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Matteo Salvini rivendica con decisione la nomina di Pietro Ciucci, amministratore delegato della Stretto di Messina, a commissario per il Ponte sullo Stretto. Una scelta che scatena le critiche immediate della Cgil, secondo cui ora il «controllato controlla sé stesso».
Salvini difende la nomina di Pietro Ciucci commissario per il Ponte sullo Stretto
In visita presso il cantiere di risanamento e riqualificazione degli edifici Aler a Milano, il vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture non si sottrae alle domande dei cronisti. «Il commissario è uno ed è Ciucci», risponde Salvini a una domanda su un possibile conflitto d’interesse.
«Stretto di Messina è pubblica, una società totalmente pubblica, al 100% pubblica. L’ho nominato io per accelerare e rispondere alle richieste della Corte dei Conti e per fare coordinamento con tutti gli organi coinvolti», chiarisce il ministro.
«Quello che è l’amministratore di una società pubblica e diventa anche commissario pubblico per fare il Ponte sullo Stretto di Messina che è un’opera pubblica, pagata interamente dal denaro pubblico e gestita dal pubblico, quindi i privati proprio non c’entrano nulla col Ponte con lo Stretto e con niente», sottolinea Salvini, cercando di sgomberare il campo dalle polemiche.
Le critiche della Cgil sulla governance e sui controlli
A stretto giro arriva l’affondo della Cgil: «Per garantire controllo e trasparenza, si concentra tutto nelle stesse mani».
Si tratta di «un modello di governance tanto innovativo quanto difficilmente spiegabile fuori dai comunicati stampa», attacca il segretario confederale, Gino Giove, denunciando «l’assenza totale di separazione dei ruoli, la compressione dei controlli e l’uso disinvolto della figura del commissario per forzare procedure, tempi e verifiche».
Quindi «più che un commissario per accelerare, sembra un commissario per accentrare e per mettere al riparo il progetto dalle critiche», scandisce Giove.
L’attacco di Angelo Bonelli contro il Ponte sullo Stretto
Sulla nomina di Ciucci a commissario si era scagliato qualche giorno fa anche il leader di Avs, Angelo Bonelli, da sempre in prima linea contro il Ponte sullo Stretto. «È una scelta grave e inaccettabile: concentra poteri, riduce i controlli e alimenta un evidente conflitto di ruoli», aveva detto il deputato.
L’endorsement di Salvini per Federico Freni alla Consob
Tra le domande rivolte al ministro durante il sopralluogo all’Aler anche una sul sottosegretario al Mef, Federico Freni, come futuro presidente della Consob. «Mi farebbe piacere perché è un bravissimo sottosegretario all’Economia», afferma Salvini. “Non so cosa farà e quando lo farà» ma «mi farebbe molto piacere perché lo conosco, l’ho candidato ed è un parlamentare della Lega, se non mi facesse piacere sarebbe strano», conclude il vicepremier, ministro e leader della Lega, dando il suo endorsement a Freni, tra gli artefici delle riforma del Tuf.
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