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Prevenzione contro il disagio giovanile: «Il confronto come arma»
Più interazione con la comunità scolastica tra segnalazioni e orientamento dei docenti

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Avviare un dialogo tra il mondo della scuola, delle istituzioni e delle forze dell’ordine per intercettare il disagio giovanile in un’ottica di prevenzione ma – in seguito e laddove necessario – anche di controllo e repressione di fenomeni che spesso degenerano e sfociano in alcuni casi estremi anche in violenza gratuita tra i ragazzi, alla luce anche degli ultimi episodi avvenuti in città che hanno visto come protagonisti minorenni spesso armati. Continua l’impegno del prefetto di Salerno, Francesco Esposito, e l’attenzione verso i giovanissimi attraverso momenti di confronto e dialogo per mettere sul tavolo possibili soluzioni per contrastare i fenomeni di illegalità e violenza nell’universo giovanile recependo la direttiva congiunta dei ministri Giuseppe Valditara e Matteo Piantedosi, finalizzata a mettere «a sistema» un dialogo tra il mondo della scuola e le prefetture e ad avviare percorsi integrati di prevenzione, ascolto e controllo al fine di pervenire ad una conoscenza condivisa delle problematiche presenti nei diversi contesti provinciali e individuare soluzioni calibrate sulle singole realtà. Ieri mattina il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica è stato allargato alle istituzioni alla presenza dei vertici delle forze di polizia, il tribunale e la Procura della Repubblica per i minorenni, l’ufficio scolastico regionale, i dipartimenti per le dipendenze e la salute mentale dell’Asl di Salerno, la Provincia, il Comune e l’Anci Campania.
Carica drone con 5 cellulari, poi lo guida verso il carcere: 49enne denunciato
Dalle parole però ai fatti concreti: si procederà avviando un percorso articolato su due direttrici complementari. L’avvio, innanzitutto, di un confronto con la comunità scolastica attraverso l’istituzione di un tavolo di lavoro che si riunirà a breve in Prefettura con l’obiettivo di realizzare moduli informativi e formativi rivolti a dirigenti e docenti che «consentano di creare un rapporto diretto tra gli istituti scolastici e tutte le istituzioni coinvolte, puntando a rafforzare la capacità di prevenzione, attraverso la definizione di metodi condivisi per la gestione delle segnalazioni, la tempestiva attivazione delle forze di polizia e il coinvolgimento dei servizi competenti nei casi di fragilità o disagio giovanile». Particolare attenzione sarà dedicata all’informazione e all’orientamento dei docenti che saranno «accompagnati» in un percorso di maggiore consapevolezza degli strumenti a disposizione e supportati nella gestione di situazioni critiche, individuandole per tempo grazie al riconoscimento di segnali che possano essere considerati «sentinella» e «spia» di situazioni di fragilità da parte dei ragazzi. La seconda direttrice riguarda invece le attività di controllo e prevenzione attiva: verrà realizzata una mappatura delle scuole, individuando le situazioni più a rischio e verranno pianificati controlli a campione con controlli mirati ed eventuali ispezioni esterne o interne.
Nelle situazioni più gravi – d’intesa e su richiesta dei dirigenti scolastici interessati – nel rispetto della normativa vigente e dei diritti fondamentali delle persone, potrà essere disposto l’impiego di strumenti di controllo agli accessi degli edifici come i metal detector manuali e provvisori. «Rafforzare i presidi di prevenzione e sicurezza all’interno della scuola significa creare le migliori condizioni per la formazione dei nostri giovani e la crescita della cultura del rispetto, come presupposto fondamentale per una società capace di rifiutare ogni forza di violenza e prevaricazione. Lavoriamo tutti insieme – ha dichiarato il prefetto Esposito a margine dell’incontro – condividendo che la migliore arma per far valere le nostre idee è il confronto nel pieno rispetto dell’altro».
Prevenzione contro il disagio giovanile: «Il confronto come arma»
Più interazione con la comunità scolastica tra segnalazioni e orientamento dei docenti

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Avviare un dialogo tra il mondo della scuola, delle istituzioni e delle forze dell’ordine per intercettare il disagio giovanile in un’ottica di prevenzione ma – in seguito e laddove necessario – anche di controllo e repressione di fenomeni che spesso degenerano e sfociano in alcuni casi estremi anche in violenza gratuita tra i ragazzi, alla luce anche degli ultimi episodi avvenuti in città che hanno visto come protagonisti minorenni spesso armati. Continua l’impegno del prefetto di Salerno, Francesco Esposito, e l’attenzione verso i giovanissimi attraverso momenti di confronto e dialogo per mettere sul tavolo possibili soluzioni per contrastare i fenomeni di illegalità e violenza nell’universo giovanile recependo la direttiva congiunta dei ministri Giuseppe Valditara e Matteo Piantedosi, finalizzata a mettere «a sistema» un dialogo tra il mondo della scuola e le prefetture e ad avviare percorsi integrati di prevenzione, ascolto e controllo al fine di pervenire ad una conoscenza condivisa delle problematiche presenti nei diversi contesti provinciali e individuare soluzioni calibrate sulle singole realtà. Ieri mattina il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica è stato allargato alle istituzioni alla presenza dei vertici delle forze di polizia, il tribunale e la Procura della Repubblica per i minorenni, l’ufficio scolastico regionale, i dipartimenti per le dipendenze e la salute mentale dell’Asl di Salerno, la Provincia, il Comune e l’Anci Campania.
Carica drone con 5 cellulari, poi lo guida verso il carcere: 49enne denunciato
Dalle parole però ai fatti concreti: si procederà avviando un percorso articolato su due direttrici complementari. L’avvio, innanzitutto, di un confronto con la comunità scolastica attraverso l’istituzione di un tavolo di lavoro che si riunirà a breve in Prefettura con l’obiettivo di realizzare moduli informativi e formativi rivolti a dirigenti e docenti che «consentano di creare un rapporto diretto tra gli istituti scolastici e tutte le istituzioni coinvolte, puntando a rafforzare la capacità di prevenzione, attraverso la definizione di metodi condivisi per la gestione delle segnalazioni, la tempestiva attivazione delle forze di polizia e il coinvolgimento dei servizi competenti nei casi di fragilità o disagio giovanile». Particolare attenzione sarà dedicata all’informazione e all’orientamento dei docenti che saranno «accompagnati» in un percorso di maggiore consapevolezza degli strumenti a disposizione e supportati nella gestione di situazioni critiche, individuandole per tempo grazie al riconoscimento di segnali che possano essere considerati «sentinella» e «spia» di situazioni di fragilità da parte dei ragazzi. La seconda direttrice riguarda invece le attività di controllo e prevenzione attiva: verrà realizzata una mappatura delle scuole, individuando le situazioni più a rischio e verranno pianificati controlli a campione con controlli mirati ed eventuali ispezioni esterne o interne.
Nelle situazioni più gravi – d’intesa e su richiesta dei dirigenti scolastici interessati – nel rispetto della normativa vigente e dei diritti fondamentali delle persone, potrà essere disposto l’impiego di strumenti di controllo agli accessi degli edifici come i metal detector manuali e provvisori. «Rafforzare i presidi di prevenzione e sicurezza all’interno della scuola significa creare le migliori condizioni per la formazione dei nostri giovani e la crescita della cultura del rispetto, come presupposto fondamentale per una società capace di rifiutare ogni forza di violenza e prevaricazione. Lavoriamo tutti insieme – ha dichiarato il prefetto Esposito a margine dell’incontro – condividendo che la migliore arma per far valere le nostre idee è il confronto nel pieno rispetto dell’altro».
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