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Minneapolis, frenata sull’Ice: «Via 700 agenti dalla città». Trump: saremo più morbidi
È iniziata la de-escalation a Minneapolis. A quasi due settimane dalla morte di Alex Pretti, infermiere di terapia intensiva ucciso da agenti federali, e a un mese da quella di Renée Good, i due episodi che hanno fatto esplodere manifestazioni e proteste diffuse, la Casa Bianca ha deciso di ritirare immediatamente 700 unità dispiegate nell’area.
L’annuncio
L’annuncio è stato dato ieri dallo zar delle frontiere, Tom Homan, che nei giorni scorsi è stato inviato in Minnesota per sostituire l’ex comandante della Border Patrol, Greg Bovino, e imprimere un cambiamento nella gestione dell’operazione di contrasto all’immigrazione illegale a Minneapolis. Non si tratta però di una fine definitiva: sul territorio rimangono ancora circa 2.300 tra agenti della Border Patrol e dell’ICE.
«Il mio obiettivo, con il supporto del presidente Trump, è realizzare un completo ritiro», ha detto, precisando che la decisione è arrivata dopo aver constatato un aumento della collaborazione con le autorità statali e locali. Homan ha inoltre annunciato che l’amministrazione intende estendere l’uso delle body-cam per gli agenti federali a livello nazionale, con un’applicazione immediata proprio a Minneapolis, definendo «inaccettabile» il loro mancato utilizzo nelle operazioni recenti.
Tuttavia, da parte del sindaco di Minneapolis e del governatore la soddisfazione resta cauta. Secondo il primo cittadino Jacob Frey, con 2.000 agenti ancora presenti non si può parlare di de-escalation (erano 80 prima dell’avvio di Metro Surge il 1° dicembre). «Il mio messaggio alla Casa Bianca è coerente: l’operazione è stata catastrofica. Deve terminare immediatamente». Toni più concilianti ma comunque fermi da parte di Tim Walz: «L’annuncio di oggi è un passo nella direzione giusta, ma abbiamo bisogno di un ridimensionamento più rapido delle forze e di indagini guidate dallo Stato sulle uccisioni di Alex Pretti e Renée Good», ha detto il governatore democratico.
Le parole di Trump
Anche il presidente americano Donald Trump, parlando alla NBC, ha usato parole più caute del solito. Dopo aver spiegato di essere stato lui a emanare l’ordine di ritiro dei 700 agenti, commentando l’uccisione dei due cittadini statunitensi ha detto di aver imparato che «forse si può usare un tocco più morbido» nelle operazioni di repressione dell’immigrazione. «Bisogna comunque restare duri», perché «ci troviamo di fronte a criminali davvero pericolosi». Se il ridimensionamento del contingente è effettivo da subito, non è stata indicata alcuna tempistica per la conclusione definitiva dell’operazione, che resta la più vasta offensiva sull’immigrazione messa in campo finora dall’amministrazione Trump.
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