[analyse_image type=”featured” src=”https://statics.cedscdn.it/photos/MED_HIGH/2026/02/02/9335364_OBJ65217734_115492.jpg”]
Incendio nell’ex Salid: il giallo «mascherine», rilievi Arpac e ipotesi dolo
Indagini sul rogo nell’area della fornace dove erano stipate i dispisitivi dell’era Covid, l’assessora Pecoraro continua a seguire la vicenda, idem la commissione trasparenza

abbonati premium
La presenza dei tecnici dell’Arpac – l’agenzia regionale per il controllo ambientale – non è passata inosservata, ieri mattina, nell’area dell’ex Salid nei pressi dei locali della Fornace dove nella serata di domenica si è scatenato un incendio. Poi nel primo pomeriggio, gli agenti della polizia municipale hanno provveduto a transennare ed interdire l’area davanti a quei locali dove le fiamme hanno distrutto il materiale che era stipato e appartenente (in parte) ad un laboratorio teatrale, ma anche quei pacchi di mascherine del “mistero” risalenti al periodo dell’emergenza Covid sui quali da tempo si indagava per capire il motivo per cui fossero custoditi proprio lì. Una questione sollevata da più voci nei mesi scorsi: dall’oramai ex consigliera di opposizione (attuale assessora regionale) Claudia Pecoraro che ha garantito di continuare a seguire da vicino la vicenda, dalla commissione trasparenza presieduta da Antonio Cammarota e anche dal gruppo Figli delle Chiancarelle. In quell’area, abbandonata a sé stessa, nel tempo in molti avevano anche rilevato la presenza di senza fissa dimora che utilizzavano i locali come ricovero notturno. Non si esclude che proprio da uno dei giacigli di fortuna possa essere partito l’incendio.
Salerno, maxi tamponamento sulla tangenziale prima dello svincolo di Mariconda: un ferito
Tra le ipotesi, i vigili del fuoco – intervenuti prontamente sul posto nella serata di domenica per domare le fiamme – hanno anche parlato di un possibile corto circuito essendo ancora funzionanti alcuni quadri elettrici, ma non si esclude neanche quella dell’incendio doloso. Il presidente della commissione trasparenza Cammarota, intanto, ha convocato per domani il comandante della polizia municipale, Rosario Battipaglia, per l’ultima audizione prima dello scioglimento definitivo del consiglio comunale. La presenza dell’Arpac però ieri mattina è stata utile ad effettuare una serie di rilievi e ad escludere anche la presenza nell’atmosfera di sostanza nocive. «Questa vicenda è la cronaca di una morte annunciata – ha sottolineato Antonio Cammarota, che già da tre mesi aveva acceso i fari sul deposito delle mascherine al parco dell’Irno – da mesi la commissione trasparenza si occupa del caso, su sollecitazione dell’allora consigliera comunale Claudia Pecoraro oggi assessore regionale all’ambiente. In una prima fase, con grande difficoltà, acquisendo atti del comando degli agenti di polizia municipale fu chiarito che le mascherine erano state effettivamente abbandonate, che non erano sorvegliate e che non c’era stato un provvedimento di sequestro né amministrativo né penale e che gli atti erano stati mandati alla procura della Repubblica. Si è tornati sulla vicenda qualche settimana fa ascoltando la vicecomandante della polizia locale, la quale chiarì che in procura vi era un fascicolo, ma modello 45, ovvero aperto senza una effettiva notizia di reato. Si sollecitava, tra l’altro, da parte della commissione trasparenza, un nuovo rapporto alla procura, perché da un lato si mettesse in sicurezza l’area e dall’altro si prevedesse l’ipotesi di notizia di reato contro ignoti o contro noti, quindi realizzando un sequestro penale. La commissione voleva che ci fosse una cautela: o attraverso un sequestro amministrativo per eventuali rischi sanitari, ma fu fatta una semplice recinzione con nastro rosso o un sequestro penale e questo però doveva essere l’effetto di una misura cautelare a seguito di un procedimento penale con un modello che includesse notizia di reato». Intanto non si escludono, dopo le verifiche che porterà avanti l’Arpac, ulteriori provvedimenti per garantire la salute dei residenti della zona e di chi frequenta anche la scuola vicina. Una situazione per l’assessore regionale all’ambiente Claudia Pecoraro «che impone responsabilità, chiarezza e azioni concrete. È fondamentale che su questa vicenda venga garantita la massima trasparenza e che si proceda con decisione alla messa in sicurezza, superando definitivamente una condizione di abbandono che non è più tollerabile. Continuerò a seguire da vicino l’evoluzione della situazione – ha detto la pentastellata – assicurando aggiornamenti puntuali e massimo impegno istituzionale».
Incendio nell’ex Salid: il giallo «mascherine», rilievi Arpac e ipotesi dolo
Indagini sul rogo nell’area della fornace dove erano stipate i dispisitivi dell’era Covid, l’assessora Pecoraro continua a seguire la vicenda, idem la commissione trasparenza

abbonati premium
La presenza dei tecnici dell’Arpac – l’agenzia regionale per il controllo ambientale – non è passata inosservata, ieri mattina, nell’area dell’ex Salid nei pressi dei locali della Fornace dove nella serata di domenica si è scatenato un incendio. Poi nel primo pomeriggio, gli agenti della polizia municipale hanno provveduto a transennare ed interdire l’area davanti a quei locali dove le fiamme hanno distrutto il materiale che era stipato e appartenente (in parte) ad un laboratorio teatrale, ma anche quei pacchi di mascherine del “mistero” risalenti al periodo dell’emergenza Covid sui quali da tempo si indagava per capire il motivo per cui fossero custoditi proprio lì. Una questione sollevata da più voci nei mesi scorsi: dall’oramai ex consigliera di opposizione (attuale assessora regionale) Claudia Pecoraro che ha garantito di continuare a seguire da vicino la vicenda, dalla commissione trasparenza presieduta da Antonio Cammarota e anche dal gruppo Figli delle Chiancarelle. In quell’area, abbandonata a sé stessa, nel tempo in molti avevano anche rilevato la presenza di senza fissa dimora che utilizzavano i locali come ricovero notturno. Non si esclude che proprio da uno dei giacigli di fortuna possa essere partito l’incendio.
Salerno, maxi tamponamento sulla tangenziale prima dello svincolo di Mariconda: un ferito
Tra le ipotesi, i vigili del fuoco – intervenuti prontamente sul posto nella serata di domenica per domare le fiamme – hanno anche parlato di un possibile corto circuito essendo ancora funzionanti alcuni quadri elettrici, ma non si esclude neanche quella dell’incendio doloso. Il presidente della commissione trasparenza Cammarota, intanto, ha convocato per domani il comandante della polizia municipale, Rosario Battipaglia, per l’ultima audizione prima dello scioglimento definitivo del consiglio comunale. La presenza dell’Arpac però ieri mattina è stata utile ad effettuare una serie di rilievi e ad escludere anche la presenza nell’atmosfera di sostanza nocive. «Questa vicenda è la cronaca di una morte annunciata – ha sottolineato Antonio Cammarota, che già da tre mesi aveva acceso i fari sul deposito delle mascherine al parco dell’Irno – da mesi la commissione trasparenza si occupa del caso, su sollecitazione dell’allora consigliera comunale Claudia Pecoraro oggi assessore regionale all’ambiente. In una prima fase, con grande difficoltà, acquisendo atti del comando degli agenti di polizia municipale fu chiarito che le mascherine erano state effettivamente abbandonate, che non erano sorvegliate e che non c’era stato un provvedimento di sequestro né amministrativo né penale e che gli atti erano stati mandati alla procura della Repubblica. Si è tornati sulla vicenda qualche settimana fa ascoltando la vicecomandante della polizia locale, la quale chiarì che in procura vi era un fascicolo, ma modello 45, ovvero aperto senza una effettiva notizia di reato. Si sollecitava, tra l’altro, da parte della commissione trasparenza, un nuovo rapporto alla procura, perché da un lato si mettesse in sicurezza l’area e dall’altro si prevedesse l’ipotesi di notizia di reato contro ignoti o contro noti, quindi realizzando un sequestro penale. La commissione voleva che ci fosse una cautela: o attraverso un sequestro amministrativo per eventuali rischi sanitari, ma fu fatta una semplice recinzione con nastro rosso o un sequestro penale e questo però doveva essere l’effetto di una misura cautelare a seguito di un procedimento penale con un modello che includesse notizia di reato». Intanto non si escludono, dopo le verifiche che porterà avanti l’Arpac, ulteriori provvedimenti per garantire la salute dei residenti della zona e di chi frequenta anche la scuola vicina. Una situazione per l’assessore regionale all’ambiente Claudia Pecoraro «che impone responsabilità, chiarezza e azioni concrete. È fondamentale che su questa vicenda venga garantita la massima trasparenza e che si proceda con decisione alla messa in sicurezza, superando definitivamente una condizione di abbandono che non è più tollerabile. Continuerò a seguire da vicino l’evoluzione della situazione – ha detto la pentastellata – assicurando aggiornamenti puntuali e massimo impegno istituzionale».
[analyse_source url=”http://ilmattino.it/salerno/incendio_nell_ex_salid_giallo_mascherine_la_presenza_arpac-9335364.html”]





















