Le porte potevano essere sprangate, ma non lo sono. Basta poggiar la mano per aprirle, e sbattono nel vento e cigolano. Dentro le sale è morto anche il silenzio, ci sono i mobili, gli armadi di legno, i libri sugli scaffali al loro posto, tracce di vita che non esiste più, con brandelli di mura sul pavimento, come per una istantanea della memoria. Tutto è rimasto com’era ad Apice, la città fantas…