali. A questo punto tutti si sono adeguati con l’unica eccezione dell’Asl di Salerno che continua a dichiarare anche in tribunale a coloro che si costituiscono in giudizio, che la Regione non ha erogato in fondi necessari. Questo non è vero, altrimenti le altre aziende non avrebbero potuto applicare correttamente l’articolo 7». Duecento specialisti si sono rivolti ai giudici. «In svariate cause sia a Salerno che a Nocera- prosegue Riggio – giudici diversi ci hanno dato ragione, addirittura abbiamo sentenze favorevoli ancora prima della modifica dell’articolo 7.
In un altro ricorso ho deciso di chiamare in causa la Regione e quando questa si è costituita in giudizio ha chiaramente detto che l’articolo 7 deve essere applicato da tutte le aziende campane chiedendo che il nostro ricorso fosse accolto». C’è un altro punto che il legale del Sumai ha voluto evidenziare. «L’Asl viene condannata a pagare spese legali ed interessi – prosegue Riggio – Sono soldi pubblici che potrebbero essere utilizzati in modo migliore, alcuni medici hanno deciso di depositare un particolareggiato esposto alla Corte dei Conti nel quale abbiamo specificato questo e chiesto di indagare perché a nostro avviso c’è uno sperpero di denaro».
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