Verona e la chiusura dei Giochi, allerta massima: attesi in Arena 60 capi di Stato

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milano cortina

Verona e la chiusura dei Giochi, allerta massima: attesi in Arena 60 capi di Stato

Chiara Bazzanella
Domani a Milano l’evento d’apertura delle Olimpiadi invernali. Il 22 a Verona il centro sarà presidiato da 600 poliziotti e una squadra di cecchini
La città si prepara Uno dei cartelli allestiti in centro per annunciare l’arrivo delle Olimpiadi a Verona FOTO MARCHIORI
La città si prepara Uno dei cartelli allestiti in centro per annunciare l’arrivo delle Olimpiadi a Verona FOTO MARCHIORI
La città si prepara Uno dei cartelli allestiti in centro per annunciare l’arrivo delle Olimpiadi a Verona FOTO MARCHIORI
La città si prepara Uno dei cartelli allestiti in centro per annunciare l’arrivo delle Olimpiadi a Verona FOTO MARCHIORI
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È iniziato il conte alla rovescia per l’avvio delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina che domani sera (6 febbraio) vedranno la cerimonia di apertura al San Siro Olympic Stadium. L’evento mondiale vedrà giungere in Italia almeno 60 capi di Stato e di governo, insieme a numerosi reali e alcuni atleti russi e bielorussi che competono come neutrali. La cerimonia catturerà l’attenzione di milioni e milioni di persone di tutto il mondo.

A San Siro si esibiranno artisti di calibro internazionale quali Mariah Carey e gli italiani Andrea Bocelli, Laura Pausini, Ghali, e molti altri, ma il momento clou, sarà l’accensione contemporanea dei due bracieri olimpici, uno all’Arco della Pace a Milano e il secondo in piazza Dibona a Cortina d’Ampezzo dove gli atleti sfileranno divisi per delegazioni nella parata delle Nazioni.

La portata dell’evento, in un contesto di forti tensioni internazionali, fa alzare al massimo l’allerta sulla sicurezza. Ieri il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato che sono stati sventati «una serie di cyberattacchi di matrice russa a sedi del ministero degli Esteri, a cominciare da Washington e anche alcuni siti delle olimpiadi invernali, con gli alberghi di Cortina», evidenziando l’importanza della sicurezza cibernetica.

Procedure e provvedimenti di sicurezza riguardano direttamente anche Verona dove, domenica 22 febbraio, si svolgerà la cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici Invernali seguita, il 6 marzo, da quella di inizio delle Paralimpiadi.

«Arriveranno in Arena almeno 60 capi di Stato il 22 febbraio ed è prevista l’attenzione di tre miliardi e mezzo di telespettatori nel mondo», ha ricordato ieri Zaia a Fieragricola. Ed ha aggiunto: «Auspico che tale palcoscenico possa rappresentare anche il luogo di una comunicazione di pace, per la pace».

Già da domani, con la cerimonia di apertura a Milano, diventerà operativa 24 ore su 24 una regia coordinata per la sicurezza tra la nostra questura e quelle di Milano, Venezia, Trento, Sondrio e Bolzano. Il Centro del dipartimento della pubblica sicurezza, passando anche per Verona, opererà dunque come una grande sala eventi in contatto con tutte le questure coinvolte.

Nella nostra città, attorno a piazza Bra, ci sarà una Zona Rossa, riservata solo alle settemila persone che entreranno in Arena, mentre a ridosso di piazza Bra, fino a parte di corso Porta Nuova, una zona gialla sarà valicabile solo a fronte di un pass rilasciato dal Comune su specifica richiesta. Si tratta di una sorta di zona di prefiltraggio, istituita sempre per ragioni di sicurezza, attiva dalle 9 del 22 febbraio all’1 del giorno dopo e dalle 9 del 6 marzo fino all’1 del 7 marzo. 

Nelle giornate in cui, oltre al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, arriveranno in città il numero due di Donald Trump, J.D. Vance, il presidente francese Emmanuel Macron e molti altri capi di Stato.

L’incremento delle forze dell’ordine tra polizia, carabinieri e guardia di finanza, sarà di circa 600 unità e, in sinergia con la provincia, verranno potenziati anche gli organici della polizia locale, con altre 30 unità, nelle specifiche giornate delle cerimonie delle 22 febbraio e del 6 marzo, che porteranno in Arena più di 12mila persone, tra cui vip e autorità, ognuna con il proprio protocollo di sicurezza.

Tra Milano, Verona e Cortina, un impiego massiccio di tecnologie radio con ottomila frequenze permetterà le comunicazioni tra le varie infrastrutture, e l’utilizzo di droni e assetti radar, si aggiungerà allo schieramento di seimila persone addette alla sicurezza, tra cui i tiratori scelti della polizia, già impiegati per grandi eventi come il Giubileo, le esequie di Papa Francesco, le visite di capi di Stato e i vertici G7. Le zone rosse già individuate, coinvolgeranno quattromila unità della Difesa (1.928 militari e duemila carabinieri), a cui si aggiungeranno 1.500 volontari dell’associazione nazionale alpini.

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