Soldi al progetto ma anche dubbi: ecco come l’Europa guarda al Ponte sullo Stretto

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L’interlocuzione del Governo con la Commissione europea, in merito alle delicate questioni riguardanti le procedure del Ponte sullo Stretto di Messina, stando a quanto ribadito dal ministro Matteo Salvini, c’è sempre stata e, in questi giorni, si va ancor più intensificando. L’obiettivo è definire al più presto la nuova delibera da portare all’esame del Cipess, recependo i rilievi mossi dalla Corte dei conti, che ha detto no alla registrazione, e alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, del precedente atto approvato lo scorso 6 agosto dal Comitato interministeriale.
E proprio l’Europa diventa terreno di dibattito sul Ponte, destinato ad accendersi dopo le dichiarazioni rilasciate a “Eunews” da Marcin Nowacki, imprenditore polacco, presidente, oltre che dell’Alleanza europea delle imprese, della Commissione trasporti, energia, infrastrutture e società dell’informazione al Cese, il Comitato economico e sociale europeo.
Nowacki parla della Rete transeuropea dei trasporti (Ten-T) e la definisce «il fulcro delle nostre ambizioni», ricordando il «calendario stilato in tre fasi per il completamento della Rete; quella centrale entro il 2030, la Rete centrale estesa entro il 2040 e la Rete globale entro il 2050». Il Ponte sullo Stretto è indicato come tassello indispensabile del Corridoio Scandinavia-Mediterraneo all’interno delle Reti Ten-T e la sua realizzazione dovrebbe ricadere tra i due passaggi 2030-2040.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale

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