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Aziende e lavoro green, la provincia di Salerno nella «top venti» d’Italia
La provincia di Salerno è, infatti, tra le realtà più dinamiche del Sud e rientra nelle prime venti province italiane per numero di aziende green

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In una regione come la Campania, che è la prima nel Mezzogiorno per numero di imprese eco-investitrici tra il 2019 e il 2024, la provincia di Salerno corre veloce. È, infatti, tra le realtà più dinamiche del Sud e rientra nelle prime venti province italiane per numero di aziende green. I dati, che sono del Rapporto GreenItaly 2025 della Fondazione Symbola, sono stati elaborati da Legambiente Campania, che ha presentato ieri la quarta edizione di «Green Energy Revolution», progetto di educazione energetica rivolto alle scuole, pensato per accompagnare i territori verso un futuro fatto di rinnovabili, competenze green e nuove opportunità di lavoro.
LO SCENARIO
Al Sud, la Campania è prima, nell’intervallo temporale 2019-2024, con 50mila 890 imprese eco-investitrici, pari al 38,2% del totale delle aziende della regione. Nella graduatoria provinciale, tra le prime 20 province, dopo Napoli (che è al 3° posto con 25mila 930 imprese eco-investitrici), c’è Salerno, che è in 12esima posizione con 10mila 900 imprese green, pari al 38,3% del totale imprese della provincia. Quanto al lavoro, Legambiente Campania, nel dossier Green Jobs 2024, registrava una partecipazione femminile del 12,5% nella filiera delle rinnovabili.
Incidente a Fisciano, paura sul raccordo: camion perde lastre di marmo e traffico in tilt
Poi, i dati Lmi-Labour Market Intelligence 2025, diffusi dall’ufficio di statistica di Sviluppo Lavoro spa e richiamati dall’associazione ambientalista, segnalano che, nell’ultimo semestre ‘24, su quasi 21mila lavoratori impegnati nei green jobs, le donne rappresentano circa il 37% del totale. «Per questa ragione – viene sottolineato – Legambiente intende accompagnare il processo di implementazione della presenza delle donne nei green jobs». Inoltre, due anni fa, la Campania si conferma prima regione del Sud con l’8,9% delle assunzioni di green jobs nazionali, pari al 35% del totale della regione. E Salerno compare tra le prime venti province italiane, con una quota del 1,7% sul totale nazionale delle assunzioni green. «In Campania – analizza Legambiente – cresce con forza la domanda di lavoro green, misurata attraverso le attivazioni di contratti green jobs. La serie storica mostra un aumento da 3mila 100 attivazioni nel 2014 a 152mila 390 nel 2024».
L’IMPEGNO
In questo scenario, Legambiente Campania è pronta a partire con la quarta edizione di «Green Energy Revolution», che vedrà il coinvolgimento di 16 scuole campane. Il focus si sviluppa su contrasto agli stereotipi di genere nelle discipline Stem; promozione dell’uguaglianza di genere nei green jobs; connubio tra innovazione ambientale e tecnologica. «La Campania – spiega Mariateresa Imparato, presidente regionale di Legambiente – è già protagonista, nonostante le crisi che attraversiamo, della transizione ecologica intesa come opportunità concreta per innovare e affrontare il futuro e mettere al centro i green jobs significa rilanciare la sfida e moltiplicarla. Per rispondere alle fragilità economiche e sociali, dalla disoccupazione giovanile ai Neet, dall’emigrazione alla scarsa partecipazione delle donne al lavoro, puntiamo sullo sviluppo dei green jobs e sulle filiere delle energie rinnovabili, come occasione occupazionale, ma anche una scelta etica e di pace, perché previene il rischio di riconversione in chiave bellica».
Da qui, la richiesta alla Regione «di sostenere un pacchetto di azioni concrete – prosegue Imparato – educazione ambientale ed energetica diffusa nelle scuole e nei territori; orientamento scolastico e professionale rafforzato per i percorsi green; politiche attive del lavoro più adeguate per accompagnare la giusta transizione; programmazione mirata della formazione con focus su competenze ambientali ed energetiche; politiche industriali per lo sviluppo sostenibile e la riconversione delle filiere produttive ed energetiche a partire da una diversa e innovativa destinazione dei fondi europei».
Aziende e lavoro green, la provincia di Salerno nella «top venti» d’Italia
La provincia di Salerno è, infatti, tra le realtà più dinamiche del Sud e rientra nelle prime venti province italiane per numero di aziende green

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In una regione come la Campania, che è la prima nel Mezzogiorno per numero di imprese eco-investitrici tra il 2019 e il 2024, la provincia di Salerno corre veloce. È, infatti, tra le realtà più dinamiche del Sud e rientra nelle prime venti province italiane per numero di aziende green. I dati, che sono del Rapporto GreenItaly 2025 della Fondazione Symbola, sono stati elaborati da Legambiente Campania, che ha presentato ieri la quarta edizione di «Green Energy Revolution», progetto di educazione energetica rivolto alle scuole, pensato per accompagnare i territori verso un futuro fatto di rinnovabili, competenze green e nuove opportunità di lavoro.
LO SCENARIO
Al Sud, la Campania è prima, nell’intervallo temporale 2019-2024, con 50mila 890 imprese eco-investitrici, pari al 38,2% del totale delle aziende della regione. Nella graduatoria provinciale, tra le prime 20 province, dopo Napoli (che è al 3° posto con 25mila 930 imprese eco-investitrici), c’è Salerno, che è in 12esima posizione con 10mila 900 imprese green, pari al 38,3% del totale imprese della provincia. Quanto al lavoro, Legambiente Campania, nel dossier Green Jobs 2024, registrava una partecipazione femminile del 12,5% nella filiera delle rinnovabili.
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Poi, i dati Lmi-Labour Market Intelligence 2025, diffusi dall’ufficio di statistica di Sviluppo Lavoro spa e richiamati dall’associazione ambientalista, segnalano che, nell’ultimo semestre ‘24, su quasi 21mila lavoratori impegnati nei green jobs, le donne rappresentano circa il 37% del totale. «Per questa ragione – viene sottolineato – Legambiente intende accompagnare il processo di implementazione della presenza delle donne nei green jobs». Inoltre, due anni fa, la Campania si conferma prima regione del Sud con l’8,9% delle assunzioni di green jobs nazionali, pari al 35% del totale della regione. E Salerno compare tra le prime venti province italiane, con una quota del 1,7% sul totale nazionale delle assunzioni green. «In Campania – analizza Legambiente – cresce con forza la domanda di lavoro green, misurata attraverso le attivazioni di contratti green jobs. La serie storica mostra un aumento da 3mila 100 attivazioni nel 2014 a 152mila 390 nel 2024».
L’IMPEGNO
In questo scenario, Legambiente Campania è pronta a partire con la quarta edizione di «Green Energy Revolution», che vedrà il coinvolgimento di 16 scuole campane. Il focus si sviluppa su contrasto agli stereotipi di genere nelle discipline Stem; promozione dell’uguaglianza di genere nei green jobs; connubio tra innovazione ambientale e tecnologica. «La Campania – spiega Mariateresa Imparato, presidente regionale di Legambiente – è già protagonista, nonostante le crisi che attraversiamo, della transizione ecologica intesa come opportunità concreta per innovare e affrontare il futuro e mettere al centro i green jobs significa rilanciare la sfida e moltiplicarla. Per rispondere alle fragilità economiche e sociali, dalla disoccupazione giovanile ai Neet, dall’emigrazione alla scarsa partecipazione delle donne al lavoro, puntiamo sullo sviluppo dei green jobs e sulle filiere delle energie rinnovabili, come occasione occupazionale, ma anche una scelta etica e di pace, perché previene il rischio di riconversione in chiave bellica».
Da qui, la richiesta alla Regione «di sostenere un pacchetto di azioni concrete – prosegue Imparato – educazione ambientale ed energetica diffusa nelle scuole e nei territori; orientamento scolastico e professionale rafforzato per i percorsi green; politiche attive del lavoro più adeguate per accompagnare la giusta transizione; programmazione mirata della formazione con focus su competenze ambientali ed energetiche; politiche industriali per lo sviluppo sostenibile e la riconversione delle filiere produttive ed energetiche a partire da una diversa e innovativa destinazione dei fondi europei».
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