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Salerno, ultima giunta tra i veleni: alterchi e delibere ritirate
«Solo provvedimenti utili alla città», la replica: «Noi al lavoro fino alla fine»

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I toni si sono alzati all’improvviso, su questioni tutto sommato ordinarie – i pareri su variazioni a Piani urbanistici attuativi, il via libera a un provvedimento legato alla toponomastica cittadina – e l’ultima seduta della giunta comunale di Salerno si è trasformata in un caos salutando nel peggiore dei modi questa consiliatura. Un alterco vero e proprio, nato non perché non si fosse d’accordo su qualcosa e questo disallineamento di vedute abbia provocato un dibattito appassionato ma perché le tensioni di cui c’erano già state avvisaglie – spesso ridimensionate dai diretti interessati e non solo – sono letteralmente esplose. Non è servito neanche ricordare che quella di ieri sarebbe stata l’ultima riunione dell’esecutivo e che forse non valeva la pena gestirla in questo modo, sia per questioni formali che per quelle sostanziali. L’eco delle urla si è sentita in tutto Palazzo Guerra dove non c’è stato modo di recuperare quella compostezza istituzionale auspicabile nell’esercizio delle funzioni di amministratori, anche se questo non avviene in pubblico. Non è andata così ieri mattina. I protagonisti sono la vice sindaca Paky Memoli e gli assessori Dario Loffredo e Massimiliano Natella. Alcuni provvedimenti posti all’attenzione della giunta non hanno, così, mai visto la luce. Sono invece passate disposizioni relative all’abbattimento di barriere architettoniche, il rifacimento di alcuni marciapiedi, proposte di riqualificazione per l’area di via Allende, il Piano integrato di attività e organizzazione e infine la richiesta, formulata al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, di prevedere la costruzione in città di un forno crematorio per persone ed animali.
Caso Salerno, M5S al Pd: «Campo largo ovunque o divisi alle politiche»
La discussione si era però arenata sulla ratifica della variazione di alcuni Pua, portati all’attenzione dell’esecutivo dall’assessore alle opere pubbliche Dario Loffredo e sul riordino dei civici e della toponomastica nei rioni collinari curata dall’assessore all’ambiente Massimiliano Natella a seguito di specifica sollecitazione dell’Istat. Ma nel caos sono finiti anche due spettacoli per bambini “firmati” dall’assessore alla pubblica istruzione Gaetana Falcone. Per la vice sindaca Memoli che ha molto ridimensionato l’accaduto, parlando di normale dialettica politica, sarebbero passati «solo i provvedimenti di reale interesse per la città, com’era giusto che fosse nell’ultima riunione di giunta». Tutti gli altri componenti dell’esecutivo, che invece non avevano intenzione di fermarsi «alla normale amministrazione» ma volevano «lavorare come abbiamo sempre fatto», non hanno potuto smentire l’accaduto anche perché a Palazzo Guerra i toni alti ed esasperati li hanno sentiti tutti. E sarebbe solo l’ultima accesa discussione nata in seno a una giunta che, evidentemente, non riusciva più a lavorare con la necessaria compattezza. Problema risolto: quella di ieri era l’ultima.
Campo largo, è dialogo nei grandi centri al voto ma a Salerno non sfonda
La “voce” della giunta finita male sarebbe arrivata anche all’ex presidente e candidato sindaco in pectore Vincenzo De Luca che non avrebbe affatto gradito la “performance” offerta dagli amministratori di Palazzo Guerra. La verità è che c’era rapporti già piuttosto deteriorati e, in secondo luogo, che la tensione di questa campagna elettorale lampo non viene gestita bene e allo stesso modo dagli uscenti. E tutti, ciascuno per propria competenza e con la propria storia politica, hanno intenzione di mostrarsi affidabili, pronti, adeguati alla riconferma. Rassicurazione che deve arrivare all’elettorato e al candidato cui, in caso di elezione, spetterà scegliere una squadra. E, come lo stesso De Luca ha lasciato intuire in questi mesi, non sempre l’operato di questa squadra è stato giudicato all’altezza. Pretattica? Forse. Tra i salernitani, in linea di massima, è difficile trovare pareri positivi. Oggi, intanto, nuova riunione del campo largo salernitano, dopo il summit rimandato lunedì per via di alcune assenze, ma è anche l’ultimo giorno utile per l’eventuale ritiro delle dimissioni del sindaco Enzo Napoli. Da domani i giochi potrebbero iniziare a essere più chiari. Su tutti i fronti.
Salerno, ultima giunta tra i veleni: alterchi e delibere ritirate
«Solo provvedimenti utili alla città», la replica: «Noi al lavoro fino alla fine»

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I toni si sono alzati all’improvviso, su questioni tutto sommato ordinarie – i pareri su variazioni a Piani urbanistici attuativi, il via libera a un provvedimento legato alla toponomastica cittadina – e l’ultima seduta della giunta comunale di Salerno si è trasformata in un caos salutando nel peggiore dei modi questa consiliatura. Un alterco vero e proprio, nato non perché non si fosse d’accordo su qualcosa e questo disallineamento di vedute abbia provocato un dibattito appassionato ma perché le tensioni di cui c’erano già state avvisaglie – spesso ridimensionate dai diretti interessati e non solo – sono letteralmente esplose. Non è servito neanche ricordare che quella di ieri sarebbe stata l’ultima riunione dell’esecutivo e che forse non valeva la pena gestirla in questo modo, sia per questioni formali che per quelle sostanziali. L’eco delle urla si è sentita in tutto Palazzo Guerra dove non c’è stato modo di recuperare quella compostezza istituzionale auspicabile nell’esercizio delle funzioni di amministratori, anche se questo non avviene in pubblico. Non è andata così ieri mattina. I protagonisti sono la vice sindaca Paky Memoli e gli assessori Dario Loffredo e Massimiliano Natella. Alcuni provvedimenti posti all’attenzione della giunta non hanno, così, mai visto la luce. Sono invece passate disposizioni relative all’abbattimento di barriere architettoniche, il rifacimento di alcuni marciapiedi, proposte di riqualificazione per l’area di via Allende, il Piano integrato di attività e organizzazione e infine la richiesta, formulata al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, di prevedere la costruzione in città di un forno crematorio per persone ed animali.
Caso Salerno, M5S al Pd: «Campo largo ovunque o divisi alle politiche»
La discussione si era però arenata sulla ratifica della variazione di alcuni Pua, portati all’attenzione dell’esecutivo dall’assessore alle opere pubbliche Dario Loffredo e sul riordino dei civici e della toponomastica nei rioni collinari curata dall’assessore all’ambiente Massimiliano Natella a seguito di specifica sollecitazione dell’Istat. Ma nel caos sono finiti anche due spettacoli per bambini “firmati” dall’assessore alla pubblica istruzione Gaetana Falcone. Per la vice sindaca Memoli che ha molto ridimensionato l’accaduto, parlando di normale dialettica politica, sarebbero passati «solo i provvedimenti di reale interesse per la città, com’era giusto che fosse nell’ultima riunione di giunta». Tutti gli altri componenti dell’esecutivo, che invece non avevano intenzione di fermarsi «alla normale amministrazione» ma volevano «lavorare come abbiamo sempre fatto», non hanno potuto smentire l’accaduto anche perché a Palazzo Guerra i toni alti ed esasperati li hanno sentiti tutti. E sarebbe solo l’ultima accesa discussione nata in seno a una giunta che, evidentemente, non riusciva più a lavorare con la necessaria compattezza. Problema risolto: quella di ieri era l’ultima.
Campo largo, è dialogo nei grandi centri al voto ma a Salerno non sfonda
La “voce” della giunta finita male sarebbe arrivata anche all’ex presidente e candidato sindaco in pectore Vincenzo De Luca che non avrebbe affatto gradito la “performance” offerta dagli amministratori di Palazzo Guerra. La verità è che c’era rapporti già piuttosto deteriorati e, in secondo luogo, che la tensione di questa campagna elettorale lampo non viene gestita bene e allo stesso modo dagli uscenti. E tutti, ciascuno per propria competenza e con la propria storia politica, hanno intenzione di mostrarsi affidabili, pronti, adeguati alla riconferma. Rassicurazione che deve arrivare all’elettorato e al candidato cui, in caso di elezione, spetterà scegliere una squadra. E, come lo stesso De Luca ha lasciato intuire in questi mesi, non sempre l’operato di questa squadra è stato giudicato all’altezza. Pretattica? Forse. Tra i salernitani, in linea di massima, è difficile trovare pareri positivi. Oggi, intanto, nuova riunione del campo largo salernitano, dopo il summit rimandato lunedì per via di alcune assenze, ma è anche l’ultimo giorno utile per l’eventuale ritiro delle dimissioni del sindaco Enzo Napoli. Da domani i giochi potrebbero iniziare a essere più chiari. Su tutti i fronti.
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