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Il Consiglio dei ministri ha approvato, il decreto legge sul Ponte sullo Stretto di Messina, con disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni.
Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti avvia una serie di adempimenti per conformarsi alle deliberazioni della Corte dei conti circa il Ponte sullo Stretto, secondo quanto si legge nella bozza del decreto Ponte approdata in consiglio dei Ministri. La bozza non prevede un commissario per l’opera e limiti alla magistratura contabile. Il Mit, si legge, sottoporrà al controllo di legittimità della Corte l’accordo di programma e a svolgere, in raccordo con le amministrazioni competenti, «gli adempimenti istruttori propedeutici all’adozione di una nuova delibera del Cipess” attraverso: l’aggiornamento del piano economico-finanziario della società concessionaria; l’acquisizione del parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) sulle tariffe di pedaggio, la sottoposizione al Consiglio superiore dei lavori pubblici.
L’obiettivo del decreto è superare i rilievi formulati dalla Corte dei Conti, che ha evidenziato criticità procedurali e la necessità di un pieno allineamento alle normative europee. Attraverso questo provvedimento, il Governo integra la documentazione necessaria e risponde puntualmente alle osservazioni dei magistrati contabili, con l’intento di rafforzare la legittimità del progetto e consentire la ripresa della fase operativa.
In aggiornamento
Bonelli attacca Salvini: “Furbizie sul parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici”
«Con l’approvazione del decreto sul Ponte sullo Stretto, Salvini inserisce una norma per evitare che il progetto venga valutato nella sua interezza dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, limitando il parere alla sola relazione della società che ha progettato l’opera. Siamo alle solite furbizie», dice Angelo Bonelli.
Il deputato Avs, e co-portavoce di Europa Verde, aggiunge che «la norma, così come proposta, prevede l’acquisizione di un parere del CSLLPP unicamente sui profili tecnici di particolare complessità e rilevanza della relazione del progettista di aggiornamento del progetto definitivo approvato nel 2011, richiamando il fatto che l’organo dello Stato abbia espresso, nel lontano 1997, un parere su un progetto di massima. E’ bene ricordare che quel parere si limitava a dire che il progetto di massima esaminato, con le considerazioni, osservazioni e prescrizioni espresse in 244 pagine, poteva essere sviluppato in sede di progettazione esecutiva. Dunque, al CSLLPP deve essere richiesto un parere sull’intero progetto definitivo del Ponte, dal momento che l’organo non ha esaminato neanche il progetto preliminare approvato dal CIPE nel 2003».
«Il punto è che Salvini continua ostinatamente in questa follia: parliamo di un progetto già dichiarato illegittimo dalla Corte dei Conti per la procedura seguita e che presenta gravi carenze progettuali, come dimostrano le prove non eseguite sulle trincee sismiche, richieste persino dal comitato scientifico della stessa Stretto di Messina S.p.A.. Di fronte alle gravi emergenze dell’Italia, Salvini è indifferente e pensa di sperperare 14 miliardi di euro», conclude.
Santillo (M5s): Meloni interrompa gioco dell’oca sul Ponte
«Il ciclone Harry, oltre a devastare purtroppo decine di comuni tra Sicilia e Calabria, ha scoperchiato anche l’ipocrisia che circonda il ponte sullo Stretto. Trovare fondi per aiutare gli sfollati e far arrivare adeguati ristori nelle aree interessate dal ciclone è impresa proibitiva, ma i 13,6 miliardi del Ponte restano lì a fare la muffa». Così in una nota il deputato M5s Agostino Santillo.
Ponte sullo Stretto e fondi dopo il ciclone Harry
«Il decreto Infrastrutture – aggiunge – che oggi il governo varerà è l’ennesima farsa: Salvini voleva l’ad della ‘Stretto di Messina Spà Ciucci come commissario, ma essendo questa nomina in palese conflitto di interessi, è dovuto scendere a più miti consigli.
Decreto Infrastrutture e accuse di conflitto di interessi
Voleva bypassare una fetta importante dei controlli previsti da parte della Corte dei Conti, ma dal Quirinale gli hanno fatto capire che non è proprio il caso, al cospetto di un’infrastruttura che si porta dietro una valanga di incognite.
I controlli della Corte dei Conti e il ruolo del Quirinale
In sostanza, oggi si riparte dal via. Cioè dall’iter che dovrà dirci se davvero è fattibile quest’opera che ormai nessuno vuole, parlamentari di Centrodestra esclusi. Dopo i mille annunci sui cantieri che dovevano partire nel 2024, è volato via anche il ’25 e sarà così anche per il ’26: una presa in giro colossale, con tutti i malanni infrastrutturali che il nostro paese ha. Dispiace che Meloni non riesca a interrompere questo ignobile gioco dell’oca sulla pelle del Sud».
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