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Sarno, difende la figlia da un’aggressione: salumiere massacrato nel suo locale
La nipote della vittima: «Mio zio lo conosceva e lo aiutava spesso»

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4 febbraio, 11:33
Massacrato a coltellate nella sua salumeria per difendere la figlia da un tossicodipendente. Gaetano Russo, 61 anni, è morto trafitto da oltre dieci fendenti scagliati con violenza, almeno cinque lo hanno raggiunto all’addome. Il corpo è stato dilaniato e reso irriconoscibile dalla brutale aggressione. Un assalto mortale, inarrestabile che non gli ha lasciato scampo; è finito a terra in una pozza di sangue davanti agli occhi della figlia e della moglie, che per l’orrore ha perso conoscenza. Il killer è Andrea Sirica, 34 anni, anch’egli di Sarno, pluripregiudicato, ed ha armato la sua mano con un coltello dalla lunga lama che il salumiere aveva sul bancone da lavoro.
I due si conoscevano, Gaetano spesso aiutava il 34enne dandogli un pasto caldo. Sulla vicenda indaga il commissariato di Polizia di Stato, col vice questore Pio D’Amico; le indagini sono coordinate dalla Procura di Nocera Inferiore.
La ricostruzione
La furia omicida si è scatenata poco prima dell’una di notte. Da una prima ricostruzione, fatta anche dai familiari della vittima ed alcuni testimoni, Sirica è arrivato in via Paolo Falciani, ed ha suonato al citofono dell’attività di alimentari e panificio. Gaetano aveva appena finito di lavorare nel laboratorio, era pronto a chiudere ed andare a casa, al piano di sopra. La figlia 19enne si è avvicinata alla porta e ha aperto. Un gesto di accoglienza, come spesso facevano con quell’uomo problematico. La scorsa notte, però, quel gesto di altruismo si è rivelato fatale.
Da quanto raccontato, il 34enne, in evidente stato di alterazione, forse determinato dal consumo di sostanze stupefacenti (in merito si attendono i riscontri degli esami), avrebbe iniziato ad inveire contro la ragazza. A quel punto Russo sarebbe intervenuto per difendere la figlia e metterla al sicuro, ed avrebbe intimato al 34enne di uscire dal negozio. Parole che hanno innescato la furia omicida. Sirica avrebbe impugnato il coltello prelevandolo dal bancone e si sarebbe scagliato contro il 61enne. La figlia avrebbe tentato di fermare il killer tanto da rimanere ferita ad una mano. La giovane è uscita in strada chiedendo aiuto, mentre il 34enne, col corpo ormai esanime di Gaetano Russo, si è barricato nel negozio.
Sarno, salumiere ucciso a coltellate nel suo negozio, fermato 35enne
Ad accorrere, tra i primi, un carabiniere fuori servizio residente in zona. Sul posto gli agenti del locale commissariato di Polizia, che, per entrare nel negozio e arrestare l’uomo, hanno dovuto spaccare la vetrina. Il locale è posto sotto sequestro per tutti i rilievi del caso. Gli inquirenti indagano anche sull’ipotesi di un tentativo di rapina, si cerca di capire se il 34enne abbia cercato di portare via soldi dalla cassa. E trapelano particolari che lasciando sgomenti: già nel pomeriggio l’uomo aveva dato in escandescenza in una chiesa ed era stato allontanato.
Le reazioni
Una città, quella di Sarno, che ieri si è svegliata facendo i conti con l’orrore di un omicidio brutale e l’addio ad un uomo perbene, un lavoratore benvoluto e stimato da tutti. A raccontare quegli attimi, anche la nipote, Imma Belmonte, che chiede giustizia. «Mio zio lo aiutava spesso. Non c’è stato alcun motivo, non ha chiesto un euro, era alterato. Voleva aggredire mia cugina e il padre, per difenderla, è stato accoltellato. Tutti devono sapere che persona fosse mio zio, aiutava tutti, anche colui che lo ha ammazzato. Vogliamo giustizia».
Il sindaco Francesco Squillante, già in nottata si è recato sul posto. «Gaetano, un uomo che rappresentava il volto migliore della nostra comunità: lavoratore instancabile, onesto, pronto ad aiutare gli altri. Come sindaco, come intera amministrazione e come comunità ci affidiamo con fiducia al lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine. Sentiamo il dovere morale e istituzionale di chiedere giustizia per la famiglia di Gaetano, per l’intera comunità di Sarno, che oggi si sente ferita e smarrita e che ha bisogno di sentirsi protetta. La certezza della pena è un principio fondamentale di civiltà e di tutela sociale. Troppo spesso assistiamo a situazioni in cui soggetti plurisegnalati e già noti alle forze dell’ordine tornano a piede libero, rendendo di fatto più complessi e meno efficaci anche gli interventi di noi sindaci ed amministratori locali che operiamo quotidianamente, seppur con strumenti limitati, per garantire sicurezza e prevenzione sul territorio in un contesto di crescente complessità e fragilità sociale».
Sarno, difende la figlia da un’aggressione: salumiere massacrato nel suo locale
La nipote della vittima: «Mio zio lo conosceva e lo aiutava spesso»

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4 febbraio, 11:33
Massacrato a coltellate nella sua salumeria per difendere la figlia da un tossicodipendente. Gaetano Russo, 61 anni, è morto trafitto da oltre dieci fendenti scagliati con violenza, almeno cinque lo hanno raggiunto all’addome. Il corpo è stato dilaniato e reso irriconoscibile dalla brutale aggressione. Un assalto mortale, inarrestabile che non gli ha lasciato scampo; è finito a terra in una pozza di sangue davanti agli occhi della figlia e della moglie, che per l’orrore ha perso conoscenza. Il killer è Andrea Sirica, 34 anni, anch’egli di Sarno, pluripregiudicato, ed ha armato la sua mano con un coltello dalla lunga lama che il salumiere aveva sul bancone da lavoro.
I due si conoscevano, Gaetano spesso aiutava il 34enne dandogli un pasto caldo. Sulla vicenda indaga il commissariato di Polizia di Stato, col vice questore Pio D’Amico; le indagini sono coordinate dalla Procura di Nocera Inferiore.
La ricostruzione
La furia omicida si è scatenata poco prima dell’una di notte. Da una prima ricostruzione, fatta anche dai familiari della vittima ed alcuni testimoni, Sirica è arrivato in via Paolo Falciani, ed ha suonato al citofono dell’attività di alimentari e panificio. Gaetano aveva appena finito di lavorare nel laboratorio, era pronto a chiudere ed andare a casa, al piano di sopra. La figlia 19enne si è avvicinata alla porta e ha aperto. Un gesto di accoglienza, come spesso facevano con quell’uomo problematico. La scorsa notte, però, quel gesto di altruismo si è rivelato fatale.
Da quanto raccontato, il 34enne, in evidente stato di alterazione, forse determinato dal consumo di sostanze stupefacenti (in merito si attendono i riscontri degli esami), avrebbe iniziato ad inveire contro la ragazza. A quel punto Russo sarebbe intervenuto per difendere la figlia e metterla al sicuro, ed avrebbe intimato al 34enne di uscire dal negozio. Parole che hanno innescato la furia omicida. Sirica avrebbe impugnato il coltello prelevandolo dal bancone e si sarebbe scagliato contro il 61enne. La figlia avrebbe tentato di fermare il killer tanto da rimanere ferita ad una mano. La giovane è uscita in strada chiedendo aiuto, mentre il 34enne, col corpo ormai esanime di Gaetano Russo, si è barricato nel negozio.
Sarno, salumiere ucciso a coltellate nel suo negozio, fermato 35enne
Ad accorrere, tra i primi, un carabiniere fuori servizio residente in zona. Sul posto gli agenti del locale commissariato di Polizia, che, per entrare nel negozio e arrestare l’uomo, hanno dovuto spaccare la vetrina. Il locale è posto sotto sequestro per tutti i rilievi del caso. Gli inquirenti indagano anche sull’ipotesi di un tentativo di rapina, si cerca di capire se il 34enne abbia cercato di portare via soldi dalla cassa. E trapelano particolari che lasciando sgomenti: già nel pomeriggio l’uomo aveva dato in escandescenza in una chiesa ed era stato allontanato.
Le reazioni
Una città, quella di Sarno, che ieri si è svegliata facendo i conti con l’orrore di un omicidio brutale e l’addio ad un uomo perbene, un lavoratore benvoluto e stimato da tutti. A raccontare quegli attimi, anche la nipote, Imma Belmonte, che chiede giustizia. «Mio zio lo aiutava spesso. Non c’è stato alcun motivo, non ha chiesto un euro, era alterato. Voleva aggredire mia cugina e il padre, per difenderla, è stato accoltellato. Tutti devono sapere che persona fosse mio zio, aiutava tutti, anche colui che lo ha ammazzato. Vogliamo giustizia».
Il sindaco Francesco Squillante, già in nottata si è recato sul posto. «Gaetano, un uomo che rappresentava il volto migliore della nostra comunità: lavoratore instancabile, onesto, pronto ad aiutare gli altri. Come sindaco, come intera amministrazione e come comunità ci affidiamo con fiducia al lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine. Sentiamo il dovere morale e istituzionale di chiedere giustizia per la famiglia di Gaetano, per l’intera comunità di Sarno, che oggi si sente ferita e smarrita e che ha bisogno di sentirsi protetta. La certezza della pena è un principio fondamentale di civiltà e di tutela sociale. Troppo spesso assistiamo a situazioni in cui soggetti plurisegnalati e già noti alle forze dell’ordine tornano a piede libero, rendendo di fatto più complessi e meno efficaci anche gli interventi di noi sindaci ed amministratori locali che operiamo quotidianamente, seppur con strumenti limitati, per garantire sicurezza e prevenzione sul territorio in un contesto di crescente complessità e fragilità sociale».
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