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Rus-Pe, la nuova arma russa: il “drone kamikaze” del gruppo Kalashnikov guidato dall’intelligenza artificiale
Presentato a Riad l’erede del leggendario Lancet: un’arma tascabile capace di riconoscere e colpire i bersagli in totale autonomia a 200 km/h

La Russia ha “in tasca” una nuova arma super tecnologica. A Riad, nel contesto del World Defence show, è stato presentato il RUS-PE: l’ultima frontiera di quelli che vengono volgarmente definiti “droni kamikaze” ma che i tecnici chiamano munizioni a scia.
Per comprendere la portata della novità del colosso russo Kalashnikov bisogna immaginare un proiettile che non prosegue dritto verso la sua meta ma rimane sospeso nel cielo a osservare il campo di battaglia. Questi strumenti hanno cambiato radicalmente il volto della guerra moderna perché sono piccoli velivoli economici che un singolo soldato può trasportare in uno zaino per distruggere carri armati da milioni di euro: una tecnologia che rende di fatto superflua l’artiglieria pesante in moltissimi scenari operativi grazie alla sua incredibile precisione chirurgica.
La superiorità del sistema RUS-PE rispetto ai modelli precedenti risiede nel suo “cervello” elettronico altamente sofisticato: il drone è infatti equipaggiato con una testa di autoguidazione multispettrale che integra canali ottici e termici assistiti da un’ intelligenzaartificiale integrata. Questa tecnologia permette al velivolo di operare in modalità totalmente autonoma poiché il software è in grado di identificare sagome di veicoli nemici e di dirigersi sull’obiettivo anche se il segnale radio con l’operatore viene interrotto dai sistemi di disturbo elettronico: una capacità che trasforma il drone in un predatore invisibile capace di colpire oggetti in movimento con una precisione millimetrica.
Sotto il profilo strettamente tecnico il RUS-PE adotta la configurazione aerodinamica “a X” che ha reso celebre il suo predecessore, il Lancet, garantendo una stabilità eccezionale durante le manovre d’attacco ad alta velocità. Il lancio non avviene tramite catapulte ingombranti ma attraverso un contenitore portatile con metodo pneumatico: una soluzione che riduce drasticamente la firma termica e acustica al momento della partenza rendendo difficile per il nemico individuare la posizione dell’operatore. Con una velocità di crociera di 140 km/h e picchi in picchiata che superano i 200 km/h il drone può pattugliare l’area operativa per oltre 30 minuti: un tempo più che sufficiente per scovare bersagli singoli o di gruppo nascosti tra la vegetazione o all’interno di fortificazioni.
Il debutto internazionale a Riad non è casuale perché il Cremlino punta ai mercati del Medio Oriente per esportare una tecnologia che è stata perfezionata nelle condizioni di combattimento più estreme: l’obiettivo è offrire ai partner internazionali un sistema d’arma che unisce la semplicità di un fucile d’assalto alla potenza devastante di un missile tattico. Il passaggio dal controllo manuale all’autonomia dell’IA segna dunque un punto di non ritorno nella corsa agli armamenti robotici: il RUS-PE non è più un semplice strumento guidato da un uomo ma una munizione intelligente capace di pensare e colpire in autonomia consolidando la posizione russa come leader globale nello sviluppo di sistemi d’attacco senza pilota a basso costo.
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