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La biblioteca comunale “prigioniera” a Sichelgaita
Non consultabili i circa 13mila volumi portati via da Villa Carrara a Pastena

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Il murale firmato da Greenpino davanti all’hub di via Principessa Sichelgaita è quasi pronto. «La cultura è rivoluzione» si legge all’ingresso dell’edificio che ha ospitato per anni il Centro per l’impiego. Lì, dopo la restituzione di Villa Carrara al Sovrano militare Ordine di Malta, giacciono i circa 13mila tra volumi, giornali e documenti storici della biblioteca e dell’emeroteca comunale di Salerno in attesa, ormai da oltre un anno, di tornare nella disponibilità di chi volesse consultarli. E lì, stando agli ultimi eventi politici, rimarranno chiusi ancora per un po’.
Il termine (l’ennesimo) di fine febbraio indicato dall’assessora alle Politiche sociali, Paola De Roberto, per l’apertura della biblioteca al pubblico difficilmente sarà rispettato, in assenza in quella data dell’amministrazione comunale, sostituita dal commissario prefettizio che si insedierà quando le dimissioni rassegnate dal sindaco Enzo Napoli saranno divenute efficaci. Così Salerno continuerà a rimanere senza la sua biblioteca comunale, ormai chiusa al pubblico dal 2020. Era novembre 2024 quando, sgomberati i locali di Villa Carrara che erano stati sede per oltre trent’anni della biblioteca comunale, i libri furono trasferiti nell’hub di via Sichelgaita, nonostante in un primo momento si era pensato di sistemarli nell’area dell’ex mercato di Fratte. Per velocizzare la riapertura della biblioteca (non essendo ancora agibile l’area di Fratte), si optò per i locali dell’ex Centro per l’impiego.
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«Abbiamo trasportato i testi in via Sichelgaita e poi abbiamo dovuto fare una procedura di affidamento diretto per traferire per due anni alla cooperativa sociale Saremo alberi la gestione dei circa 13mila volumi – spiega De Roberto – Saremo alberi sta facendo un’operazione di manutenzione dello spazio pubblico dell’hub di via Sichelgaita, ovvero quattro stanze grandi e un atrio molto ampio. Ha acquistato scaffali e tavoli, sta ricatalogando tutto». In un primo momento si pensava di aprirne i battenti la scorsa estate, ma «ci si è resi conto che andavano fatti lavori di manutenzione della struttura e si doveva procedere all’acquisto di scaffali nuovi, essendo quelli presenti troppo malandati. Tutto questo inizialmente non era stato previsto, quindi è stato integrato il progetto prevedendo l’acquisto del materiale e un minimo adeguamento della struttura». La biblioteca potrebbe essere pronta «per metà o fine febbraio». Quando, però, De Roberto non ricoprirà più il ruolo di assessora.
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Nonostante tutto, il lavoro continua: «La biblioteca sarà aperta al pubblico anche in base alle esigenze delle persone, quindi per il maggior tempo possibile. Ma, soprattutto, quello che ci sarà di nuovo sono delle aule studio nella zona in comune rappresentata dall’atrio. Ci saranno delle scrivanie dove i ragazzi potranno studiare con collegamento a internet fino a tarda sera», spiega. De Roberto non lascia cadere neppure l’idea di Fratte, negli atti individuata come sede definitiva della biblioteca. Se le sue intenzioni saranno accolte da chi le succederà nel ruolo (o se lei stessa tornerà a occupare lo stesso ruolo), «si potrebbe pensare di fare più di una sede della biblioteca, anche sedi tematiche dedicate, ad esempio, a Salerno, all’industrializzazione della città, all’artigianato.
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La struttura di Fratte, però, non è ancora stata messa a bando – dice – Lì i lavori più grossi, quelli di sistemazione di tetto e bagni, sono finiti, ma manca una sistemazione delle stanze e vanno fatte alcune verifiche. Anche quello spazio dovrebbe essere pensato alla stessa maniera di via Sichelgaita, con biblioteca e spazio studio per i ragazzi e con zone di intrattenimento». In ogni caso, nelle sue intenzioni c’è quella di «informatizzare tutto con il tempo: avere l’opportunità di consultare testi online sarebbe l’ideale».
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Il termine (l’ennesimo) di fine febbraio indicato dall’assessora alle Politiche sociali, Paola De Roberto, per l’apertura della biblioteca al pubblico difficilmente sarà rispettato, in assenza in quella data dell’amministrazione comunale, sostituita dal commissario prefettizio che si insedierà quando le dimissioni rassegnate dal sindaco Enzo Napoli saranno divenute efficaci. Così Salerno continuerà a rimanere senza la sua biblioteca comunale, ormai chiusa al pubblico dal 2020. Era novembre 2024 quando, sgomberati i locali di Villa Carrara che erano stati sede per oltre trent’anni della biblioteca comunale, i libri furono trasferiti nell’hub di via Sichelgaita, nonostante in un primo momento si era pensato di sistemarli nell’area dell’ex mercato di Fratte. Per velocizzare la riapertura della biblioteca (non essendo ancora agibile l’area di Fratte), si optò per i locali dell’ex Centro per l’impiego.
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Nonostante tutto, il lavoro continua: «La biblioteca sarà aperta al pubblico anche in base alle esigenze delle persone, quindi per il maggior tempo possibile. Ma, soprattutto, quello che ci sarà di nuovo sono delle aule studio nella zona in comune rappresentata dall’atrio. Ci saranno delle scrivanie dove i ragazzi potranno studiare con collegamento a internet fino a tarda sera», spiega. De Roberto non lascia cadere neppure l’idea di Fratte, negli atti individuata come sede definitiva della biblioteca. Se le sue intenzioni saranno accolte da chi le succederà nel ruolo (o se lei stessa tornerà a occupare lo stesso ruolo), «si potrebbe pensare di fare più di una sede della biblioteca, anche sedi tematiche dedicate, ad esempio, a Salerno, all’industrializzazione della città, all’artigianato.
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